Ho realizzato il mio sogno: un camper del 1978, i miei gatti e una vita in viaggio

IG @a.girl.and.her.commander

Ci sono sogni che custodiamo gelosamente e non condividiamo con nessuno perché siamo sicuri che parlandone verremmo facilmente giudicati. Sono sogni che le persone “normali” reputano impossibili e folli, motivo per cui non vedono l’ora di poterli smontare pezzo per pezzo fino a distruggerli.

Perché, come scrivo anche nel mio libro “Le coordinate della felicità“, i sognatori fanno una grande paura a coloro che non sono soddisfatti della propria vita ma non hanno il coraggio di cambiarla.

Il problema è che a furia di tenere i sogni chiusi dentro il cassetto finiamo per dimenticarceli e farli invecchiare fino a al punto di non renderli improbabili anche ai nostri occhi. Il modo migliore per realizzare un sogno è attraverso tanta pianificazione e una determinazione sconfinata ma il segreto è buttarsi.

Indipendentemente da quale sia il tuo sogno non aspettare: se ciò che ti rende felice è giusto, non hai bisogno di avere l’approvazione di nessun altro. Ad ascoltare il parere altrui rischi di finire in un vortice di negatività che ti tiene lontano dai tuoi obiettivi e a volte l’unica cosa che devi fare è buttarti verso orizzonti inesplorati e situazioni completamente nuove.

Uscire dalla tua comfort zone, riprenderti la tua libertà e tornare a sorridere, con uno di quei sorrisi che nascono direttamente dal cuore.

La storia di Jesse è una di quelle che riaccendono la fiamma nel cuore di molti sognatori che hanno smesso di sognare, perché questa ragazza americana non ha semplicemente scelto la Vanlife, ovvero lo stile di vita delle persone che vogliono vivere viaggiando all’interno di un van.

Ciò che ha fatto Jesse va ben oltre: si è costruita un sogno partendo da zero e lo ha realizzato contando solo ed esclusivamente sulle sue forze. Uno di quei sogni che tanti riterrebbero pura follia.

Jess, da una vita normale alla Vanlife

Fino a qualche anno fa Jess conduceva una vita normale. Aveva un lavoro che la teneva occupata dal lunedì al venerdì e impiegava la maggior parte delle sue giornate facendo cose “giuste” secondo i canoni tradizionali. Ma vivere per accontentare le aspettative altrui non era ciò che la rendeva felice.

Jess era stufa di quell’esistenza basata sul lavoro, sugli obblighi e sulle responsabilità. Stava cercando una via di fuga ma non sapeva come poter scappare da quella routine infernale che piano piano la stava rendendo sempre più infelice.

Poi, un giorno, la vita le è venuta in soccorso. I più cinici diranno che è una semplice coincidenza ma a me piace pensare che certe cose non succedono per caso. Jess stava cercando un segnale, anche solo un piccolo segnale per trovare il coraggio di cambiare vita. Quel segnale è arrivato proprio al momento giusto, sotto forma di un vecchio camper del 1978.

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Un motorhome del 1978 come casa

“Ero su Craigslist, non ricordo cosa stessi cercando. Ma quando vidi questo Commander del 1978 in vendita a 1900 dollari con solo 54000 miglia pensai che doveva essere mio”, racconta Jess.

Era questo il segnale che cercava, era questo il suo biglietto per la felicità.

“Contattai immediatamente il venditore, che mi disse di aver già ricevuto 11 richieste nel giro di poche ore. Un potenziale acquirente stava già andando a prenderlo così uscii immediatamente di casa e arriva lì prima di tutti, con i contanti in mano“.

Tra Jess e l’ingombrante Commander fu amore a prima vista: “Non appena lo vidi e mi resi conto che non era arrugginito, compresi che quella sarebbe diventata la mia casa“.

Quella sera Jess tornò a casa a bordo del suo nuovo mezzo. Un mezzo enorme per i suoi standard, ingombrante e scomodo. Ma su quel motorhome, Jess si sentiva a casa. E sorrideva.

