Preparare il caffè e altre forme di micro-meditazione che ti donano serenità

Photo by Daiga Ellaby

Hai presente quando sei talmente pieno di pensieri e preoccupazioni che ti sembra di esplodere?

Stai facendo mille cose contemporaneamente, ti gira la testa, hai il battito accelerato e una sola frase che ti pulsa nella mente: “Devo staccare“.

Ti alzi, smetti di fare qualsiasi cosa tu stia facendo e ti allontani da dov’eri poco prima. Se ami il caffè, è probabile che questo sia il momento di un buon caffè.

E se sei a casa, il rito della moka diventa una specie di bolla in cui puoi rifugiarti per scappare da tutto il resto, dalla frenesia, dal rumore e da tutti quegli stimoli sensoriali che non riesci a gestire e ti stressano.

Così ti metti a preparare il caffè e ti isoli da tutto il resto. In quei momenti, conta solo preparare il caffè. Quel rito è l’unica cosa che conta davvero, tutta la tua concentrazione è in quei gesti.

Forse non lo sai, ma se ti metti a preparare il caffè o il tè in questo modo, stai meditando. E stai facendo un favore a te stesso.

Cos’è davvero la meditazione?

Si parla sempre di più di meditazione in Occidente e non è certamente una sorpresa. In un contesto convulso, confusionario, rumoroso e quasi interamente basato sulla materia, è normale che molti cerchino una soluzione che sia l’esatto opposto: un’attività tranquillizzante, semplice, silenziosa e legata in qualche modo alla spiritualità.

Ecco perché al giorno d’oggi si trovano dappertutto corsi, libri e seminari sulla meditazione: perché dietro a questo termine, l’uomo occidentale vede un mondo incantato fatto pace interiore e benessere emotivo.

Il problema è che la maggior parte delle persone non ha idea di cosa sia la meditazione. Molti credono che si tratti di una pratica complicata e mistica, propria di monaci buddhisti fermi e immobili dentro a templi situati sulle montagne dell’Asia. Oppure sono convinti che sia un’attività per moderni hippie che in ritiro negli ashram indiani.

Nella realtà dei fatti, la meditazione è una pratica estremamente semplice. È alla portata di chiunque ed è praticabile in qualsiasi momento. È così universale che tutti noi, ogni giorno, meditiamo. Spesso senza rendercene conto.

La meditazione è semplice e accessibile a chiunque

Meditare può significare molte cose, in base al livello di esperienza. Ma c’è una definizione universale: meditare vuol dire generare una particolare forma di consapevolezza che ti porta a essere completamente immerso nel momento presente.

Ciò che viene anche chiamato “mindfulness“, la capacità di entrare in uno stato nel quale non giudichi niente ma ti limiti a osservarlo e percepirlo.

Per farlo, però, è necessario fare prima un altro passo: riprendere il controllo sulla propria mente. Questo è uno degli obiettivi della meditazione: ritrovare la pace mentale.

I buddhisti considerano la mente come una scimmia che nella quotidianità è quasi sempre impazzita, avvelenata e confusa.

La scimmia salta quindi da una liana all’altra, così come la nostra mente salta da un pensiero all’altro, senza sosta e in modo compulsivo. Un atteggiamento che al giorno d’oggi, con i continui stimoli che riceviamo dagli smartphone, è diventato ancora più frequente e intenso.

Placare la scimmia, tranquillizzarla e tornare a controllarla è il primo passo per imparare a meditare. Ci sono tanti modi per farlo e molti di questi sono più semplici di quanto si creda: controllare il respiro, ad esempio, è una forma di meditazione tanto semplice quanto potente.

Ma c’è una forma di meditazione diversa perché inconsapevole: è la meditazione delle piccole cose, la cosiddetta micro-meditazione.

La micro-meditazione: preparare il caffè

Hai presente quando prepari il caffè? Prendi la moka, la smonti, riempi la parte inferiore di acqua e poi metti il caffè nel filtro in metallo. Poi chiudi il tutto, giri la manopola del gas, posizioni la moka e accendi la fiamma. Poi aspetti, concedendoti quindi un vero e proprio lusso nella frenesia dei nostri tempi.

