I sognatori ce la fanno sempre se non smettono di crederci

In questi tempi così freddi e pieni di negatività, è fondamentale essere ancora in grado di sognare. Concederci il lusso di far volare la mente è un bellissimo atto di ribellione, significa rallentare e concedere alla nostra parte più emotiva e irrazionale la possibilità di esprimersi.

Il mondo ha bisogno di sognatori, oggi più che mai. E quindi ha bisogno di viaggiatori, perché la forma più primitiva di viaggio è proprio quella mentale, quando fantastichi su luoghi lontani e affascinanti, magari dopo aver letto un libro o aver visto un film.

In questa società che ci vuole omologati, freddi, rapidi, produttivi e consumisti, sognare significa costruirsi un accogliente rifugio sempre accessibile, lontano dal rumore della vita quotidiana, dalle responsabilità e dalle preoccupazioni. Quello dove ci nascondiamo in quelle serate nelle quali proviamo un’assurda nostalgia per epoche che non abbiamo mai vissuto e viaggi che non abbiamo mai fatto.

Tutti dovremmo essere più sognatori, ma se c’è una cosa che ho imparato vivendo tante situazioni differenti in giro per il mondo è che le persone davvero realizzate sono quelle che non si limitano a sognare.

Perché se vogliamo ottenere ciò che desideriamo davvero è necessario agire, passare dalla teoria alla pratica. Non possiamo limitarci a fantasticare ma dobbiamo trovare la forza di uscire dal nostro rifugio mentale e andare a disegnare la nostra vita seguendo le indicazioni del nostro cuore.

La distanza tra sogni e realtà si chiama azione

Qualcuno ha detto che la distanza tra i sogni e la realtà si chiama azione ed è assolutamente vero. Lo si può notare in molti aspetti della vita ma soprattutto per ciò che riguarda i viaggi.

Ci sono persone che sognano certe destinazioni fin da quando sono bambini. Penso ai tanti che ho conosciuto che sono letteralmente innamorati del Giappone senza esserci mai stati, persone a cui si illuminano gli occhi anche solo sentendo nominare quella nazione dalla cultura antica, dal cibo sublime e dalle città all’avanguardia.

Ed è bellissimo sognare il proprio Giappone per anni, leggendo libri, guardando film e nutrendosi di qualsiasi informazione a disposizione. Ma poi deve arrivare il momento di agire senza cadere nella trappola delle scuse. Se non lo fai, il rischio  è di ritrovarti a un certo punto della tua vita pieno di rimpianti.

I veri ostacoli sono le scuse

Quando siamo nella nostra comfort zone, tendiamo a non cercare soluzioni ma a trovare scuse. Desideriamo qualcosa ma invece di cercare il modo di realizzarla andiamo a caccia di scuse. E quando non le troviamo ce le inventiamo, perché in realtà non abbiamo il coraggio di metterci in gioco.

Prendiamo proprio l’esempio di un viaggio in Giappone. Se ti rinchiudi nella gabbia dorata della comfort zone inizi ad accumulare scuse su scuse:

  • a vent’anni non hai abbastanza soldi;
  • a trent’anni non hai il tempo;
  • a quarant’anni devi prenderti cura dei parenti;
  • a cinquant’anni pensi che ormai la pensione è dietro l’angolo, tanto vale aspettare;
  • a sessant’anni ti senti troppo vecchio per partire;
  • a settant’anni (se ci arrivi) pensi con amarezza di non aver mai visitato il Giappone.

La realtà può essere molto meglio di un sogno

Se dico tutto questo è perché ci sono passato in prima persona. Per tanto tempo ho sognato il Canada, un paese che per qualche strano motivo mi attraeva intensamente. Leggevo tutti i romanzi ambientati nelle sue terre selvagge e sognavo ad occhi aperti di vivere nelle sue metropoli, specialmente quando in una serie tv che guardavo si sottolineava la spropositata gentilezza del popolo canadese.

Il Canada era diventata la mia fissa, eppure passavano gli anni e quel sogno restava chiuso a chiave nel cassetto.

Poi un giorno ho deciso di smettere di concentrarmi sugli ostacoli che rendevano difficile la realizzazione quel desiderio e mi sono buttato. Senza ragionare, senza pianificare, ma ascoltando il mio cuore e seguendo la direzione che mi indicava, ho prenotato un biglietto di sola andata per Vancouver.

Cosa è successo? Non solo ho visitato il Canada, ma ho anche vissuto in quel paese per diversi mesi. Lavoravo a Vancouver, dove ho vissuto alcune delle esperienze più incredibili della mia vita. Così ho scoperto personalmente che la realtà può essere molto meglio di un sogno.

Non rimandare la tua felicità

Continua a sognare sempre, perché è il carburante di una vita piena. Chi non sogna tende ad essere cinico, insensibile, triste. Sogna più che puoi e porta positività in questo mondo superficiale. Ma poi ricordati di passare all’azione.

E non parlo solo dei viaggi. Pensa a quella persona di cui ti sei innamorato segretamente: vuoi davvero che i tuoi film mentali restino tali o vuoi provare a realizzare ciò che ti sembra troppo bello per essere vero? Te lo assicuro: non c’è niente di scontato in questa vita, specialmente quando si parla di qualcosa di così imprevedibile come l’amore.

… avevo capito che alla fine i sognatori ce la fanno sempre, se non smettono di crederci.

Le coordinate della felicità

Pensa a quella laurea che tutti considerano fuori dalla portata o a quel corso professionale che vorresti frequentare per abbandonare un lavoro che ti rende triste. O a quella band che potrebbe non ripassare mai più dalla tua città, quella che ti ha fatto emozionato con la sua musica. Pensa, immagina, sogna, ma poi agisci.

Non aspettare, non dare nulla per scontato, perché niente dura per sempre. Non dare per scontato che ciò che oggi è a disposizione lo sia anche domani. Questa vita è un treno che si muove in una sola direzione: avanti. Non vivere nel passato e non confidare nel futuro: inizia a fare ora ciò che sogni.

C’è una cosa molto semplice che ho imparato quando ho iniziato a sforzarmi di realizzare i miei sogni: il segreto della felicità è smettere di rimandare a domani la tua felicità.

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