Cos’è l’overthinking e perché ti impedisce di essere felice

Photo by Javier Molina

Il tuo problema non è essere felice. Il tuo problema è capire cosa ti rende felice.

È una differenza fondamentale ed estremamente sottovalutata. La maggior parte delle persone, infatti, si concentra solo sulla sensazione della felicità, non sul “come” arrivare a provarla e integrarla nella propria vita.

Ragionando in questo modo, si proietta la felicità sul futuro. Ci si auto-convince di poter essere felici solo un domani e si inizia a praticare inconsapevolmente un’attività estremamente pericolosa per il proprio benessere emotivo: l’overthinking.

L’overthinking è un termine inglese intraducibile in italiano, ma con un significa preciso: vuol dire pensare continuamente, intensamente e senza sosta, senza però arrivare mai a una conclusione.

Prendiamo l’esempio di una persona che vuole cambiare vita e trasferirsi all’estero. L’overthinking, nel suo caso, è composto da una serie di pensieri vaghi e logoranti, che risucchiano tutte le energie mentali senza offrire alcuna soluzione concreta. Ogni volta che si prospetta una possibilità concreta, la mente inizia a pensare a un’altra possibilità.

“Vorrei andarmene da qui, ma dove? Forse è meglio fare un viaggio, prima? Ma per un viaggio quanti soldi mi servono? Sì, un bel viaggio zaino in spalla per vedere un po’ il mondo prima di decidere! O forse mi conviene andare direttamente nel posto dove vorrei vivere? Sarà meglio vivere in un’isola dove fa caldo tutto l’anno o pensare a una città vivibile ma dove d’inverno fa freddo? Io preferisco l’inverno o l’estate? In ogni caso, poi cosa farò una volta all’estero? Cerco lavoro, ma che lavoro? In quale ambito? E se non mi prende nessuno? E se il mio inglese è peggio di quello che penso? Quanti soldi mi servono? Ma poi sono davvero all’altezza? Boh… e se invece restassi in Italia e mi trasferissi in campagna? Una vita tranquilla, in cui mangi quello che produci. Ma ne sono capace? Non è forse è meglio andare a Londra? Ho degli amici là…”

La sofferenza del pensare: l’overthinking

Più si pensa e più aumenta la confusione. Più aumenta la confusione e più si generano dubbi e insicurezze di ogni tipo. L’overthinking ti immobilizza, ti inchioda alla tua situazione di insoddisfazione e frustrazione mentre la tua mente vaga alla ricerca di prospettive di vita migliori di quella che stai vivendo.

Così, l’overthinking crea una spaccatura dentro di te, un contrasto di dolore tra chi sei e chi vorresti essere, tra la vita che hai e quella che sogni di avere. È una sensazione di totale sopraffazione, ti senti sovrastato dai problemi e dalle difficoltà. Ti manca il fiato, pensi che non ce la farai mai e alla fine non fai nulla se non deprimerti.

Ma se ti trovi in questa situazione, fai un bel respiro e continua a leggere: una soluzione esiste.

La metafora della montagna

Il problema alla base dell’overthinking si può spiegare con una metafora.

Immagina di trovarti ai piedi di una montagna. Il tuo obiettivo è la cima della montagna.

Essere vittima dell’overthinking significa guardare la cima della montagna e continuare a pensare e ripensare a quanto sarebbe bello essere lassù. Il problema è che la cima della montagna è lontanissima e da così lontano ti pare irraggiungibile.

Così ti abbatti e cerchi scorciatoie e altre soluzioni irrealizzabili. Nel frattempo, resti esattamente dove sei, senza avvicinarti nemmeno di un millimetro al tuo obiettivo. E ovviamente senza allontanarti di un millimetro dalla situazione che ti causa sofferenza.

Dovresti invece concentrarti solo ed esclusivamente sul primo passo. È l’unica cosa che conta davvero. Alejandro Jodorowsky disse: “Il primo passo non ti porta dove vorresti, ma ti toglie da dove sei“.

Aggiungo che spesso il primo passo non è fisico, ma mentale, e consiste proprio nell’allontanare la confusione e contrastare l’overthinking da cui è causata.

