Se ti senti solo, viaggia: incontrerai persone straordinarie

Sembra incredibile che al giorno d’oggi così tante persone si sentano sole. Viviamo in città che assomigliano a formicai, dove la frenesia e il consumismo regnano sovrani e ci sono “altri” ad ogni angolo, in tanti si sentono soli. Maledettamente soli.

Il motivo è semplice ma risulta spesso incomprensibile: c’è tanta gente in giro, ma c’è poca umanità. Ci sono individui che ci camminano di fianco come se non esistessimo, ci sono uomini e donne vittime del loro egocentrismo e conseguentemente del loro menefreghismo, ci sono coloro che si sono fatti convincere dal politico di turno e dai telegiornali che sia doveroso avere paura del prossimo e di tutto ciò che è diverso dal concetto di “normalità” che gli hanno inculcato.

Non è facile trovare sorrisi, sguardi amichevoli e abbracci calorosi in questa società così individualista. Non è facile trovare parole vere e interessate in questi tempi così freddi. Non è per niente facile riuscire ad amare se stessi quando hai l’impressione che i piccoli gesti di amore, anche un semplice “grazie” detto di cuore, siano completamente spariti dalla nostra quotidianità.

Ma c’è un modo per continuare ad incontrare persone straordinarie. È anche il modo migliore che conosca per combattere tutta la negatività, l’odio, la frustrazione e il cinismo dei nostri tempi: viaggiare.

Viaggiare è un ottimo modo per fare incontri straordinari

Viaggiando ho avuto la fortuna di incontrare decine di persone meravigliose. È più facile quando viaggi, non solo perché parlare con i viaggiatori significa interagire con persone che danno ancora un peso alle parole e non sono interessate ad etichettarti in base al tuo lavoro o alla tua nazionalità o alla tua età, ma anche perché chi viaggiare sviluppa un’empatia rara.

Mi è capitato di conoscere viaggiatori e viaggiatrici con cui ho parlato apertamente anche di questioni molto personali, pur essendo perfetti sconosciuti. Gente a cui ho parlato dei miei sogni, delle mie paure, delle mie aspettative, magari mentre eravamo nella sala comune di un ostello oppure a bordo di un bus scassato da qualche parte nel sud-est asiatico. Al tempo stesso ho incontrato persone che senza nemmeno conoscere il mio nome mi hanno regalato il privilegio di ascoltare le loro storie di vita, i loro successi, i loro fallimenti e la loro idea di felicità.

In Vietnam ho conosciuto un ragazzo che mi ha spiegato dettagliatamente perché riteneva di aver fallito completamente nella vita e grazie a lui ho imparato una grande lezione: la paura di fallire è il primo ostacolo alla felicità. In Laos, invece, ho conosciuto un ragazzo con il cuore spezzato che aveva capito bene l’importanza del perdonare e perdonarsi, una lezione che poi ha trasmesso anche a me (di questi due episodi parlo nel mio libro “Le coordinate della felicità“).

Viaggiare è pura condivisione

Succede in viaggio perché viaggiare è tante cose, ma è soprattutto apertura. Aprirsi al mondo significa non solo ammirarne le sfumature e i dettagli, ma anche aprirsi agli altri. Guardare negli occhi le persone, parlargli, confrontarsi, scambiarsi strette di mano, cibo e abbracci.

Viaggiare è pura condivisione. Esattamente quel tipo di condivisione che nelle nostre piccole e grandi città è diventata utopia. Se cerchi incontri straordinari con persone speciali, ti consiglio di viaggiare. Potresti trovare amicizie indissolubili ma, perché no, anche l’amore.

Se cerchi delle anime simili alla tua, non andare in vacanza: parti per un viaggio. Di quelli dove non conta cosa ti sei portato dietro ma cosa ti porterai a casa dentro il cuore; di quelli in cui l’obiettivo non è stare tutto il giorno a prendere il sole in spiaggia con la musica nelle cuffie ma incontrare persone completamente da quelle che conosci, con cui parlare di sogni, viaggi e vita.

Viaggia con il cuore spalancato, senza paura del prossimo. Fai entrare nella tua quotidianità perfetti sconosciuti, sorridi e goditi i sorrisi che riceverai in cambio. Ma soprattutto parla con gli altri. Ascoltali. La felicità è reale solo quando è condivisa.

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