9 insegnamenti zen per affrontare al meglio la pandemia (dal mio libro)

C’è un motivo in particolare per cui ho deciso di scrivere il mio ultimo libro, “Succede sempre qualcosa di meraviglioso“.

Volevo condividere tutto ciò che negli anni ho scoperto in Asia. In particolare quegli insegnamenti che mi hanno aiutato a superare i periodi più duri della mia vita. Quelli in cui, molto semplicemente, non stavo bene perché il mio stato d’animo non era sotto il mio controllo ma dipendeva in tutto e per tutto da quello che succedeva intorno a me.

Grazie a tutto quello che ho imparato in Oriente sono riuscito ad allontanarmi da quell’atteggiamento (così tragicamente comune in Occidente), per sviluppare invece una serenità interiore che riesco a difendere anche quando la vita si fa dura e particolarmente incerta.

Considerando che oggi milioni di persone soffrono proprio per questo motivo, ho deciso di scrivere questo articolo e pubblicare alcune delle “non-regole” di Guilly. Tra le tante che riporto nel libro ho scelto quelle che reputo più attuali, ovvero più utili a chi sta soffrendo a causa della pandemia, direttamente o indirettamente.

9 lezioni di vita dal libro “Succede sempre qualcosa di meraviglioso”

1. Togliti le scarpe prima di entrare in casa

Questo insegnamento è molto semplice: in un periodo in cui il mondo ci appare un posto pericoloso, freddo e ostile, un ottimo modo per stare meglio è rendere la nostra casa o la nostra stanza un vero e proprio rifugio.

Non sono semplicemente quattro pareti e un tetto: “casa” è un luogo sacro. Tienila ordinata e pulita, prenditene cura, fai in modo che ci sia sempre un’atmosfera accogliente, calda e serena. È come se fosse un tempio, il tuo tempio. Se riesci a considerarla in questo modo, tornare a casa ogni giorno sarà una gioia. Sarà luce nell’oscurità.

«Entreresti mai in un tempio buddhista con le scarpe?»

«Non credo… immagino sia un luogo sacro.»

«Eccome se lo è, ma non credere mai che una casa, una qualsiasi casa, lo sia meno. Ogni luogo è sacro, se chi ci vive lo considera importante e se ne prende cura. Anche una piccola stanza può essere un luogo sacro, se la ami. E, per iniziare ad amarla, fai questo gesto tanto semplice quanto significativo: ti togli le scarpe quando ci entri. Rispetti il tuo luogo sacro. Così anche il mondo e i suoi problemi, il tuo passato, la tua sofferenza e le tue preoccupazioni, tutto ciò che ti fa soffrire e ti ha fatto soffrire restano fuori»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

2. Essere ribelli significa essere gentili

Ogni volta che ci troviamo di fronte a delle difficoltà, reagiamo chiudendoci in noi stessi. In questo periodo tendiamo a vedere nell’altro un nemico, una minaccia, un opposto da cui difenderci.

La verità è che non c’è nessuna guerra da combattere: siamo tutti sulla stessa barca.

Invece di usare la rabbia e l’odio, che non ti porteranno da nessuna parte, usa la gentilezza. Lo so, potrebbe sembrarti assurdo. D’altronde, oggi essere gentili viene visto come un segno di debolezza, quando in realtà non è che un atto di amore di cui sono capaci solo le persone equilibrate e sane.

Un piccolo gesto di gentilezza può salvare la vita a chi hai davanti. E quando lo compi, migliora anche la tua giornata.

«Sai qual è l’atto di ribellione più forte che ci sia al giorno d’oggi?» chiese quando finì di mangiare.

«No. Non saprei.»

«Essere gentili.»

Si alzò, andò dalla signora e la ringraziò nuovamente in vietnamita, ma soprattutto con il suo comportamento: giunse le mani e abbassò la testa tre o quattro volte, sempre sorridendo, con umiltà e gratitudine. La signora era il ritratto della felicità.

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

3. Parla alla tua tristezza come se fosse una vecchia amica

C’è una grande paura di essere tristi. La società in cui viviamo ci porta a credere che sia qualcosa di cui dovremmo vergognarci.

Oggi il culto della positività a tutti i costi è dominante e ci fa male per il semplice fatto che la vita è un’esperienza fatta di alti e di bassi. I bassi non spariscono, mai. Ma nemmeno gli alti, nemmeno all’interno di una pandemia.

Se sei triste, sappi che è normale. Non avere paura della tua tristezza. Nel libro scrivo che dovremmo accettarla e addirittura imparare ad amarla. Quando tutto ci sembra troppo, dovremmo fermarci e parlare alla nostra tristezza come se fosse una vecchia amica.

