In una società basata sull’ego, ricordati che la felicità è reale solo quando è condivisa

È una grande fregatura l’idea di felicità e di successo della nostra società occidentale. Lo so bene, perché una volta anche io volevo primeggiare, prevalere, essere il migliore. Volevo sembrare più bello, più forte, più ricco, più bravo, più intelligente di ciò che ero.

Più, più più. È tutta una questione di aggiungere, accumulare, accrescere. È tutta una questione di ego: ci sei tu e c’è il mondo che deve girarti intorno. Quando poi non succede, come è giusto che sia, ti deprimi. Pensi di essere un fallito, di non valere nulla, di aver perso. Provi ad anestetizzare il tuo cervello buttandoti sui social network e ti deprimi ancora di più.

Perché la trappola del “più” diventa letale con la tecnologia. Vedrai sempre una persona migliore di te. Più ricca, più bella, più giovane, più fortunata. Ci sarà sempre una persona di maggiore successo, che si comporta meglio. Più felice.

La grande trappola dell’ego

Questa è facile: sono tutti felici all’apparenza. Per questo sono tutti depressi: quando ti poni aspettative insostenibili, non puoi che fallire. E questa nostra società occidentale ci insegna che fallire è la vergogna più grande.

Eccolo qui, di nuovo, il nostro caro ego. Il motore di questa società che ci vuole tutti identici e ugualmente infelici. Sempre di più ma sempre più soli. Sempre più connessi alla tecnologia ma sempre più disconnessi dagli altri. Un tempo anche io credevo nell’ego.

Credevo che la mia felicità dipendesse da quanto riuscissi ad alimentarlo. Volevo essere il “più” di tutti. Più ricco, più forte, più sicuro, più di successo. Ovviamente ero infelice, perché l’ego ha una fame infinita. Alzi l’asticella senza sapere che non c’è una fine: continuerai ad alzarla per sempre. E così non ti sentirai mai realizzato.

Continuavo a ripetermi che “un giorno, chissà...”. Perché sentivo il tempo passare e sapevo che non sarebbe più tornato. Vivevo con il pilota automatico, sperando che succedesse qualcosa per miracolo.

Le persone sono le fondamenta di una vita felice

Poi ho iniziato a viaggiare. Ho iniziato ad osservare. E così sono successe tante cose incredibili. Ci ho scritto persino un libro sul valore immenso del viaggio. Su come viaggiare mi abbia cambiato completamente la vita. Su come mi abbia fatto innamorare di questo nostro meraviglioso mondo e dei suoi abitanti.

Già, perché non siamo soli su questa terra. Vogliono fartelo credere attraverso messaggi ben precisi. Non solo il “più, più, più” ma anche il costante “io, io, io“. Ti dicono che conti solo tu. Ti invogliano a pensare solo a te stesso. Ti spiegano che niente è più importante di te.

E sia chiaro, io penso che sia fondamentale prendersi del tempo per sé. È cruciale dedicare del tempo a noi stessi, anche solo un’ora al giorno. Ma non è seguendo ciecamente l’ego che troverai la felicità.

Non è salendo su un piedistallo immaginario che sentirai il cuore battere un po’ più forte. Le persone, lontane e vicine, sono le fondamenta di una vita felice.

C’era un ragazzo di nome Christopher McCandless

C’era un ragazzo, un tempo, che amava sognare. E per realizzare i suoi sogni si mise in gioco. Rischiò e perse. Morì, ma lo fece nel tentativo di vivere al massimo. C’è chi vive un’intera esistenza con la morte dentro.

Pare che quel ragazzo, poco prima di morire, sottolineò una frase su uno dei suoi libri: “La felicità è reale solo quando è condivisa”.

E non lo fece in un momento qualsiasi ma verso la fine del suo tempo. Quando comprese che l’ego non è che una grande trappola. Fu proprio l’ego a portarlo a sfidare la natura e a morire. Questo ego vorace e insaziabile che ci spinge a vivere per lavorare, apparire e accumulare.

Che ci fa passare quarant’anni della nostra vita a inseguire quell’asticella, solo per renderci conto che non esiste. Non era altro che un’illusione. Una grande fregatura.

Il sole sorgerà lo stesso

Solo alla fine ci rendiamo conto che non gira tutto attorno a noi. Solo in quel momento comprendiamo di non essere speciali o migliori. Non siamo “più”, siamo “uguali” e nessuno è insostituibile.

Pensa all’uomo più ricco del mondo: se oggi morisse, domani cosa cambierebbe? Il sole sorgerebbe lo stesso. I fiumi continuerebbero a scorrere. Le persone vivrebbero come sempre.

L’unica traccia del nostro passaggio è nel ricordo che gli altri hanno di noi. Nei sorrisi che abbiamo regalato. Negli abbracci che abbiamo dato. Nei miglioramenti che abbiamo apportato al mondo e agli altri. Nelle persone e negli animali che abbiamo aiutato e di cui ci siamo presi cura.

La ricerca della felicità non è una gara

Il tuo ego ti dirà il contrario. Ti dirà che la felicità è una questione di prenderti ciò che vuoi, con le buone o con le cattive. Ti dirà che le persone sono un ostacolo e vanno calpestate.

Non dargli retta.

La ricerca della felicità non è una gara e non c’è una classifica. Prenditi cura di te, ascoltati, accettati e sii te stesso. Non è egoismo, è amore per te stesso. Ma una volta concluso questo processo di luce, rivolgiti agli altri. Al mondo.

Viaggia, conosci nuove persone, esplora nuovi modi di vivere. Condividi, più che puoi. Esperienze, cibo, sorrisi, abbracci. Ti diranno che esistiamo “noi” ed esistono “loro“, ma è solo un’altra trappola dell’ego. La convinzione che “noi” valiamo di più perché abbiamo un certo colore della pelle o parliamo in un certo modo.

Sono tutte fantasie. Le persone sono persone. Ognuno di noi è una storia unica e meravigliosa.

La felicità è reale solo quando è condivisa

Viaggia, esplora e renditi conto di una cosa meravigliosa. Troverai un fratello o una sorella, un padre o un amante, un figlio o un amore in qualsiasi angolo del mondo. E ti sentirai a casa nei loro occhi, nei loro piccoli gesti, nei loro sorrisi.

Non cadere nella trappola dell’ego. Impara a condividere, apri il tuo cuore, fidati del prossimo.

Scoprirai che non avevi mai capito cosa fosse la vera felicità.

Seguimi su Instagram Facebook YouTube