Non aspettare il Natale: non è una data sul calendario a decidere se puoi essere felice

Photo by Yana Lizunkova

Da quando in una grigia mattinata di 8 anni fa ho lasciato Torino per mettermi alla ricerca della felicità, mi sono imbattuto in numerose situazioni che mi hanno portato a riflettere sulle cose della vita. Incontri, conversazioni, episodi sfortunati, esperienze indimenticabili, viaggi che mi hanno cambiato: tutto questo mi ha portato a fare ragionamenti che mai avrei fatto nella mia comfort zone.

Così ho elaborato anche alcune teorie sulla felicità (non a caso il libro in cui racconto il mio percorso umano e professionale si chiama “Le coordinate della felicità“). Ho capito molte cose in questi otto anni, alcune che ritengo estremamente soggettive (ad esempio per me la felicità dipende molto dalla libertà) e altre che invece considero più universali.

Ma se c’è una cosa di cui sono sicuro su questo grande tema che ossessiona l’essere umano da millenni è che non potrai mai essere realmente felice se ti baserai solo ed esclusivamente sull’idea di felicità che qualcun altro ha deciso per te. Non potrai essere felice se seguirai la strada indicata da qualcun altro senza mai chiederti se sia ciò che ti fa stare bene.

La felicità nasce dentro di noi

La conclusione a cui sono giunto è che la felicità nasce sempre dentro di noi. Le persone, i luoghi e gli oggetti che abbiamo intorno possono alimentarla o diminuirla, ma tutto deve partire da noi. Dobbiamo essere noi a decidere cosa ci rende felici e scegliere in quale direzione impostare la nostra vita.

Da quando ho generato questa consapevolezza, la mia esistenza è cambiata sotto molti punti di vista. Non solo mi ha dato la forza di ribellarmi a quella che ritengo una moderna forma di schiavitù, ovvero quella tipologia di lavoro da ufficio che ti impone di presentarti ogni giorno nello stesso luogo alla stessa ora per trascorrerci un certo numero di ore. Una vita nella quale baratti i tuoi sogni, il tuo tempo e la tua felicità con la promessa di ricevere (forse, un giorno) una pensione che ti permetterà di essere (vecchio e) libero.

Capire che solo io avrei potuto scrivere le coordinate della mia felicità non mi ha solo reso un nomad worker che gira per il mondo mentre lavora in remoto al pc. Mi ha anche aperto gli occhi su una questione che un po’ mi tormentava da sempre: l’insofferenza per le festività.

A Natale devi essere felice

Ho ottimi ricordi del Natale ma ogni 25 dicembre ho sempre provato una sorta di inspiegabile fastidio. Solo dedicando un po’ del mio tempo a ragionare fuori dagli schemi mi sono reso conto che era proprio una questione legata alla felicità.

In realtà non mi piaceva l’idea che fosse una data sul calendario a decidere che quel giorno dovevo essere felice.

Pensaci: quando ti svegli il 25 dicembre, tutti si aspettano che tu sia felice. Le persone che incontri ti vogliono vedere con un grande sorriso sulle labbra, un atteggiamento positivo e una grande disponibilità a stare per tutta la giornata insieme ad altri. Il Natale è la festa dove ci si scambia oggetti pressoché inutili, acquistati con il denaro che rappresenta il tempo che abbiamo investito lavorando. È quella festa in cui è obbligatorio abbuffarsi di cibo, pur vivendo sullo stesso pianeta dove milioni di persone sono sfruttate e miliardi di animali vengono torturati e massacrati per consentirci di godere di tutto questo superfluo.

Ma queste sono riflessioni che non devono trovare spazio a Natale, perché altrimenti rovini la festa agli altri. A Natale devi essere felice.

Viaggiare e scoprire culture e modi di vivere diversi dai nostri mi ha aiutato molto a rendermi conto dell’assurdità di questa concezione e di quanto le persone siano schiave di un semplice numero sul calendario. Un numerino che ha la presunzione di dirci se in una certa giornata possiamo e dobbiamo essere felici.

La felicità non dipende da una data sul calendario

Se ti guardi in giro, tra tv, social network e pubblicità, potresti pensare che essere felici sia un processo difficile e costoso in termini di tempo, risorse e denaro. Poi, per assurdo, questa società occidentale passa da questa idea così complessa a qualcosa di estremamente semplice, superficiale e banale: in certi giorni, non solo puoi ma devi essere felice.

Il 25 dicembre, il 31 dicembre, il 15 agosto. E ancora: il giorno del tuo compleanno, il giorno di Pasqua e ogni sabato sera. Secondo la visione più comune, la felicità è una questione di… calendario. Sono le date sul calendario a decidere quando hai il diritto di essere felice.

A Natale non devi essere per forza felice. Quella di Natale è una giornata di 24 ore nella quale il sorge al mattino e tramonta alla sera. Come tutti gli altri giorni dell’anno.

È facile cadere nella trappola della felicità forzata del Natale ma la verità è che la felicità dipende da te e dalle tue scelte, non certamente da una data sul calendario. Certo, se hai buoni rapporti con i tuoi famigliari sarà sicuramente molto piacevole passare del tempo con loro. E il fatto che in quella giornata non si lavori è un aspetto importante, perché significa che godrai di tempo libero. Questo è il vero significato positivo del Natale: la condivisione, lo scambio personale, le risate e il tempo di qualità tutti insieme.

Costruisciti una vita in cui ogni giorno è Natale

Ma se il tuo obiettivo di vita è trovare una felicità duratura e consapevole, non aspettare il Natale. Non credere che la troverai nell’abbuffata di pranzo o nei regali che riceverai.

La felicità è una cosa seria, che va coltivata giorno per giorno. È un viaggio interiore ed esteriore che inizia in un punto dentro di te e si sviluppa nel tempo che hai a disposizione su questa terra, nella direzione che sceglierai di prendere, nel modo in cui vorrai vivere. Non saranno mai degli oggetti o del cibo o delle persone che vedi tre volte all’anno a darti una vera sensazione di felicità.

Non aspettare Natale per provare ad essere felice. Se c’è un momento giusto per iniziare un grande cambiamento è ora. L’obiettivo della nostra vita non è aspettare il venerdì sera, il giorno di Natale, il nuovo anno o il compleanno. L’obiettivo è costruirci un’esistenza nella quale ogni singolo giorno è Natale.

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