Vuoi girare il mondo? Ci sono 5 step per finanziare il tuo sogno

Photo by Joey Nicotra

Chi non ha mai sognato di prendersi un anno sabbatico per girare il mondo? Una di quelle avventure che, comunque vadano, rimarranno per sempre nella mente e nel cuore. L’esperienza di una vita intera, quella che vale da sola il prezzo del biglietto.

Se hai sempre sognato qualcosa del genere, molto probabilmente hai anche pensato che sia assolutamente impossibile. E il motivo è quasi sempre lo stesso: i soldi.

Considerando le decine di articoli che ho scritto sul “mollare tutto e partire” è normale che abbia letto un gran numero di commenti del tipo “e i soldi dove li trovo?”

Finché sono persone che hanno reali limitazioni (specialmente di tipo fisico) a lamentarsi con queste argomentazioni, è un conto. Quando però sono persone che conducono vite normali, sono in salute e non hanno nessun vero ostacolo per intraprendere una lunga avventura come il giro del mondo, certi commenti sono privi di senso.

Quasi sempre non sono altro che il frutto dell’invidia verso chi, con gli stessi mezzi o addirittura molti meno, ce l’ha fatta davvero. Perché al giorno d’oggi lavorare viaggiando e girare il mondo è una prospettiva assolutamente fattibile per chiunque sia dotato di grande voglia di fare e intraprendenza (ci ho anche scritto un libro sull’argomento: “Le coordinate della felicità“).

Un anno sabbatico in giro per il mondo: why not?

La verità è che i soldi sono un ostacolo, ma non certamente un ostacolo insormontabile. Al giorno d’oggi ci sono molte possibilità di guadagnarne abbastanza da partire, spendere pochissimo on the road e imparare a mantenersi viaggiando.

Okay, ma se è tanto semplice, concretamente come si fa?

È una domanda legittima. Il primo consiglio che ti vorrei dare è di leggere il mio libro “Le coordinate della felicità”, perché racconta una storia vera (la mia). La storia di una persona che a vent’anni lascia l’Italia con pochi soldi e le idee confuse e otto anni dopo vive viaggiando lavorando in remoto.

Il messaggio di fondo del mio libro è questo: se lo vuoi davvero, un modo lo trovi sempre. Sempre. E in questo articolo ti spiegherò 5 modi per riuscire a realizzare il sogno di mollare tutto e partire per il tuo giro del mondo.

5 modi per finanziare il tuo giro del mondo

1. Il valore del risparmio

Tutto parte da un concetto che molti faticano a comprendere: se vuoi vivere un’esperienza intensa come un anno sabbatico in giro per il mondo, devi rendere questo obiettivo la tua assoluta priorità. Devi dedicare tutto te stesso per realizzare un sogno che ti regalerà molto più di quanto hai dovuto faticare.

Se hai lavorato e messo da parte soldi nella tua vita, non hai alcun problema a partire. Non devi giustificarti, né sentirti in colpa di fronte ai commenti pieni di invidia di chi leggerà la tua storia. Spendere soldi in esperienze straordinarie è quanto di più sensato tu possa fare.

Se invece non hai soldi a disposizione ma vorresti comunque vivere una lunga avventura in giro per il mondo, devi innanzitutto imparare a risparmiare. Questo è lo step numero uno, il punto di partenza fondamentale.

Non puoi volere una vita piena di comfort in cui non rinunci a nulla e al tempo stesso fare il giro del mondo. Puoi volerlo solo se (in questo caso sì) di soldi ne hai tanti.

Come imparare a risparmiare? Parti così: elimina tutte le spese superflue e iniziare a risparmiare qualche euro ogni singolo giorno. Una media di due euro risparmiati al giorno sono €735 all’anno, ovvero un biglietto aereo per arrivare ovunque tu voglia nel mondo.