«Provaci. Quando sei triste, invece di sprofondare in quella sensazione, siediti da qualche parte, respira profondamente e poi di’: “Ciao, tristezza. So che non mi vuoi male, sei qui solo per farmi capire che qualcosa non va. Cerchiamo di capirlo insieme”. Sembra una follia, vero? Eppure funziona. Perché questo gesto, apparentemente così sciocco, ti porta all’accettazione del tuo malessere. E al tempo stesso lo allontana da te. Invece di continuare da identificarti con il tuo essere triste, come se fosse una tua caratteristica genetica, pensi che dentro di te ci sia un compagno di viaggio chiamato tristezza. È dentro di te, ma non sei tu. Non c’è nulla di sbagliato in te, c’è però questo peso che si è venuto a formare e ti porti dietro ogni giorno. Ponendo un distacco, inoltre, puoi imparare a conoscerla. La paura nasce quando dobbiamo affrontare qualcosa che non conosciamo. Ecco perché preferiamo non affrontare ciò che abbiamo dentro: non sappiamo cosa potremmo trovarci davanti.»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

4. La vita non è matematica, è poesia

Questa è molto semplice: mai come ora siamo sommersi da numeri, statistiche e dati, ma la vita non è solo matematica.

C’è chi, in preda al terrore più totale e irrazionale, passa le sue giornate a leggere articoli e guardare telegiornali, tenendosi costantemente aggiornato sui numeri dei contagi, dei malati, dei posti in terapia intensiva, dei morti.

Ma la vita è davvero tutta qui? È solo una questione di freddi numeri? No, la vita è poesia. Fai tua questa consapevolezza e vedrai che tornerai ad apprezzare la meraviglia che va oltre a ciò che si può misurare.

«E allora spiegami perché ti innamori di una certa persona. Perché a te basta guardarla negli occhi per sorridere, mentre a un altro quella stessa persona non fa alcun effetto. Dammi una spiegazione scientifica e ti crederò.»

Non seppi cosa rispondere.

«Dimmi per quale ragione scientifica tu hai certi pensieri e un altro ne ha di diversi; perché davanti a un tramonto ti emozioni e un altro no; perché certe piccole cose apparentemente insignificanti ti fanno sorridere e altri le trovano stupide; perché ami certi cibi, certa musica, certe persone, certi momenti e qualcun altro, invece, no. La vita non è matematica, è poesia»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

5. Se non sai da dove iniziare, prenditi cura del tuo corpo

Quando la vita si fa imprevedibile e ci sorprende, tendiamo a paralizzarci.

Restiamo fermi, terrorizzati da qualsiasi forma di cambiamento. A volte passano giorni, a volte mesi, a volte anni. E noi vorremmo cambiare, lo vorremmo davvero, ma ci sembra impossibile.

Perché? Perché la vita si è fatta così complessa e difficile che non sapremmo nemmeno da dove iniziare.

E allora, ecco un suggerimento: se non sai da dove iniziare, inizia dal tuo corpo.

La dipendenza più diffusa al giorno d’oggi è pensare: lo facciamo dalla mattina alla sera, anche quando non è assolutamente necessario. La nostra mente diventa ciò che in questo mio libro chiamo “la scimmia impazzita“: una creatura incontrollabile che ci arreca disagio e sofferenza.

Ma noi non siamo solo una mente: siamo anche un corpo. Prendiamocene cura. Ascoltiamolo. Miglioriamo la nostra salute. Trovo incredibile che nessuno in quest’ultimo anno abbia dato questo consiglio così banale, eppure questo virus colpisce proprio chi trascura il proprio corpo. Mai come ora è importante spostare l’attenzione dal pensiero al nostro corpo.

Mangiò una cucchiaiata di zuppa e alzò gli occhi al cielo per la goduria.

«Se non sai da dove iniziare, prenditi cura del tuo corpo. Il resto verrà da sé.»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

6. Ama l’incertezza, perché la vita ne è piena

Il vero problema di questo periodo non è la pandemia. Non è nemmeno il virus. È la nostra incapacità di accettare l’imprevedibilità intrinseca della vita.

Come scrivo nel libro, c’è un antico proverbio zen che dice: “Non ti preoccupare, nulla è sotto controllo“.

Noi occidentali siamo incapaci di accettare che la vita è come un fiume che scorre impetuoso. Noi non possiamo fermarlo, non possiamo far scorrere l’acqua all’indietro, non possiamo opporci. Dovremmo solo scorrere con esso, in armonia con tutto ciò che ha da offrirci, imparando a governare quello che possiamo controllare e ad accettare tutto il resto.

E invece noi ci opponiamo. Invece di seguire il flusso, diventiamo una roccia che si conficca nel letto del fiume e tenta disperatamente di restare aggrappata. A cosa? A un certo momento, a una certa convinzione, a una certa situazione.

Beh, nulla è per sempre. Tutto è in costante e inevitabile cambiamento. La vita è incerta. Lo è sempre stata e sempre lo sarà.

Invece di aggrapparci alle nostre illusorie sicurezze, dovremmo praticare il non-attaccamento: generare la consapevolezza che niente o nessuno ci appartiene. Niente o nessuno è sotto il nostro controllo.

Possiamo solo controllare noi stessi: come comportarci e soprattutto come reagire a quello che ci accade. Il non-attaccamento non è facile da praticare, ma se ci riesci, ti liberi da una sofferenza enorme. Inizi a vivere con leggerezza.

