Tutte le giornate erano grigie e identiche, poi un viaggio mi ha illuminato la vita

IG @benn_tk

Ci sono persone che amano il loro lavoro e si svegliano al mattino soddisfatte di ciò che faranno per il resto della giornata. Ci sono anche tante persone che amano la città in cui vivono. Gli piace viaggiare, certo, ma non rinuncerebbero mai alla loro casa, alle loro strade e alle persone che conoscono da una vita.

Poi ci sono quelli con l’erba che cresce sotto i piedi. Nomadi nell’anima, spiriti liberi alla costante ricerca di un nuovo orizzonte da esplorare. Sono persone che vivono tutto con grande intensità, sia i momenti positivi in cui gli sembra di volare dalla gioia, sia quelli negativi in cui sprofondano nei loro abissi personali. Sono persone che non conoscono equilibri e non riescono a stare ferme sapendo che c’è un mondo intero da esplorare.

Ben è un ragazzo che appartiene a questa folta schiera di viaggiatori, sognatori e ribelli. Nella sua vita precedente si sentiva incompleto e triste, pur senza riuscire a capire quale fosse il problema. Poi è partito per un viaggio e improvvisamente ha capito tutto.

Una vita superficiale e infelice

Ero una persona come tante“, racconta in un video sul suo canale YouTube. “Ero incastrato nella routine lavorativa che ti costringe a stare in ufficio dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio. Nel mio caso era un po’ diverso perché lavoravo dalle sei di mattina alle tre del pomeriggio, ma la sostanza è la stessa. Come tanti altri, per troppo tempo ho vissuto una vita mediocre, nella quale ogni singolo giorno era uguale a tutti gli altri“.

Dopo il liceo, Ben non ha proseguito gli studi e ha iniziato a lavorare subito. Così, per cinque anni è stato il dipendente di una falegnameria nella periferia inglese.

Per cinque anni ho lavorato come falegname: costruivo mobili e cucine in una grande azienda. Per anni ho lavorato duramente e speravo di poter trovare un giorno la ragazza giusta con cui fare una famiglia. Così avrei reso orgogliosi i miei genitori, pensavo”.

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In quella fase della sua vita, Ben non pensavo ad altro che a lavorare. Anzi,  non pensava proprio a niente: la sua vita era scandita da una routine letale, fatta di giornate interminabili al lavoro e weekend a base di eccessi per poter dire di aver fatto qualcosa di memorabile. E poi il denaro e l’ossessione di non averne mai abbastanza.

Davo valore solo al denaro. Per me i soldi erano tutto e valevano più di qualsiasi esperienza potessi fare. O almeno così credevo, perché in realtà quella era l’unica vita che conoscessi“, racconta.

Cambiare vita: a volte tutto inizia da un viaggio

Ci sono tanti modi in cui può scattare la scintilla che hai dentro, quella che fa esplodere il fuoco necessario per mollare tutto e cambiare vita. Per Ben, come per tanti altri, è stato un viaggio.

“Un giorno mio fratello Jamie mi ha invitato a partire con lui per un viaggio nel sud-est asiatico. Sapevo pochissimo su quella zona del mondo e non potevo immaginare che quel viaggio mi avrebbe cambiato per sempre“.

E come accade a moltissime persone, un viaggio gli mise di fronte una realtà che non aveva mai nemmeno considerato: nella vita esistono infinite strade, non ce n’è solo una. Non siamo nati solo per lavorare e pagare bollette. Viaggiando per il sud-est asiatico, incontrando persone e facendo nuove esperienze, Ben si è accorto che nella vita poteva essere qualcosa di diverso. Qualcosa che lo rendesse felice.

“Ciò che ho visto e soprattutto ciò che ho scoperto su me stesso mi ha cambiato dentro. Finalmente, per la prima volta nella mia vita, mi sono sentito davvero vivo. Dopo anni di pilota automatico, sentivo per la prima volta che la mia vita avesse uno scopo”.