Per imparare a risparmiare, il miglior consiglio è di diventare minimalista: impara a vivere solo con il necessario e sbarazzati di tutto ciò che non porta alcun valore nella tua vita. Oltre ad incassare cifre sorprendenti vendendo vecchi smartphone, computer inutili e scooter che non utilizzi da una vita, ti sentirai anche molto più leggero a livello mentale.

E infine, ricorda: sognare è gratis ma ha il grande potere di alimentare la tua voglia di fare. Risparmia e sogna, tutto parte da qui.

2. Cerca opportunità di guadagno alternative

Okay, hai ridotto le spese al minimo sindacale e hai venduto tutto ciò che non ti serviva. Effettivamente stai mettendo da parte centinaia di euro, ma non basta: tu vuoi girare tutto il mondo, quindi ti serviranno diverse migliaia di euro.

Hai bisogno di guadagnare denaro. La buona notizia è che si può fare, ma è necessario uscire dalla mentalità tipicamente italiana che vede il lavoro solo nella sua concezione tradizionale: un posto di lavoro, un orario da rispettare, un capo stronzo e uno stipendio misero, sufficiente a malapena per sopravvivere.

Il punto è che siamo nel 2019 e se speri davvero che qualcuno (il politico che hai votato, Dio, un tuo lontano parente o altre figure fantasiose) possa chiamarti domani e offrirti un lavoro, non hai capito che al giorno d’oggi le vere opportunità di guadagno a disposizione di chiunque si trovano lontane dal modo di ragionare comune.

Devi affidarti alla tua fantasia, perché grazie a internet viviamo in un’epoca piena di opportunità. Come racconto nel libro “Le coordinate della felicità“, io volevo fare della scrittura un lavoro e non avendo altro che un computer e una connessione a internet, decisi di inviare decine di candidature a siti web, finché qualcuno non mi ha permesso di scrivere i primi articoli (gratis).

Dopo tanta gavetta, sono diventato ufficialmente un web writer (un freelance con partita iva che scrive articoli per siti web, lavorando dunque in remoto).

Magari non è questa la tua strada, ma di strade ce ne sono a non finire. Ora come ora, se dovessi ripartire da zero, probabilmente proverei a diventare un social media manager, ovvero colui o colei che produce e gestisce contenuti per i canali social di aziende e privati. Ci sarà sempre più richiesta per figure di questo tipo, perché il mondo intero si sta spostando in quella direzione.

Se invece un lavoro ce l’hai e riesci anche a mettere qualcosa da parte ogni mese, ci sono modi per arrotondare: puoi consegnare cibo a domicilio in bicicletta, condividere la tua casa su Airbnb, portare a spasso i cani degli altri (l’ho fatto all’inizio del mio percorso ed è pure divertente) e sfruttare tutte le occasioni che la sharing economy offre.

Se non ti piace questa idea, compra oggetti usati, rimettili in sesto e vendili ai mercatini oppure online. E infine, se non ti sembra fattibile o non ti senti pronto, puoi sempre cercare un lavoro tradizionale, lavorare per sei mesi o un anno e poi partire.

So che potresti pensare che sia difficile. Certo, non è facile, ma se lo fosse tutti sarebbero felici e soddisfatti (e invece, basta guardarsi intorno…). Per realizzare i tuoi sogni, devi essere pronto a faticare e metterti in gioco. Non confondere la parola “difficile” con la parola “impossibile“. Nulla è impossibile se ci credi davvero. 

3. Workaway: viaggiare senza spendere

Lavorare viaggiando è una realtà che solo coloro che hanno una mentalità chiusa non vogliono accettare. Al giorno d’oggi ci sono innumerevoli opportunità per guadagnare on the road oppure semplicemente per mantenersi, ottenendo vitto e alloggio in cambio di prestazioni lavorative.

A quest’ultima categoria appartengono piattaforme come Workaway: lavori per qualche ora al giorno e in cambio dormi sotto un tetto e ti riempi lo stomaco. Così, sostanzialmente, visiti luoghi nuovi senza spendere niente oltre al trasporto.