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Un anno e tre mesi di duro lavoro su un sogno

Chi vi dice che realizzare un sogno sia facile vi sta mentendo. Se sono così poche le persone in grado di farcela è proprio perché pochi hanno la forza, la determinazione, il coraggio e il desiderio di raggiungere il proprio obiettivo.

Jess lo sa bene, visto che il camper le diede un sacco di problemi. Problemi tecnici e meccanici, ma non solo: il suo obiettivo era davvero quello di modernizzare tutto il veicolo per poterlo rendere “casa”. Un processo lungo e complesso, ma senza farsi abbattere, ogni giorno, dopo il lavoro, Jess si metteva di buona volontà a riparare, sostituire e costruire.

“Non avevo alcuna esperienza in campo elettrico, idraulico o della meccanica dei camper, ma avevo un sogno che mi faceva sentire viva e mi ha dato la forza di andare avanti. Ci ho messo un anno e tre mesi per concludere tutto”.

Jesse ci ha lavorato su per più di un anno, continuando nel frattempo e lavorare. Ha ristrutturato il bagno e la cucina, ha sostituito la maggior parte dei mobili, ha installato un forno, i pannelli solari per avere l’energia elettrica e un sistema di condizionamento dell’aria.

Ha costruito un nuovo letto, ha sostituito una parete del bagno piena di infiltrazioni e ha ridipinto tutti gli interni. Tutto da sola, con quella testardaggine tipica di chi non ha alcuna intenzione di farsi scoraggiare dagli altri e finire per rinunciare al suo sogno.

“Non sono una che ascolta quello che dicono gli altri ed esegue. Sono una che deve provare, sbagliare e imparare da sola“.

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La Vanlife di Jess: viaggiare a tempo indeterminato per l’America

Finalmente, dopo un anno e tre mesi, Jesse era pronta per partire.

“Avevo venduto tutto ciò che non mi serviva, avevo lasciato il lavoro e messo da parte più denaro possibile. Poi, nel luglio del 2016, ho preso i miei gatti, siamo saliti sul camper e siamo partiti“.

Sono passati due anni e mezzo e Jesse non è più tornata alla sua “vita precedente“. Ha vissuto e vive a tempo pieno sulla sua casa su ruote, che le permette di viaggiare a tempo indeterminato. Il suo obiettivo è vivere per un po’ in ognuno degli stati americani.

Magari si ferma per tre mesi in New Mexico, poi si sposta in Arizona, poi decide che ne ha abbastanza dei deserti e sale verso le Montagne Rocciose.

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Una vita libera per dimostrare che i sogni si possono realizzare

La sua è una vita libera, che finanzia in diversi modi. In primis è bene ricordare che la Vanlife è molto meno cara di quanto si pensi: specialmente in America, dove il carburante costa molto meno, è più conveniente vivere in un camper che non in una grande città.

C’è poi anche l’aspetto dello stile di vita: Jesse, come molti altri vanlifers, vive con poco, senza grandi pretese, perché non hai bisogno di molto quando puoi svegliarti ogni giorno con un orizzonte diverso.

Per quanto riguarda le entrate, ne ha due: quando può e vuole, cerca lavori occasionali da svolgere nei luoghi in cui si ferma e in secondo luogo guadagna attraverso i suoi canali social.

Jesse è infatti molto seguita e grazie ai video e alle guide che produce sulla Vanlife (tra consigli molto tecnici e quelli più legati alla quotidianità della vita in camper) genera una fonte di guadagno che le permette di rendere il suo stile di vita un lavoro.

Dai contenuti tecnici su come ristrutturare un vecchio camper a quelli più emotivi su ciò che significa davvero vivere on the road a tempo pieno, Jesse fa sognare migliaia di persone. Ma soprattutto, mostra a chiunque che i sogni si possono realizzare. Anche quelli più improbabili.

“Voglio essere la dimostrazione vivente che chiunque può superare grandi ostacoli e paure. Chiunque può costruirsi una vita felice“.

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