Viaggiare è il modo migliore per imparare a conoscere te stesso

Photo by David Izquierdo

Viaggiamo per scoprire il mondo e vedere cosa c’è là fuori, oltre gli orizzonti a cui siamo abituati. Viaggiamo per vedere luoghi nuovi e volti diversi, ascoltare parole sconosciute e gustare cibi sorprendenti. Il desiderio di viaggiare, da sempre, si rivolge all’esterno, verso la scoperta di ciò che si trova lontano da noi.

Per molti, però, viaggiare è anche una questione introspettiva. Spesso i motivi di una partenza nascono internamente, non esternamente. Ad esempio c’è chi parte per scappare da una vita infelice, come racconto nel mio libro “Le coordinate della felicità“. Chi perché si sente soffocare dalle responsabilità e chi per trovare risposte a domande che sono nate dentro il cuore. A volte non è nemmeno importante la destinazione: l’unica cosa che conta è viaggiare e rimettere in moto certi meccanismi dell’anima che nella vita di tutti i giorni hanno smesso di funzionare.

Viaggiare in modo consapevole significa sempre rivolgere la propria attenzione a ciò che si ha dentro. Si guarda al mondo fuori ma si fa attenzione a cogliere ogni messaggio che arriva dall’interno. E quando viaggi, che sia in solitaria o in coppia, ti capita continuamente di trovare il tempo e le giuste situazioni per fermarti a pensare, rielaborare e capire.

Viaggiare è una terapia per la tua anima. E quando viaggi capisci tantissimo su te stesso.

4 cose che impari su te stesso quando viaggi

1. Impari a fidarti del tuo istinto

Nella vita di tutti i giorni è facile diventare pigri a causa del supporto totale che ci dà la tecnologia. Non dobbiamo più cavarcela da soli in alcuna situazione, perché ci basta tirare fuori lo smartphone per avere tutte le risposte che cerchiamo. Nella routine, poi, tutto è uguale e senza sorprese, una situazione che ci spinge a mettere il pilota automatico e vivere senza consapevolezza, lasciandoci trasportare dagli eventi che ormai conosciamo perfettamente.

Quando viaggi è completamente diverso. Il tuo istinto viene sollecitato continuamente. L’ho notato, ad esempio, viaggiando in moto per il Vietnam (esperienza di cui parlo in diversi capitoli del mio libro), quando mi domandavo continuamente: posso fidarmi di questa persona? Sto andando nella direzione giusta? Mi conviene fermarmi? Il costo di una notte in questa guesthouse è un buon affare oppure è una fregatura?

Certo, anche in viaggio puoi affidarti alla tecnologia, ma non sempre. Ci sono situazioni in cui devi prendere una decisione in pochi secondi e non puoi metterti a smanettare allo smartphone. Ad esempio quando contratti per una corsa in taxi o un oggetto in un mercato: non puoi fare una ricerca su Google, puoi solo affidarti al tuo istinto. O quando un gruppo di viaggiatori ti propone di aggregarti a loro: non puoi fermarti a pensare, devi agire subito.

Così, più viaggi e più sviluppi il tuo istinto. Più viaggi e più impari a fidarti di te stesso e della tua capacità decisionale.

2. Impari ad accettarti

Quanti viaggiatori e viaggiatrici ho visto scoppiare a piangere all’improvviso, magari su un bus o in un ostello? Quelle lacrime non avrebbero visto la luce a casa, sarebbero state ricacciate indietro e sarebbero marcite nei loro cuori.

Quando viaggi non devi preoccuparti di essere ciò che non sei. Non devi sorridere per forza, non devi dire che va tutto bene, non devi preoccuparti costantemente di nascondere i tuoi difetti.  Anzi, li puoi esporre timidamente, come una vecchia cicatrice di cui ti vergognavi e avevi sempre coperto in qualche modo.

