L’importanza di liberarsi dall’ossessione del sabato sera

Photo by William Topa

Viviamo in un momento storico in cui abbiamo la possibilità di scegliere. Ci dicono che siamo liberi e che possiamo fare ciò che vogliamo nella vita. Ci dicono di sognare, di essere affamati e folli. Di non accontentarci e puntare sempre più in alto.

Perché siamo liberi.

Poi ti fermi un attimo e inizi a ragionare.

Siamo liberi però ogni mattina c’è una sveglia che ci tira giù dal letto a una certa ora, c’è un certo luogo in cui dobbiamo recarci ogni singolo giorno, ci sono perfetti sconosciuti a cui dobbiamo rispondere sul lavoro, ci sono aspettative da raggiungere, responsabilità di ogni tipo, apparenze da curare e tradizioni che siamo costretti a rispettare.

Siamo davvero così liberi come ci piace credere? Solo chi è disposto a prendere grandi rischi e ribellarsi al sistema sfrutta davvero la libertà che abbiamo a disposizione.

Tutti gli altri sono liberi solo sulla carta.

Nella realtà dei fatti, sono schiavi delle abitudini e di situazioni che non hanno scelto consapevolmente ma si sono limitati ad accettare passivamente.

Te ne rendi conto solo quando esci dalla routine infernale della quotidianità, quando trovi la forza di fermarti e prendere del tempo solo per te. In quel momento sfrutti la libertà che hai disposizione e inizi a pensare liberamente. Così ti rendi conto di quante assurde costrizioni caratterizzano le nostre esistenze.

L’ossessione del sabato sera

Una delle ossessioni più comuni è quella per il sabato sera. Ti dicono che il sabato sera ti devi divertire. Se non lo fai, sei una persona strana, ti stai comportando in modo alternativo, sei uno “sfigato“.

Così, per non sentirti a disagio, scegli di adeguarti a questa regola non scritta. Magari hai passato un sabato pomeriggio intenso e divertente, ma non basta: arriva l’ora di cena e già devi pensare a cosa fare dopo. Magari vorresti solo goderti una serata tranquilla con il tuo partner, guardare un film e andare a dormire presto ma questo programma non è accettabile.

Il sabato sera devi vestirti “bene”, uscire, andare per locali, bere e fare le ore piccole. Lo hai scelto consapevolmente? Lo vuoi davvero? Probabilmente no. Lo fai perché lo fanno tutti, perché ti hanno detto che è giusto così. E tu, senza pensarci nemmeno, lo accetti.

Far finta di divertirsi in un mondo basato sulle apparenze

E spesso fai finta di divertirti, anche se magari avresti solo voglia di camminare da solo per la città con buona musica nelle orecchie. Magari vorresti solo scappare il più lontano possibile da tutte quelle persone superficiali ossessionate da stupidaggini, ma stringi i denti e mostri il tuo miglior (falso) sorriso.

Poi torni a casa. È tardi, sei stravolto, una vocina dentro ti chiede se ne valga davvero la pena. Sei tante cose: sbronzo, distrutto, assonnato. Ma non sei felice. Prima di buttarti sul letto posti qualche foto sui social network per far vedere che hai avuto un sabato sera memorabile, perché tanto è tutta una questione di apparenze.

Poi, il giorno successivo è domenica e alla sera inizi a sentire una certa ansia e una inspiegabile tristezza. Il giorno successivo è lunedì e hai il diritto di tornare ad odiare la vita. Da martedì in poi spegni il cervello e inizi il conto alla rovescia in attesa del prossimo sabato sera.

Che bello essere liberi, vero?

Viaggiare e iniziare a ragionare liberamente

Viaggiare può aiutarti sotto molti punti di vista ma se hai l’impressione di essere schiavo in una vita (solo sulla carta) libera, ti assicuro che un viaggio ti può aiutare moltissimo a capire che le alternative esistono e sono meravigliose.

Personalmente è stato proprio viaggiando che ho imparato a ragionare liberamente. Ho capito quante fosse insensato e lontano dalla mia idea di felicità il modo di vivere “giusto” che tutti intorno a me avevano adottato (o semplicemente subito per inerzia). E così ho deciso di provarci, ho fatto scelte molto alternative e alla fine sono riuscito a costruirmi una vita diversa.

Oggi lavoro in remoto al mio computer. Ciò significa che il mio ufficio è ovunque ci sia una connessione a internet e quindi ho la possibilità di vivere liberamente: se voglio viaggiare, viaggio; se voglio fermarmi, mi fermo.

Soprattutto, non ho più quella odiosa ossessione per il sabato sera. Ne scrivo nel mio libro:

Ragionai a lungo sulla mia vita, sul mio percorso e sulla concezione generale del guadagnarsi da vivere. Giunsi alle conclusione che il lavoro tradizionale funzionava secondo schemi molto rigidi: ci sono orari da rispettare, uffici in cui rinchiudersi e regole ferree sul modo corretto di comportarsi, vestirsi, comunicare. Scegliere quella vita significa scegliere comfort e sicurezze, ma vuole dire anche piegare la testa e obbedire. Qualcosa che mi era sempre venuto molto difficile fare, specialmente quando gli ordini erano palesemente irragionevoli e frutto di una testarda applicazione di leggi antiche e mai messe in discussione. Il catechismo a cui ero stato obbligato da piccolo senza che nessuno chiedesse il mio parere, ad esempio, ma anche l’insopportabile responsabilità di dover a tutti i costi far qualcosa di mondano il sabato sera. Non esiste libertà se ti limiti a obbedire senza mai mettere in dubbio nulla.

Dal mio libro, “Le coordinate della felicità“.

Non sprecare il tuo prezioso tempo aspettando il sabato sera

Il problema non è il sabato sera, ma qualsiasi giornata che per qualsiasi motivo ci viene indicata come “il momento giusto” per fare qualcosa.  Non esiste niente del genere, te lo assicuro. È una grande invenzione.

Le giornate sono tutte uguali se non fai qualcosa per renderle speciali. “Sabato” non significa niente, così come “Natale” e “Capodanno“. Non è un giorno della settimana a decidere se puoi essere felice.

Liberati da questa sorta di schiavitù: non devi per forza odiare il lunedì e non devi per forza divertirti il sabato sera. Esiste un solo momento giusto per iniziare ad essere felice ed è ora. Non vivere in funzione del weekend, sperando che il tempo passi velocemente quando sei al lavoro.

Quel tempo, quei martedì mattina e quei giovedì pomeriggio non torneranno mai più. Vivi con l’obiettivo di rendere memorabile ogni singola giornata. Ogni momento può essere speciale, anche alle 15:52 di un banale mercoledì.

Il sabato sera preoccupati di fare ciò che ti rende felice. Se è uscire e fare le ore piccole, fallo. Se è stare a casa e leggere nel letto con il tuo gatto che ti dorme sullo stomaco, fallo. L’importante è che tu segua le coordinate della tua felicità e non quelle decise da altri. Che sia sabato o qualsiasi altro giorno della settimana.

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