Workaway rappresenta anche una straordinaria opportunità per chi vuole girare il mondo con la propria famiglia. Utilizzando questa piattaforma, decine di famiglie si spostano nel mondo spendendo solo per i biglietti aerei: genitori e figli lavorano insieme in cambio di vitto e alloggio.

Massimo e Virginie di Seven on the road sono due genitori italiani che viaggiando con i loro cinque figli. Grazie a Workaway hanno avuto la possibilità di esplorare il Marocco spendendo una cifra alla portata di chiunque. E loro sono in sette! Qual è la tua scusa? 😉

In generale, cerca di sfruttare tutte le occasioni che offre il web. Ad esempio, se ti iscrivi ad Airbnb da questo link ricevi €30 gratis sul tuo prossimo viaggio.

4. Working Holiday Visa: se hai meno di 31 anni, non hai scuse

Spesso a lamentarsi della mancanza di soldi e dei mille ostacoli che devono fronteggiare quotidianamente sono persone di una certa età, con un lavoro e una famiglia da mantenere. Ma se hai meno di 31 anni, non hai davvero nessuna scusa valida.

La possibilità del Working Holiday Visa è infatti a disposizione di chiunque. Come racconto nel mio libro “Le coordinate della felicità“, io stesso partii per l’Australia sei anni fa con meno di €2.000 in tasca e riuscii a vivere una delle esperienze migliori della mia vita contando solo su me stesso. Un’esperienza così formativa e intensa che la replicai anche in Canada.

Il Working Holiday Visa (valido anche in Nuova Zelanda) è un visto che permette a chi ha meno di 31 anni di fermarsi per un periodo compreso tra i sei mesi e un anno a vivere e lavorare in uno dei suddetti paesi.

Inutile dire che sia un’esperienza incredibile: conosci tantissime persone, impari l’inglese, viaggi a lungo e ovviamente, lavorando, guadagni soldi in economie più forti rispetto a quella italiana.

Molti viaggiatori impegnati nel giro del mondo pianificano la loro avventura in questo modo: viaggiare low cost in Asia, fermarsi per un anno in Australia per lavorare e risparmiare e poi ripartire con le tasche piene.

Niente genitori notai, niente soldi piovuti dal cielo: viaggiano, poi lavorano con il Working Holiday, poi continuano a viaggiare. Svelato il mistero.

Ho raccontato la storia di una coppia argentina che in questo modo si è guadagnata la possibilità di vivere in giro per il mondo. Ma le storie più significative sono quelle italiane, perché dimostrano che tutto questo è possibile anche per gente come te.

Anna e Matteo, ad esempio, stanno facendo proprio questo: il loro giro del mondo senza aerei farà tappa in Australia, dove si fermeranno per lavorare e alimentare il loro sogno di scoprire il nostro meraviglioso pianeta.

5. Diventare un nomade digitale e lavorare viaggiando

Infine, c’è un’opzione valida per chiunque, indipendentemente dalla nazionalità e dall’età: lavorare online. È quello che sto facendo da anni, ormai.

Ci definiscono nomadi digitali, ovvero persone che si sono costruite l’opportunità di lavorare in remoto dal proprio computer, svincolandosi quindi da un ufficio e da orari di lavoro determinati da altri.

In realtà non è un modo di lavorare, è uno stile di vita. È la scelta di chi ama essere libero di potersi guadagnare da vivere da qualsiasi parte del mondo. Se ti interessa, in questo articolo ho parlato dei 7 lavori più comuni da svolgere in remoto mentre viaggi. Nel mio libro, invece, racconto per filo e per segno come lo sono diventato.

Lavorare viaggiando è una realtà: si può essere articolisti, graphic designer, programmatori, blogger, assistenti virtuali, interpreti, esperti di marketing, social media manager… la lista dei lavori digitali è ampia e in continua crescita.

In tutti questi modi, un lungo viaggio in giro per il mondo non è un sogno proibito, ma una bellissima realtà. Io ne sono la prova vivente: l’articolo che hai appena letto è stato scritto tra Penang (Malesia), Singapore e Bali 🙂

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