Se viaggi nel sud-est asiatico (e se hai letto il mio libro sai bene quanto mi sia innamorato di questa zona del mondo), non devi indossare vestiti eleganti e scarpe scomode, bastano una canottiera e un paio di infradito. Non devi essere truccata e avere i capelli perfetti mentre stai facendo un trekking, perché a nessuno importa di questi dettagli quando hai la meraviglia del mondo davanti agli occhi.

Non devi badare a quello che dici e al modo in cui lo dici, perché chi hai di fronte non ha alcuna intenzione di giudicarti. Non conosce il tuo passato e non lo vuole conoscere, con te vuole solo vivere il presente. Non esiste altro, quando viaggi.

3. Impari l’importanza di avere relazioni umane

Se non stai bene con te stesso non puoi star bene con gli altri. Come ho scritto nel punto precedente, viaggiare ti aiuta tantissimo ad accettarti per ciò che sei, ma non solo: è anche un buon modo per imparare a stare bene con le altre persone.

Sei una persona timida, insicura, incapace di socializzare o con poca autostima, ti consiglio di viaggiare. Possibilmente in solitaria. Lo so, non è facile partire da soli se non si è consapevoli delle proprie forze, ma se riuscirai a trovare il coraggio di lasciarti alle spalle la comfort zone in cui sprofondi sempre di più giorno dopo giorno, succederà una cosa bellissima: scoprirai quanto è bello stare insieme ad altre persone.

Perché viaggiando non potrai fare a meno di interagire con altri esseri umani, che siano local o altri viaggiatori come te. Vieni coinvolto in mille conversazioni ed esperienze, incontri persone che ti fanno sorridere e altre che in un modo o nell’altro ti ricorderai per sempre. Anche se viaggi in solitaria, non sei mai da solo quando giri il mondo.

Così passi dalla persona timida e introversa che eri prima di partire alla persona sicura di sé che non ha paura di iniziare una conversazione con un perfetto sconosciuto. E impari che le relazioni con le altre persone sono fondamentali per avere un’esistenza piena e degna di essere vissuta. Il viaggio cancella la sensazione che si stia meglio da soli: è sempre importantissimo dedicare del tempo a se stessi ma “la felicità è reale solo quando è condivisa”.

4. Impari cosa ti rende davvero felice

Viaggiare ti apre gli occhi. Ti mostra, ad esempio, che siamo tutti diversi ma al tempo stesso tutti uguali, perché siamo tutti umani. Viaggiare ha il potere di sconvolgere le tue priorità e la tua scala di valori, e mostrarti ciò che davvero conta per te.

Ci sono persone che prima di partire per un viaggio consapevole vivevano per lavorare, non desideravano altro che l’ultimo modello di smartphone e un conto in banca sempre più grande. Poi sono partite e hanno finalmente tolto i paraocchi: la vita non è solo ciò che ci viene mostrato in televisione o sui social network. Là fuori c’è un mondo enorme, pieno di alternative al modo di vivere che ti hanno sempre indicato come giusto.

Può succedere, allora, di cambiare profondamente.

Magari torni dal viaggio e non hai più il desiderio di lavorare dalla mattina alla sera per accumulare soldi e oggetti ma desideri invece avere più tempo per te. Può succedere che quel viaggio ti cambi così tanto da spingerti a licenziarti e cercare un lavoro che ti renda più felice, anche se ti arricchisce di meno. Può succedere che un viaggio ti spinga a trasferirti all’estero, perché ti ha fatto capire che una vita in infradito ti fa sorridere più di una vita in giacca e cravatta.

Oppure può succedere che un viaggio lontano da casa ti mostri quanto sei legato alla tua terra e alle persone che la abitano. A volte bisogna allontanarsi per imparare davvero ad apprezzare ciò che si ha vicino tutti i giorni, da sempre.

Possono succedere tante cose, ma una cosa è certa: viaggiare ha il potere di mostrarti ciò che ti rende davvero felice.

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