4 modi per smettere di pensare troppo e tornare a vivere

Photo by Jonathan Zerger

Pensare è una delle più grandi dipendenze dei nostri tempi. Non mi riferisco a un pensare sano e controllato, ma al cosiddetto “overthinking“, ovvero il pensare troppo e in modo sconclusionato, senza obiettivi e validi motivi.

È quella sensazione che provi quando inizi a riflettere su qualcosa e non giungi ad alcuna conclusione. La tua mente, a quel punto, inizia a generare un pensiero dietro l’altro, sempre più dannosi e inutili.

È ciò che i buddhisti chiamano “la scimmia impazzita“. Come racconto anche nel mio ultimo romanzo “Succede sempre qualcosa di meraviglioso“, la mente salta in continuazione da un pensiero a un altro, come una scimmia che salta da una liana all’altra senza sapere nemmeno dove sta andando e perché. La scimmia è allucinata, avvelenata, incattivita e destinata a farsi del male.

Quando caschi nella trappola dell’overthinking, non hai più il controllo della tua mente. È come un’automobile lanciata ad alta velocità senza nessuno al volante. Tu sei sul sedile del passeggero e non sai dove finirai, ma non fai niente per fermare questa folle corsa.

Quando ti trovi in questa sensazione, si generano in te una profonda confusione e una sensazione di smarrimento. E se continui a pensare troppo, la tua mente, esausta, ti lancia segnali fisici inequivocabili: stanchezza cronica, difficoltà visive, giramenti di testa, mal di testa, uno stress onnipresente. A lungo andare, possono sopraggiungere anche ansia e depressione (motivo per cui la pratica della mindfulness viene spesso consigliata a chi soffre di questa patologie, vedremo più avanti perché).

La mente è uno strumento potentissimo, ma può esserci utile solo se ogni tanto le concediamo un po’ di riposo. In che modo è possibile farlo? Smettendo di pensare. O meglio, concentrando la propria attenzione su qualcosa di diverso dai propri pensieri.

4 modi per smettere di pensare troppo

1. Prendi una decisione, una sola

Una delle cause più comuni alla base dell’overthinking è l’incapacità di decidere. Ti trovi davanti a due o più scelte, non sai quale prendere e inizi a pensare, pensare e pensare. Ovviamente senza agire, trasformando quindi quell’indecisione in una lacerante frustrazione.

Capita a molti, ad esempio, di svegliarsi al mattino con un dubbio (spesso di poco conto) che poi si portano dentro la testa per tutta la giornata. In questo modo si generano pensieri su pensieri, finché la mente non va completamente in tilt.

Se il tuo overthinking dipende da una decisione che non riesci a prendere, la soluzione è solo una: prendi una decisione. Decidi e deciditi. Magari non è la scelta giusta ma per il tuo benessere emotivo è meglio seguire una strada e lasciarsi alle spalle tutti quei bivi, tutti i dubbi e le riflessioni contorte e logoranti.

Avrai sempre tempo e modo per tornare sui tuoi passi, quindi non ti preoccupare di prendere la decisione sbagliata. Come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“, l’errore più grande che ci sia è scegliere di non scegliere.

2. Fai attività fisica

L’attività fisica è uno dei rimedi migliori in assoluto contro l’overthinking. Questo perché l’essere umano al giorno d’oggi si dimentica di avere un corpo e si identifica completamente con la sua mente e i suoi pensieri. Ma la realtà è ben diversa: non sei un cervello appollaiato su un inutile corpo, tu sei un meraviglioso connubio tra corpo, mente e anima.

E allora, quando la mente prende il sopravvento, tu ricordale che non esiste solo lei. È l’ego a fartelo credere, ma tu sii forte abbastanza da spegnere certe false convinzioni sul nascere. Se stai pensando troppo e inizi a soffrire questa situazione, molto semplicemente sposta la tua attenzione dai tuoi pensieri al tuo corpo.

Fai attività fisica, magari anche cercando di avvicinarti ai tuoi limiti. Ad esempio, corri finché le gambe reggono e fermati solo quando non ce la fai più. Ti assicuro che in quei momenti, in cui sei piegato con le mani appoggiate alle ginocchia e hai il fiato corto, non penserai a niente. Tutta la tua attenzione sarà concentrata sul tuo corpo.

Fare attività fisica intensamente, anche solo per qualche minuto, anche in casa, è un ottimo per placare la mente, togliendole il peso di tutta la tua attenzione. È un consiglio valido anche per chi soffre di ansia, mentre l’attività fisica all’aria aperta (non solo quella intensa) è indicata per chi soffre di depressione.