Lentamente, invece di essere una roccia, diventi il fiume. Diventi tu stesso la vita.

«Tu mi parli di giusto e sbagliato, ma il punto è un altro: accetta la sofferenza e l’incertezza, perché sono intrinseche alla vita. Anzi, amale. Perché senza le incertezze non avresti nessuna certezza e senza sofferenza non avresti alcuna gioia. Tutto è vita. Tutto, anche le cose più dolorose contribuiscono a rendere possibile questa esperienza.»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

7. Hai un solo problema: voler controllare ciò che non puoi controllare

Questo è uno degli insegnamenti zen più importanti che ci siano. Perché soprattutto noi occidentali sprechiamo una quantità incredibile di tempo ed energie a preoccuparci di quello che non possiamo controllare.

Questo è il nostro problema più grande e, come diceva il Buddha, se lo risolviamo li abbiamo risolti tutti. Quando riesci a lasciare andare la paura per ciò che è al di fuori del tuo controllo, ti puoi finalmente concentrare su ciò che concretamente puoi fare per rendere la situazione migliore.

C’è sempre qualcosa che puoi fare, sempre. Ricorda: non puoi controllare quando e come morirai. Ma puoi decidere come vivere.

«Questa è la realtà della vita: ci sono cose che possiamo controllare e altre che dobbiamo semplicemente accettare. Se ci occupiamo delle prime, vivremo una vita serena. Se pensiamo sempre alle seconde, vivremo pieni di sofferenza»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

8. Impara ad amare le cose negative che ti accadono

Questo è un insegnamento che non è esclusivamente orientale. Già gli stoici romani ne sottolineavano l’importanza attraverso un’espressione che cerco sempre di tenere a mente quando vivo un periodo difficile: Amor Fati.

Indica l’amore incondizionato per il destino, ovvero la capacità di amare tutto ciò che il fato ha in serbo per noi. Le cose belle, certo, ma anche e soprattutto le cose negative.

Uno potrebbe pensare: perché mai dovrei amare una tragedia, una sfortuna, una malattia, una perdita? Semplice: perché la vita è come una fiamma e tutto ciò che finisce dentro di essa contribuisce a tenerla viva. Anche gli eventi negativi.

Se speri che non ti succeda niente di brutto, stai sperando che la tua fiamma si spenga, che rimanga senza carburante. Stai sperando che la tua vita finisca, così da non soffrire più.

Come ho scritto prima, impara invece ad amare questa esperienza con tutto te stesso. Tutto fa la vita, tutto quanto.

«Tutti quanti soffrono. Tutti hanno i loro problemi, i loro drammi, le loro preoccupazioni. Ed è un bene che sia così, perché senza tutto questo non ci sarebbe l’altra faccia della medaglia. Osserva la Natura, maestra straordinaria: una farfalla bellissima esiste solo perché prima era un bruco, i fiori più meravigliosi sbocciano solo dopo un lungo inverno, non esisterebbero gli arcobaleni senza la pioggia, nessuna tartaruga potrebbe raggiungere il mare senza soffrire le pene dell’inferno per uscire dal guscio. Tu mi parli di giusto e sbagliato, ma il punto è un altro: accetta la sofferenza e l’incertezza, perché sono intrinseche alla vita. Anzi, amale. Perché senza le incertezze non avresti nessuna certezza e senza sofferenza non avresti alcuna gioia. Tutto è vita. Tutto, anche le cose più dolorose, contribuisce a rendere possibile questa esperienza»

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

9. Succede sempre qualcosa di meraviglioso

L’ultimo insegnamento è quello che dà il titolo al libro: succede sempre qualcosa di meraviglioso.

La vita è un continuo contrasto di due opposti. Giorno e notte, luna e sole, alto e basso, Oriente e Occidente, luci e tenebre. Gioia e sofferenza. Il famoso Yin e Yang, il simbolo dei due serpenti intrecciati, con un puntino di bianco nel nero e un puntino di nero nel bianco, altro non è che la rappresentazione della vita.

E allora, stai pur certo che anche nei momenti più difficili, più ingiusti e oscuri, c’è sempre una luce all’orizzonte. Il fatto che non la vedi non significa che non c’è. Se ti impegni a cercarla, prima o poi la troverai, ma per farlo, devi alzare lo sguardo e tornare a guardare le cose in un modo diverso.

Con più amore per te stesso, per gli altri, per l’universo intero. Con più speranza e ottimismo. Se lo fai, ecco che ti renderai conto molto velocemente di questa grande verità: succede sempre qualcosa di meraviglioso.

Non stava succedendo nulla intorno a me. Era tutto silenzioso, deserto. Finché mi tornarono in mente le parole di Guilly, ancora: succede sempre qualcosa di meraviglioso. Sempre, in qualsiasi momento.

Alzai gli occhi al cielo, ed eccolo lì: l’arcobaleno.

Tratto da “Succede sempre qualcosa di meraviglioso

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