Quel momento di pura vita in cui inizia un nuovo viaggio

Photo by Colton Duke

Ci sono diversi motivi per cui amiamo viaggiare. Viaggiamo per staccare dalla routine, per prenderci del tempo solo per noi, per visitare luoghi nuovi o molto semplicemente per rilassarci. Viaggiamo per realizzare sogni che abbiamo da sempre, per vedere di persona quei posti di cui abbiamo letto, per soddisfare il desiderio di immergerci in situazioni nuove.

Viaggiamo per tanti motivi, ma anche per tante sensazioni.

Ce ne sono diverse che noi viaggiatori conosciamo bene ma una delle più intense è quella che provi quando finalmente stai per iniziare ad esplorare un luogo nuovo e sconosciuto.

Mesi e mesi ad aspettare quel momento, a immaginarlo in mille modi diversi, a fantasticare sui colori, i profumi, le persone e le cose che avrai intorno. Poi arriva, quel momento, e non è mai come te lo aspettavi. Non è né meglio né peggio, è semplicemente diverso.

Perché viaggiare è tante cose ma non è mai qualcosa di completamente prevedibile, né può essere scontato. Proprio per questo motivo viaggiamo.

Mettere piede in una nazione che ti emoziona

Quel momento di inizio esplorazione può assumere tante forme diverse.

Può essere, ad esempio, il momento in metti piede nell’aeroporto di una città mai vista prima. Anche se gli aeroporti sono tutti simili, in quel momento senti di essere dentro a una realtà nuova, capisci di esserti allontanato da ciò che conosci. Provi una sensazione di sollievo, ma anche di eccitazione.

E quando poi metti piede fuori dall’aeroporto tutto diventa ancora più intenso. Quello è un altro momento speciale, che personalmente vivo più intensamente in quei luoghi che ho già visitato e dove ho lasciato il cuore.

Ti lasci alle spalle quell’edificio dove non esiste una nazionalità dominante ma un flusso di persone da ogni parte del mondo e ti ritrovi in mezzo al caos e al folklore di un posto totalmente nuovo. Ascolti parole incomprensibili ma affascinanti, osservi i volti, il modo di vestirsi, il modo di vivere di quelle persone con cui presto entrerai in contatto.

Nel mio libro (nel capitolo “Che motivo abbiamo di stare qui?“) descrivo la seconda volta che provai quel momento in Thailandia:

Le hostess vestite di rosso che mi salutano e mi ringraziano con la classe innata tipica di molte donne asiatiche. Il banco dell’immigrazione con il poliziotto thailandese che mi dice di guardare la piccola webcam per la fotografia del mio volto che finirà, per la seconda volta, nei loro archivi. I tassisti che ci danno l’assalto appena messo piede fuori dall’aeroporto e quell’odore delizioso di Pad Thai che arriva chissà da dove. La Thailandia mi diede il benvenuto così, come la prima volta. Così mi avrebbe accolto tutte le altre volte in cui ci sarei tornato.

Tratto da “Le coordinate della felicità

Viaggiare attraverso un piatto tradizionale

Ma il “momento” non riguarda solo gli aeroporti. Puoi provare quella sensazione di pura felicità anche quando ti fermi a mangiare da qualche parte e ti mettono davanti un piatto del luogo che non hai mai assaggiato. Lo osservi, lo annusi e immagini che gusto abbia. Poi lo assaggi e non è mai esattamente come pensavi.

Proprio come un viaggio, perché mangiare è un viaggio. Ricordo quando osservai una anziana signora preparare il mio primo Pho (una zuppa che in Vietnam mangiano a colazione, pranzo e cena) in un ristorantino di strada. Restai affascinato dai suoi gesti rapidi e sicuri, frutto di decenni di preparazione.  Quando lo assaggiai, mi sembrò davvero di viaggiare, dentro mille sapori e attraverso antichissime tradizionali culinarie tramandate di generazione in generazione.

Svegliarsi in una città tutta da esplorare

O ancora, puoi provare quel momento in una situazione ben precisa: quando sei arrivato in una località nuova in tarda serata e ti svegli al mattino senza aver visto nulla. Magari sei sceso dall’aeroplano o dal treno, hai preso un taxi o hai camminato nel buio e sei subito crollato sul letto dell’hotel o dell’ostello dove ti sei fermato.

Al mattino ti svegli, ti stiracchi e apri la finestra: davanti a te c’è un paesaggio mai visto, un orizzonte inesplorato, una realtà sconosciuta in cui non vedi l’ora di immergerti. Pregusti il momento della colazione, quando mangerai qualcosa e pianificherai la giornata. Poi finalmente uscirai e inizierai l’esplorazione. Come racconto nel mio libro “Le coordinate della felicità“, quelli sono stati i momenti indimenticabili del mio viaggio in Vietnam in moto.

Viaggiare on the road e svegliarsi ogni giorno con una vista diversa

E vale ancora di più per chi viaggia on the road. Parcheggi il tuo van o il tuo camper da qualche parte, osservi il mondo dal finestrino e poi esci a scoprirlo. Quando torni nel tuo veicolo o dentro la tua tenda alla sera, ti addormenti con il sorriso di chi ha vissuto un’altra giornata ricca di emozioni, con la consapevolezza di potersi svegliare o addormentare ogni giorno con un orizzonte nuovo.

Quel momento, prima di fare il primo passo dentro un mondo nuovo, è pura vita. È per momenti come questi che noi viaggiatori viviamo.

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