I 3 veleni dell’uomo secondo il Buddhismo

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Uno degli aspetti che più mi affascina del Buddhismo è quello dell’Illuminazione. Secondo gli insegnamenti del Buddha, non si può definire precisamente cosa sia. Si può solo definire il suo opposto, ovvero la sofferenza. L’Illuminazione si raggiunge quando si pone fine a qualsiasi tipo di sofferenza.

Secondo molti buddhisti, questo stato non è alla portata di chiunque, non in questa vita per lo meno. È una condizione che apparteneva solo al Buddha. non è alla portata di chiunque

Secondo alcuni studiosi di spiritualità come Eckhart Tolle e mistici come Sadhguru, invece,  l’Illuminazione è assolutamente raggiungibile ma per farlo è necessario riuscire a padroneggiare l’antica arte della meditazione.

Chi appartiene a questa corrente di pensiero, crede che l’assenza di ogni forma di sofferenza si verifichi quando si vive completamente immersi nel momento presente, nel qui e ora.

Riuscire a non avere pensieri di alcun tipo ma essere pienamente consapevoli significa raggiungere l’Illuminazione, uno stato di pace interiore totale e meravigliosa.

I 3 veleni secondo il Buddhismo

Questo articolo, tuttavia, non tratta di come raggiungere l’Illuminazione. Ritengo che il modo migliore per avvicinarsi ad essa sia partire da ciò che la allontana da noi. Occuparsi di ciò che la nega prima di ciò che la caratterizza, proprio come Buddha non spiegò mai cos’è l’Illuminazione ma disse semplicemente cosa non è (non è sofferenza, è la sua totale assenza).

Dunque, cosa ci tiene lontani da uno stato di pace interiore che molti definirebbero pura felicità? Forse, alle nostre latitudini, viene normale pensare ad aspetti estremamente pratici come la mancanza di soldi o i problemi sul lavoro.

Secondo il Buddhismo, invece, esistono tre veleni che tengono lontano l’uomo dall’illuminazione. Ecco quali sono.

1. La cupidigia

Il primo dei veleni del Buddhismo è la cupidigia. È quel sentimento che ci spinge a desiderare sempre di più, anche se abbiamo già tutto ciò che ci serve. La cupidigia è un’avidità incontrollabile ed è ciò che allontana l’uomo dall’Illuminazione e da ogni forma di pace interiore.

Purtroppo, la nostra società è strutturata proprio per fare in modo che le persone siano vittime della cupidigia: fin dai primi anni di scuola ci viene insegnato che l’unica cosa è prevalere sugli altri e alla fine diventiamo schiavi della competitività.

In questo modo, quando abbiamo cento vogliamo mille e quando vogliamo mille vogliamo un milione. Anche quando avremo un milione vorremo qualcosa di più. Corriamo, corriamo e corriamo verso un traguardo che non raggiungeremo mai, perché non esiste. Non è altro che un’illusione.

Con questi presupposti, trovare la pace interiore diventa impossibile e l’unica soluzione è liberarsi da un eccessivo attaccamento alla materia. Sembra qualcosa di grande e drastico, ma stai tranquillo/a: non vuol dire per forza fare come i monaci buddhisti che si rasano barba e capelli per non avere alcun legame nemmeno con la loro immagine esteriore.

Come scrivo nel mio libro, il Minimalismo è una scelta che ti cambia la vita perché ti porta a smettere di voler sempre di più e ti invita a valorizzare ciò che hai, l’essenziale.

2. La rabbia

La rabbia è il secondo veleno dell’uomo. È un sentimento che fa parte della nostra essenza ma che dovrebbe venire fuori solo nei momenti di pericolo o quando dobbiamo difenderci perché ci sentiamo minacciati. In realtà, nelle nostre vite piene di comfort e sicurezze, la rabbia non dovrebbe nemmeno esistere.

Eppure ci arrabbiamo, ogni giorno, per delle stupidaggini, per delle questioni senza alcuna vera rilevanza. Questo sentimento negativo ci allontana da una qualsiasi forma di pace, perché la rabbia ne è proprio l’opposto. Nessuna persona illuminata può essere al tempo stesso arrabbiata.

Imparare a lasciare andare è un altro antico insegnamento che serve proprio a liberarsi del veleno della rabbia. La prossima volta che ti senti esplodere, fermati, conta fino a cinque, fai un bel respiro e chiediti se ne vale davvero la pena. La risposta è no, te lo assicuro. Perché il veleno della rabbia non lo sputi solo sugli altri, ma lo metti in circolo dentro di te.

3. L’ignoranza

Infine, l’ultimo dei tre veleni secondo il Buddhismo è l’ignoranza. L’ignoranza non è intesa come mancanza di cultura e istruzione ma come un atteggiamento nei confronti della vita: l’ignorante è colui che si rifiuta di capire e vive solo per soddisfare i suoi bisogni.

È chi vuole imporre le sue idee e rifiuta ogni tipo di confronto oppure è chi si convince di valere più degli altri o del Tutto di cui ogni forma vivente fa parte.

L’ignoranza è il contrario della conoscenza. L’ignorante non ha alcuna consapevolezza del mondo che lo circonda e spesso è schiavo di una mente che, come una scimmia impazzita urla e salta da una liana all’altra, è incontrollabile e salta da un pensiero all’altro. L’ignorante è colui o colei che crede di aver capito tutto, quando invece non ha compreso che la vita è una continua ricerca.

Intesa in questo senso, l‘ignoranza è il terzo veleno dell’uomo ed è ciò che più allontana l’Illuminazione. Essa, come si intuisce dal nome, è esattamente l’opposto e si raggiunge solo attraverso una costante ricerca.

Liberati dei tre veleni secondo il Buddhismo e troverai la pace

Solo allontanando cupidigia, rabbia e ignoranza ci si avvicina a una vita illuminata. E se pensi che sia un concetto troppo distante dalla concretezza della tua vita, ti assicuro che non è così. Fai una prova: cerca di vivere per una settimana allontanando o almeno arginando questi tre sentimenti e valuta il tuo stato emotivo.

Sarai sorpreso/a di scoprire quanta pace ti ha donato vivere senza i 3 veleni.

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