Qual era il suo scopo? Viaggiare. Ma come tanti altri viaggiatori, anche lui si è presto scontrato con una dura realtà: il lavoro.

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Questa è davvero vita?

“Dopo quel breve viaggio nel sud-est asiatico sono tornato a casa. Ero carico di entusiasmo ma poi sono tornato a lavorare. E quindi, nuovamente, le giornate sono diventate tutte maledettamente uguali. Stavolta, però, ero diverso. C’era una domanda che bruciava dentro di me: quella era davvero vita? Potevo davvero chiamare vita quella routine sempre identica? Un giorno ho deciso di scoprirlo”.

Come si scopre se quella “vita” è ciò per cui si è fatti? Cambiando completamente prospettiva e situazione. Uscendo dalla comfort zone. Ben lo ha fatto con un piano ben preciso: ha messo da parte tutto i suoi risparmi ed è partito. Ancora una volta ha puntato verso Oriente, ma stavolta con l’intenzione di restarci a lungo, ovviamente viaggiando e vivendo low cost.

“È stato difficilissimo lasciare la mia casa, i miei amici, la mia città e la mia famiglia”, dice Ben. “Ma dovevo mettermi alla ricerca di qualcosa di più grande. Non ero sicuro che fosse la decisione giusta ma ero sicuro che ogni decisione che nasceva dalla voglia di vivere dovesse essere per forza migliore di qualsiasi decisione di non vita“.

Il grande giorno è stato il 25 agosto del 2017:

“Quel giorno mi sono licenziato, ho prenotato un volo di sola andata per l’Asia, ho preparato il mio zaino ho messo via i miei attrezzi da falegname e i miei stivali da lavoro. Poi sono uscito, in una grigia giornata inglese, e sono partito“.

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E dopo?

A questo punto molti potrebbero chiedersi: e dopo? Cosa succede quando avrà finito i soldi?

Ho letto tante volte perplessità di questo tipo quando ho scritto di persone che hanno mollato tutto per viaggiare. Si potrebbe rispondere in tanti modi ma la realtà è che a volte non ha alcuna importanza pensare al dopo. A volta l’unica cosa che conta è il presente, il qui e ora. Non c’è niente di cui preoccuparsi oltre a vivere a pieno il presente.

Può sembrare una mentalità sconsiderata, e probabilmente lo è. Probabilmente è una follia per chi intende la vita in un altro modo, ma non per chi vuole sorridere e non ha alcuna intenzione di rimandare la propria felicità.

E quando decidi di vivere alla giornata, senza grandi programmazioni e senza alcuna certezza sul futuro, succede che all’inizio sei un po’ spaventato ma poi inizi davvero a goderti ogni secondo. E senza tutte le preoccupazioni che ti attanagliavano nella quotidianità, puoi pensare e agire liberamente. Puoi esplorare tutte le opportunità che ti mette di fronte la vita. E non è detto che sia proprio così che troverai la tua strada, anche a livello professionale.

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Dopo non esiste: si vive il presente

Ben è partito tredici mesi fa. Da allora non è più tornato a casa, ma ha aperto un canale YouTube che gli permette di incassare abbastanza da poter continuare a viaggiare low cost. E a furia di produrre video e scattare immagini, è diventato un videomaker professionista.

Ora, oltre a gestire il suo canale YouTube, collabora con brand per la produzione di video commerciali. Così, viaggiando, si è costruito la concreta possibilità di iniziare una lunga carriera in questo settore a cui non avrebbe mai e poi mai pensato quando lavorava nella falegnameria.

Era convinto di essere un un operaio perché tutti lo etichettavano così. Un viaggio gli ha mostrato che è molto di più. E dopo aver assaporato quella libertà, ha capito che non c’è niente che lo renda più felice. Quindi, perché pensare al futuro o al domani? Quando il presente è così, la cosa migliore che tu possa fare è dedicargli tutto te stesso.

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