Sono piccoli gesti che dai ormai per scontato, a cui non pensi nemmeno. Eppure, spesso in quei momenti stai meditando senza accorgertene. Anche perché, in fondo, meditare vuol proprio dire non accorgersi di altro che non sia il momento presente, posizionare la propria mente sul “qui e ora“.

Succede perché la tua mente è concentrata su quelle azioni semplici e proprio per questo la scimmia si calma. Se prima stavi facendo mille cose tutte insieme e quindi generavi milioni di pensieri contemporaneamente, ora è tutto diventato semplice e immediato: hai tra le mani dei pezzi da comporre e un obiettivo molto chiaro e raggiungibile.

La tua mente, finalmente, può rilassarsi, vista la familiarità e la facilità di quell’atto pratico. Non devi pensare a tante cose, devi solo pensare a preparare il caffè. Sai farlo, è un gioco da ragazzi, ma al tempo stesso non puoi delegarlo a uno smartphone o a un computer: lo devi comunque fare tu.

Le 4 caratteristiche della micro-meditazione

La concentrazione che richiede questo gesto è molto piccola, ma c’è. Ed è fondamentale, perché se fosse un gesto totalmente automatico ti ritroveresti nella posizione opposta della meditazione: compiresti dei gesti senza accorgertene, per pura abitudine, mentre la tua mente vaga tra passato e futuro, tra nostalgia e ansia.

Quando affidi la preparazione del tuo caffè a una macchinetta con le cialde, ad esempio, non è richiesto alcun impegno. Ed è per quello che mentre il caffè finisce nella tazzina tu sei lì a controllare ossessivamente lo smartphone e a pensare ad altro.

Se invece svolgi un’attività semplice e abitudinaria, ma al tempo stesso un po’ impegnativa, la mente si mette a vibrare a una frequenza molto bassa. In quei momenti stai meditando senza rendertene conto, perché sei totalmente preso da quello che stai facendo. Stai concentrando una mente finalmente calma sul momento presente, sul “qui e ora“.

Non succede solo con la preparazione del caffè, ma con tanti altri piccoli gesti della quotidianità. In realtà qualsiasi azione che abbia queste 4 caratteristiche può diventare una forma di micro-meditazione:

  • istintiva: non hai bisogno di grandi ragionamenti per svolgerla;
  • conosciuta: non è qualcosa di nuovo, la ripeti da tempo;
  • coinvolgente: solitamente sono attività che non svolgi solo con la mente (come un compito al computer o stare su Facebook allo smartphone) ma è necessario un impiego pratico, pur senza grandi sforzi. In realtà anche leggere può diventare una forma di micro-meditazione.
  • isolante: dev’essere un’attività che ti isola, rompe il flusso della routine ed è come se ti portasse in un altro mondo.

Ce ne sono molte così, più di quanto si possa credere.

  • radersi la barba al mattino;
  • pettinarsi alla sera;
  • portare a spasso il cane;
  • preparare un panino;
  • pulire casa;
  • fare un certo tipo di attività fisica;
  • fare il letto;
  • disegnare;
  • suonare uno strumento musicale;
  • bere un tè guardando fuori dalla finestra;
  • cantare…

Qualsiasi attività che sia semplice, conosciuta, pratica e capace di isolarti dalla routine può diventare una forma di meditazione primordiale. Anche fare l’amore rientra in questa lista, quando il rapporto è così coinvolgente che non sembra esistere nient’altro. Questa meravigliosa sensazione per cui esiste solo il “qui e ora” è ciò che ti dona la meditazione.

Il risultato finale è proprio quello che molti si aspettano da costosi corsi di meditazione in location esotiche: la mente si calma e si sta meglio. Pensaci: quanto ti senti leggero quando molli tutto ciò che stavi facendo e ti metti a preparare il caffè?

Inserire queste piccole meditazioni durante la tua giornata ti aiuta a spezzare il flusso di pensieri e la ripetitività della routine. Ti aiuta a vivere più serenamente.

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