Non soffrire per il passato: non poteva essere nient’altro, altrimenti lo sarebbe stato

Photo by James Garcia

Un antico detto cinese attribuito a Lao Tzu dice: “Chi vive nel passato è depresso, chi vive nel futuro è ansioso, chi vive nel presente è felice“. Sono parole che racchiudono una grande verità sulla natura umana: le persone più serene sono quelle che non rivolgono troppe attenzioni a ciò che è stato oppure sarà, ma si concentrano su ciò che è, qui e ora.

So che molti penseranno che sia una visione troppo semplicistica, eppure chiunque sia schiavo di un passato doloroso sa che non c’è niente di più vero: quando la tua mente è sempre proiettata indietro, riuscire ad essere felici oggi diventa impossibile.

Il passato è una delle cause più comuni di sofferenza. A volte basta un semplice ricordo per accendere una forte malinconia dentro di noi, a volte è un incontro inaspettato oppure una riflessione in un momento di apparente tranquillità a farci diventare schiavi di pensieri ossessivi e logoranti:

  • “Quanto vorrei poter tornare indietro e cambiare tutto”
  • “Avrei potuto comportarmi diversamente?”
  • “Perché è successo proprio a me?”
  • “Non posso andare avanti sapendo cosa è successo”

Vivere in questo modo significa finire in una tremenda spirale di negatività. Si perde tutta la gioia del presente, mancano le prospettive future di felicità e viene meno ogni singola possibilità di cambiare rotta. Ci si sente condannati a soffrire per sempre. 

Soffrire per il passato: due fasi per andare avanti

Ma è proprio così? È davvero impossibile liberarsi dalla sofferenza causata dagli eventi del passato?

Come scrivo nel mio ultimo libro, sai che per me nulla è definitivo nella vita. È una convinzione che ho fatto mia anche grazie al buddhismo, che ho scoperto durante i miei viaggi in Asia e mi ha mostrato (tra le altre cose) che nulla è immutabile, niente è per sempre, tutto è in continua evoluzione.

Cambiare è sempre possibile, anche nella nostra testa. Se ti senti vittima di un passato doloroso, sappi che non c’è nessuna condanna sulla tua testa.

Come si fa a liberarsi da queste catene mentali? Ci sono due fasi: la prima riguarda una profonda accettazione della realtà della vita; nella seconda bisogna fare propria una massima buddhista che ti aiuta a dare un senso a ciò che è successo, per smettere di soffrire.

1. Accetta che il passato è passato e non torna più

La prima fase è quella della consapevolezza. Tutti noi ci siamo detti almeno una volta che quello che è stato è stato, ma ne siamo davvero consapevoli? Ogni tanto dovremmo fermarci e fare nostra questa grande verità.

Come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“, durante i miei viaggi sono solito prendere appunti sul mio taccuino. Annoto frasi, pensieri e cose che voglio ricordare. Alcuni anni fa, dopo aver visitato un magnifico tempio buddhista, scrissi queste parole. Le rileggo ogni volta che il passato prova a tormentarmi, togliendomi dalla gioia immensa del momento presente.

“Il passato è passato, e non torna più.
È una strada che hai già percorso e su cui non puoi tornare.
Non pensarci, non avere rimpianti.
Il tuo passato non è negativo o positivo.
È semplicemente la tua storia.
Le tue vittorie, i tuoi fallimenti, le tue gioie e i tuoi dolori.
Ma tu non sei il tuo passato.
Tu sei tu, ed esisti in una sola dimensione: il presente.
Non importa cosa è successo.
Non importa chi sei stato.
Non importa chi c’era.
Lascia che tutto ciò rimanga indietro, perché non tornerà più.
Concentrati invece su ciò che puoi controllare.
Sul punto del tuo percorso in cui ti trovi adesso.
Il “qui e ora”.
Ecco cosa puoi controllare.
L’attimo che stai vivendo è tutto ciò che conta.
Perché è questo l’unico momento in cui puoi scegliere.
Se sorridere oppure no.
Se soffrire oppure no.
Se amare la vita oppure no”.

2. Accetta che il passato non poteva essere niente di diverso

Una massima buddhista che riporto anche nel mio ultimo romanzo, “Succede sempre qualcosa di meraviglioso” recita in questo modo:

Il passato è passato.
Non poteva essere niente di diverso.
Altrimenti lo sarebbe stato

Ognuno di noi dovrebbe tatuarsi queste parole nella mente e nel cuore. Possiamo dargli molte interpretazioni ma io sono convinto che rappresentino soprattutto un invito a smettere di pensare a ciò che sarebbe potuto essere e accettare completamente ciò che è stato.

Questa mentalità è molto forte nelle culture orientali. In Occidente, invece, tendiamo a razionalizzare tutto, divenendo schiavi di una visione della vita troppo limitata. Qualcuno potrebbe dire che non è vero, perché la scienza spiega tutto. Ed è proprio questa la limitatezza di cui parlo: la vita non è matematica, è poesia.

La vita non va spiegata, va vissuta

Come puoi spiegare scientificamente perché ti sei innamorato di quella persona? Perché hai certi sogni e ambizioni di felicità? Perché ti emozioni davanti a un tramonto mentre altri si annoierebbero? Qual è il motivo per cui certe piccole cose, che per gli altri sono insignificanti, ti rendono così felice? Come si spiegano quei sorrisi che illuminano il tuo volto quando sei in viaggio?

Niente di tutto questo si può spiegare razionalmente. La meraviglia della vita è che si tratta di un’esperienza magica e misteriosa, di cui (per fortuna) noi sappiamo poco o nulla. La vita non va spiegata, va vissuta. E ciò che non possiamo comprendere, va semplicemente accettato.

Smettere di soffrire per il passato è possibile

E allora non cercare una soluzione razionale quando pensi al tuo passato, perché non ce n’è alcun motivo. Non chiederti mille volte cosa sarebbe potuto essere, cosa avresti potuto fare diversamente, perché è successo quello che è successo.

Smetti di tormentarti e accetta il tuo passato. Accetta che non poteva andare diversamente. Accetta che non poteva essere nient’altro, perché altrimenti lo sarebbe stato. E invece, se è andata così, doveva andare così.

Questo processo, che richiede tempo e concentrazione, ti aiuterà a portare leggerezza nella tua vita. Tutto quel peso che porti dentro ogni giorno, tutta la sofferenza auto-inflitta, i dubbi e i rimpianti, cadranno. Finalmente te li lascerai alle spalle.

Finalmente potrai andare avanti con la tua vita, a partire dall’unica cosa che ognuno di noi possiede: questo momento. Non quello che è successo, perché la vita non era ieri. È oggi. Qui e ora.

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