Questo perché la cura a molti malesseri della mente si trovano nella capacità di concentrarsi sul corpo. Solo così puoi ricordarti di non identificarti mai con la tua mente, perché tu sei molto di più di ciò che pensi.

3. Medita

La meditazione è una delle attività più potenti che un essere umano possa praticare. Non è assolutamente complicata (ma paradossalmente, in tempi così complicati spesso la semplicità risulta difficile), chiunque può iniziare senza strumenti particolari.

Una delle forme di meditazione più basilari, infatti, riguarda il respiro: concentrati sull’aria che entra nel tuo corpo, ci resta per qualche attimo e poi lo abbandona. Se stai soffrendo per l’overthinking, fermati. Smetti di fare qualunque cosa tu stia facendo, mettiti in una posizione comoda, chiudi gli occhi lentamente e inizia a respirare consapevolmente.

Personalmente, è stato proprio attraverso la meditazione che ho capito che quando penso troppo il mio respiro è accelerato, affannato, breve. Un pessimo segnale, un grido di aiuto della mia mente. Quando invece medito e mi concentro sull’aria che entra ed esce, ecco che tutto torna a muoversi lentamente. Gli indiani sostengono che la vita di una persona non vada misurata negli anni che vive ma nei respiri che produce. Meno ne fai e più vivrai a lungo, motivo per cui è importante non affannarsi ma cercare di mantenere sempre la calma.

E sia chiaro: meditare non significa smettere di pensare, ma assumere una posizione di osservatori di se stessi. È come distaccarsi e osservare i pensieri che attraversano la mente dall’esterno, come se non fossero nemmeno tuoi. Non li giudichi, sei semplicemente consapevole della loro presenza.

In questo modo, tutti quei pensieri non trovano terreno fertile nella tua mente in cui conficcarsi. E semplicemente passano oltre. Con la meditazione ripulisci la tua mente e ti metti nella posizione di tornare a governarla.

«La meditazione serve a questo?»

La domanda mi venne spontanea, e una parte di me sapeva che era proprio così.

«Esatto. La meditazione altro non è che osservazione. Di quello che hai dentro e di quello che hai intorno. Ed è una forma di osservazione pura: non giudichi quello che vedi, semplicemente accetti che c’è. Ecco la tua tristezza. Ecco la tua sofferenza. Ecco la tua felicità. Ecco il dolore che prova qualcuno intorno a te. Ecco quel pensiero che ti tormenta. Ecco un’alba sul mare» disse indicando davanti a sé. «La meditazione serve a vedere le cose come stanno. A liberarsi dai pregiudizi e dalle illusioni della mente. Una volta fatta questa profonda osservazione, conosci la realtà. E a quel punto, se la tua mente è ordinata e sotto controllo, puoi agire consapevolmente per sistemare quello che non va.»

Dal mio libro, “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

4. Parla ad alta voce

Questo è un metodo che ho inventato per me e potrebbe funzionare anche con te. In passato, quando pensavo troppo, mi capitava di cercare una soluzione “distruttiva” per risolvere la situazione. Cercavo di placare quel flusso mentale come se dovessi arginare il corso di un fiume. Volevo provare a mettere una diga affinché i pensieri venissero bloccati.

Ma poi, dopo tani fallimenti, ho capito (proprio grazie alla meditazione) che i pensieri non vanno assolutamente fermati. Vanno lasciati andare. L’arte del lasciare andare è fondamentale per vivere serenamente e si applica a qualsiasi ambito della vita.

Nel caso dell’overthinking, bisogna trovare un modo per far sfogare i pensieri senza che ristagnino e marciscano dentro di noi. La soluzione che ho trovato è particolare: ho iniziato a dare una voce a tutti i miei pensieri. So che può sembrare una follia, ma funziona, perché quando i pensieri diventano parole hai un risveglio di consapevolezza.

Innanzitutto ti rendi conto di quanto siano assurdi: pronunciati ad alta voce, certi pensieri ti appaiono ridicoli, mentre nella confusione dell’overthinking tua testa erano ragionevoli. In secondo luogo, parlando ad alta voce ritrovi quella connessione con il corpo di cui parlavo al punto uno: l’attenzione non è più solo sulla mente ma anche sul corpo.

E così il flusso dei pensieri diminuisce naturalmente, come un fiume che sfocia nel mare.

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