Preoccupati solo di ciò che puoi controllare e vivrai serenamente

Photo by Nicolas Hans

Si parla spesso di “felicità” come di un traguardo da raggiungere. Come se ognuno di noi potesse determinare a priori che cosa lo rende felice e poi non dovesse fare altro che muoversi in quella direzione, fino a raggiungerla.

È sicuramente innegabile che porsi obiettivi di vita aiuti ad affrontare ogni giornata con positività e questo, di per sé, è già un primo passo verso la felicità.

È però altrettanto vero che la vita non è solo una questione di obiettivi. La felicità del lungo periodo, quella che caratterizza un intero percorso e non solo una singola giornata, è determinata non solo da come agiamo ma anche e soprattutto da come reagiamo.

La vita è al 10% quello che ci succede, al 90% come reagiamo

L’ho scritto anche in un altro articolo presente su questo blog: la vita è costituita solo in minima parte da quello che ci succede, mentre in gran parte dipende da come reagiamo.

D’altronde, molte delle cose che ci succedono non dipendono da noi e sono imprevedibili. Ecco perché essere felici non dipende tanto da quello che otteniamo o non otteniamo ma dal modo in cui riusciamo a rispondere agli eventi della vita.

Di fronte a quelli positivi, siamo capaci di goderci a pieno certi momenti? E di fronte a quelli negativi ci facciamo abbattere oppure sviluppiamo una resilienza che ci fa ripartire?

Prima di pensare a come programmare la tua vita nei minimi dettagli, aggiungendo sempre più obiettivi sempre più difficili da raggiungere, forse dovresti preoccuparti di imparare ad accettare che l’imprevedibile e il caos fanno parte della nostra esistenza.

È un processo che si chiama accettazione ed è alla base di ogni stato mentale sereno ed equilibrato.

Imparare ad accettare la vita

Ciò che più amo del Buddhismo e di molte antiche religioni e filosofie è la capacità di trasmettere preziose lezioni di vita attraverso storie molto semplici e immediate.

Non è un caso che una delle più note storie buddhiste riguardi proprio l’accettazione. Questo processo non è di immediata comprensione, specialmente al giorno d’oggi: la tecnologia ci dà l’impressione di poter avere tutto subito, diventiamo impazienti e viziati e facciamo ancora più fatica ad accettare che ogni tanto le cose vadano male.

Ma la capacità di accettare la vita in quanto imprevedibile e spesso difficile, ma proprio per questo meravigliosa, è fondamentale per iniziare a stare bene con se stessi e con gli altri. E c’è una parabola buddhista che spiega con grande semplicità e chiarezza questo concetto.

L’insegnamento buddhista: preoccupati solo di ciò che puoi controllare

A un certo punto della sua vita, Buddha si fermò per qualche tempo in un villaggio. Tutti volevano parlare con il grande saggio e ottenere da lui consigli illuminanti. Tra questi, c’era anche un contadino noto per lamentarsi continuamente di quanto la sua vita fosse problematica.

Quando arrivò al cospetto di Buddha, iniziò a elencare tutto ciò che non andava: il maltempo gli rovinava i raccolti, sua moglie era troppo critica nei suoi confronti, i suoi figli non gli mostravano alcuna gratitudine e, come se non bastasse, i suoi vicini erano rumorosi e parlavano alle sue spalle.

Dopo aver terminato la lunga lista di lamentele, il contadino chiese a Buddha una soluzione, un modo per risolvere i suoi problemi.

“Non posso aiutarti”, disse il Buddha. “Ogni essere umano ha tanti problemi, per la precisione 83 problemi. Così è la vita e io non posso farci niente. E sappi che anche se lavori duramente e riesci a risolverne alcuni, non riuscirai mai a risolverli tutti“.

L’uomo, risentito, iniziò a inveire: “Ma allora a cosa servono i suoi insegnamenti di cui tutti parlano?”

Buddha rispose così: “Forse i miei insegnamenti non servono per risolvere i tuoi 83 problemi ma potrebbero servirti a risolvere l’84esimo problema“.

“E quale sarebbe?”

L’84esimo problema della tua vita è che non vuoi accettare il fatto che avrai sempre problemi“.

Una lezione per imparare a vivere serenamente

In questo modo, il Buddha insegnò al contadino una grande lezione: nessuno di noi può arrivare al punto di non avere problemi. Se cerchi di costruirti una vita perfetta, sei destinato a fallire. Se invece accetti questa grande verità, hai risolto l’84esimo problema: smetti di farti ossessionare da tutto ciò che non va nella tua vita, ti concentri solo su ciò che puoi risolvere e inizi a vivere serenamente.

Questa storia buddhista lancia un messaggio universale, adatto a qualsiasi persona indipendentemente da chi sia, dove si trovi e quale sia la sua età: non preoccuparti di ciò che non puoi controllare, occupati di ciò che puoi controllare.

Quando l’ho letta la prima volta ho avuto una specie di illuminazione su cosa significhi vivere serenamente: lasciare andare e accettare la vita per quella che è. Su uno dei miei taccuini di viaggio (quelli che hanno dato vita a “Le coordinate della felicità“) scrivevo:

Nella vita dovrai affrontare ogni giorno dei problemi. Prima di lamentarti, intristirti e agitarti, prima di maledire il cielo, poniti una domanda: quali problemi posso risolvere? Poi concentrati solo su quelli. I problemi che non puoi risolvere, non puoi fare altro che accettarli. La vita va così: a volte sei padrone del tuo destino, altre volte no. Accetta questa verità e mettiti il cuore in pace. Ti ritroverai con molto più tempo libero e tanto stress in meno. Vivrai molto più serenamente.

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