Viaggiare ti fa scoprire l’umiltà e così ti rende migliore

IG @overfear_media

Ho sempre pensato che uno dei motivi migliori per cui le persone dovrebbero viaggiare riguardi l’umiltà. Viaggiare ha il potere di renderti umile come poche altre esperienze. Ci riesce attraverso un affascinante processo che ti porta prima fuori dalla tua comfort zone e ti allontana quindi da quelle convinzioni che ritenevi inattaccabili e sacre.

Successivamente, quando ti ha liberato di certi pregiudizi, ti mette di fronte a modi di ragionare, vivere e comportarsi completamente nuovi, di cui non sapevi nulla e che non avevi mai nemmeno preso in considerazione.

Così, come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“, ti rendi conto che non esiste un modo giusto di vivere e ciò che ritieni “giusto” non è altro che una tua opinione. Un esempio banale ma che ritengo molto utile: sono nato in un paese dove mangiare cani è considerato una brutalità, perché i cani non si mangiano punto-e-basta.

Poi ho viaggiato e ho visitato paesi dove i cani li mangiano ma magari non potrebbero mai mangiare i cavalli o i conigli o le mucche (io, nel dubbio, ho smesso completamente di mangiare animali, ma questa è un’altra storia di cui parlo nel capitolo “La fabbrica dei polli” del mio libro).

Il punto è che spesso coloro che non viaggiano (ma vale anche per coloro che non leggono) tendono a credere che esista una sola verità: la loro. E spesso hanno un atteggiamento molto arrogante e altezzoso nei confronti di tutto ciò che è diverso dal loro modo di vedere le cose.

La convinzione di avere sempre ragione

È un atteggiamento molto diffuso, che noti soprattutto quando torni a casa da un viaggio. Più volte mi è capitato di confrontarmi con persone con una mentalità molto chiusa, convinte di avere l’unica verità possibile in tasca.

Ad esempio, recentemente ho avuto modo di parlare con più persone della Malesia, un paese che non avevo mai preso in considerazione nei miei precedenti viaggi nel sud-est asiatico e che si è invece rivelato essere straordinario: pieno di natura, popolato da persone disponibili e accoglienti, con ottimo cibo e una varietà di paesaggi ottima.

Sembra il posto perfetto per il prossimo viaggio e molte delle persone a cui ne parlavo sembravano effettivamente convinte che fosse così. Poi hanno scoperto che è una nazione a maggioranza islamica e a quel punto i pareri sono cambiati notevolmente.

Espressioni come “noi e loro” e pregiudizi di ogni tipo hanno iniziato a spuntare come funghi tra un discorso e l’altro. Quando hai viaggiato e ascolti queste opinioni spacciate come la verità assoluta, ti rendi conto di quanto i media abbiano fatto uno straordinario lavoro nel convincere le persone che il mondo sia un luogo pericoloso e di cui avere paura, un posto popolato da gente che vuole farti del male e ti odia.

Queste persone esistono? Sicuramente. Ma quante sono davvero? Sono una minoranza, una minuscola percentuale della popolazione del pianeta. Eppure quando i telegiornali prendono esempi rari e unici e li spacciano come la norma, le persone ci credono. E non c’è verso di fargli cambiare idea.

Chi viaggia scopre l’umiltà…

In realtà non è nemmeno una questione di cambiare idea, perché imporre la propria visione come quella sicuramente giusta è allo stesso modo un comportamento altezzoso. È una questione di provare a cambiare mentalità, mettere in dubbio le proprie certezze e prendere in considerazione l’idea di avere torto.

Nel tempo ho notato che solitamente i viaggiatori ne sono in grado: hanno vissuto talmente tante esperienze incredibili e assurde in giro per il mondo, da essere ben consapevoli che tutto sia possibile. Molti di loro, come me, sono partiti con la convinzione di avere la verità in tasca e sono tornati con un’umiltà che prima non avevano mai conosciuto.

D’altronde, viaggiare è tante cose ma significa anche e soprattutto uscire dalla tua comfort zone. E là fuori, lontano dalle tue sicurezze e dai tuoi punto di riferimento, impari una grande lezione: sei solo una goccia in questo oceano che chiamiamo umanità. E se domani non dovessi esserci, il mondo andrebbe avanti comunque. Non sei più importante di altri, non vali più degli altri sette miliardi di persone che abitano il tuo stesso pianeta.

… e così diventa una persona migliore

Viaggiare ti mostra quanto sei piccolo di fronte all’immensità del tempo e dello spazio. Ti rende umile e in questo modo ti fa un favore, perché ti fa mettere in dubbio tutto e ti fa ragionare senza assolutismi. Questa mentalità ti porta a voler scoprire e conoscere ogni giorno qualcosa di nuovo, non per stroncarlo con le tue credenze ma per confrontarlo con le tue convinzioni.

L’umiltà è ciò che ti spinge a leggere, conoscere e viaggiare. L’arroganza ti spinge a non cambiare mai, non muoverti e cullarti nella tua illusione di sapere già tutto.

Se è vero che il mondo ha bisogno di persone umili, allora il mondo ha bisogno di viaggiatori.

Seguimi su Instagram – Facebook