 

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Perché la confusione è il tuo ostacolo più grande

Pensa a una qualsiasi persona che ritieni di successo: ti sembra confusa? O al contrario ti sembra avere le idee chiarissime su ciò che vuole?

Quando pensi troppo, finisci per andare in totale confusione. Ti rendi conto di non essere lucido e come meccanismo di auto-difesa ti dici di non fare nulla, perché con tutta quella nebbia in testa commetterai sicuramente un errore e fallirai completamente.

Così continui a rimandare il primo passo e aspetti che la situazione si sblocchi da sé. Pensi, pensi e pensi alla ricerca di una soluzione che ha le sembianze dell’ago nel pagliaio.

So bene cosa significa perché sono stato vittima dell’overthinking nella mia vita. Poi mi sono reso conto che tutte le cose migliori che mi fossero capitate erano nate da decisioni decise e forti, prese senza paura di fallire. Il mio libro “Le coordinate della felicità” ne è l’esempio.

Per liberarsi da questo continuo logorio mentale è possibile è necessario schiarirsi le idee, smettere di aggiungere sempre più opzioni e saltellare da un pensiero all’altro senza approfondirne nessuno. Fissare degli obiettivi e buttare giù un piano concreto.

Questo ti porta a effettuare il tuo primo vero passo: smettere di pensare e agire. Nessun sogno si realizza senza l’azione.

Come superare l’overthinking

Se invece sei in difficoltà perché la confusione ha messo radici nella tua mente e non sai nemmeno più quello che vuoi dalla vita, è probabile che tu sia vittima di una forma di perfezionismo: o faccio le cose alla perfezione o non le faccio. Se un piano ha anche solo un piccolo difetto, devo pensare a qualcosa di meglio.

In questo caso, è bene che tu sappia quello che io ho imparato in anni di tentativi e fallimenti: realizzare un buon piano è decisamente meglio di farsi ossessionare da un piano perfetto ma irrealizzabile. Una grande lezione che ho imparato viaggiando è che a volte non importa dove vai, l’importante è andare.

Ci sono momenti nei quali comprendi che devi agire, senza badare troppo alle conseguenze. Se il tuo cuore e la tua pancia ti dicono una cosa, dovresti seguirla e basta. Pensare e ripensare a tutto ciò che potrebbe o non potrebbe succedere (il cosiddetto overthinking) è il modo migliore per restare fermo e subire passivamente la vita, senza agire.

Dal mio libro “Le coordinate della felicità

E allora, se non ha la minima idea di cosa potresti fare concretamente, prendi carta e penna e scrivi tutte le tue opzioni. Poi scegli la “meno peggio“, la più fattibile, quella che prima e meglio di tutte le altre può tirarti fuori dalla situazione di totale confusione in cui sei, e dedicaci il tuo tempo e le tue energie fin da subito.

Un grande ostacolo alla realizzazione personale è credere che ci sia sempre un’opzione migliore. È vero, c’è sempre un’opzione migliore. Ma sai cosa? Ce n’è sempre anche una peggiore.

La peggiore in assoluto è non fare nulla. Decidere di non decidere.

L’importanza del primo passo

Potrai sempre cambiare il tuo piano in corso d’opera. Potrai sempre abbandonarlo, fare un passo indietro e prendere un’altra direzione. Ma non sempre avrai il tempo, la forza e la possibilità di fare quel primo passo necessario per mettere in atto la tua rivoluzione personale.

Se l’overthinking ti sta rovinando la vita, fermati un attimo, fai un bel respiro e poi analizza lucidamente la tua situazione. La confusione mentale è nemica della felicità (non sempre lo è la confusione emotiva), quindi spazzala via. Quando il quadro delle tue possibilità è chiaro, scegline una e agisci.

Non devi strafare, perché nessun grande obiettivo è raggiungibile in un giorno. Il “tutto subito” è un’illusione della società dei consumi in cui viviamo. Fai un passo dopo l’altro e dopo 100 giorni la cima della montagna sarà un traguardo molto più concreto e raggiungibile. Se invece continui a pensare e basta, dopo 100 giorni sarai esattamente dove eri 100 giorni fa. E la cima della montagna continuerà a sembrarti un traguardo impossibile.

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