Viaggiando da sola ho capito che in giro per il mondo non si è mai soli

IG @amandaeareias

di Alice Buhagiar

Quando guardo le foto dei miei viaggi, c’è una cosa che mi colpisce sempre: non sono mai veramente da sola.

Ne ho stampate tante e le tengo appese in camera mia, una chiazza di colori che si azzuffano fra di loro sul muro bianco. La mia collezione personale di felicità.

Le conservo con cura perché tutte le persone dentro quelle fotografie si sono rivelate almeno una volta veri amici, che a volte mi hanno compresa anche di più di coloro che mi conoscono da tutta la vita.

Viaggiare per superare la paura degli altri

La prima volta che sono andata via da sola, mi sembrava di essere tornata una bambina. Mi ero caricata lo zaino sulle spalle piena di paura. Mi avevano insegnato a non parlare con gli sconosciuti e a non fidarmi di loro, perché “non si sa mai”.

E per un po’ ho fatto proprio così: sono andata avanti per conto mio. Poi, una sera, sono scoppiata a piangere in ostello.

Avrei voluto chiamare mia mamma e i miei amici ma non potevo: in Italia era notte fonda. Il mio inglese era tremendo ed ero proprio stanca di stare sempre all’erta per il terrore che mi potesse succedere qualcosa. Il problema era che ero timida e non avevo il coraggio di buttarmi.

Mi sentivo sola e avevo bisogno di parlare con qualcuno che conoscevo bene, ma quel qualcuno non c’era. Avevo paura di aver fatto un grande sbaglio, di aver scommesso troppo su me stessa e di aver perso.

Rimpiangevo di non essere rimasta a casa, con i miei amici, dove non avevo questi pensieri. Nella prigione dorata della mia comfort zone.

Poi una ragazza di colore coi rasta e gli occhi gentili si avvicinò e mi abbracciò, senza dire niente. Si chiamava Tshidi e quella sera fu un angelo con me. Il giorno dopo andammo a fare colazione assieme e iniziammo a fare piani, a ridere e scherzare come se ci conoscessimo da una vita.

Con lei parlai di cose che non avrei mai condiviso coi miei amici italiani. Loro non erano lì, non capivano. Senza di lei, il mio viaggio in Sudafrica non sarebbe mai davvero iniziato. E mi sarei persa una delle avventure più grandi della mia vita.

La grande famiglia dei viaggiatori

Viaggiare da soli a volte fa paura. Ti senti sola e pensi di dover contare solo sulle tue forze. La testa si riempie di mille timori, soprattutto quando si arriva in posti strani e sconosciuti.

In realtà quando viaggiamo non siamo mai davvero soli, ci sono tante persone pronte ad esplorare e basta davvero poco per trovare degli amici, perché tra viaggiatori abbiamo davvero tante cose in comune.

Quando parti in solitaria devi solo fare una cosa: spalancare le porte del tuo cuore e della tua mente. Partire con l’anima leggera lasciando i pregiudizi e le paure a casa.

Così finisci sempre per conoscere qualcuno con cui condividerai un pezzo di strada . Succede a me, succede a tanti altri.

Quella dei viaggiatori è una grande famiglia, siamo tutti alla ricerca di grandi emozioni. Alle volte non è tanto il posto, ma le persone che incontri a fare la differenza.

Una volta arrivai in un ostello in mezzo alla giungla del Centro America. Alcuni ragazzi tedeschi avevano cucinato per tutti gli ospiti perché la loro squadra del cuore aveva vinto una partita, così ci ritrovammo a mangiare tutti assieme intorno al fuoco. Parlavamo di chi aveva fatto le cose più pazze o aveva trovato il posto più bello in assoluto.

Quella sera mi sentii a casa, nonostante fossi dall’altra parte del mondo.

Viaggiare da soli e non essere mai soli

Molte volte un compagno di viaggio non è voluto, è casuale.

Ma quella casualità si trasforma in una benedizione: qualcuno con cui provare cibi nuovi o fare esperienze che da sola non avresti mai fatto. Si cucina assieme scambiandosi l’olio e le spezie dimenticate, ci si perde tra mille parole diverse e ci si ritrova nel linguaggio universale del sorriso.

Così, perfetti sconosciuti diventano compagni di viaggio inseparabili. Ci si aiuta quando si sta male, si fanno progetti e si dividono le spese di viaggio. Si condivide un pezzo di vita.

Il mio Sudafrica non sarebbe stato lo stesso senza un grande amico con cui l’abbiamo attraversato tutto in moto. I fiordi norvegesi e le zuppe di pesce del mercato di Bergen non avrebbero avuto lo stesso sapore senza la mia amica svedese. E non oso pensare a come sarebbe stata triste la mia permanenza nell’ostello di Rio de Janeiro senza quella rumorosa comitiva di latinoamericani!

Oggi sono felice di aver conosciuto ogni singolo viaggiatore e viaggiatrice con cui ho condiviso la strada. Sono felice di aver ascoltato le loro storie di vita, i loro sogni, consigli, progetti… Per questo li tengo tutti appesi alla mia parete: grazie a loro, viaggiare da sola mi ha permesso di non essere mai da sola.

E quando sono triste ripenso a Agustìn, quel ragazzo argentino che mi diceva sempre: “se sorridi, la vita ti sorriderà!

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