Perché il silenzio è una straordinaria opportunità di introspezione e crescita

Photo by Kelli Mcclintock

Il primo suono che ascolti al mattino è quello della sveglia. Un suono fastidioso, che ti sradica da uno stato di grande pace e silenzio per riportarti brutalmente alla realtà. Un risveglio violento a livello psicologico, perché rumoroso.

A darti il buongiorno non è un buon profumo o un suono piacevole o un contatto leggero, ma un rumore. Ed è solo il primo dei tanti rumori che caratterizzano la tua giornata.

Apparentemente sono innocui, in realtà sono veleno per il tuo benessere, perché ogni rumore giunge alle tue orecchie ma poi finisce in profondità, dentro di te, dove continua a risuonare.

La conseguenza più grave di questo “bombardamento” è che non riusciamo più ad ascoltarci. Non sappiamo più cosa ci dicono il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore.

Eppure esiste un rimedio al rumore. Non è una pillola per l’ansia o un sonnifero per dormire meglio, è qualcosa di molto più semplice: il silenzio.

Come il silenzio mi ha cambiato la vita

Il silenzio di cui parlo non si può ascoltare, lo si può solo sentire. È uno stato emotivo e mentale. Non lo ricerchi solo con le orecchie, lo devi sentire anche con il cuore, il cervello e l’anima, proprio quelle parti di te che durante la giornata sono sommerse di rumori.

Ricercare il silenzio significa scendere dalla giostra infernale delle nostre vite frenetiche. Farne un’abitudine significa portare pace nella propria esistenza.

Lo accenno all’inizio del mio libro “Le coordinate della felicità“: anni fa, percepivo una costante agitazione. Non sapevo nemmeno io perché ma era come se dentro di me ci fosse molto rumore, sotto forma di pensieri negativi e un’angoscia di cui il mio cuore era ormai schiavo.

Cercavo di sovrastare il rumore con altro rumore e il silenzio lo evitavo, sempre. Ne avevo paura, perché tutto ciò a cui non sei abituato fa paura.

Ricercare ogni giorno il silenzio

Poi, un giorno, mi ritrovai solo con me stesso, immerso nel silenzio. Successe per caso, durante una passeggiata. Ero in mezzo alla natura e tutto ciò che udivo erano i suoni prodotti dal vento che muoveva le foglie degli alberi. Sentii il silenzio per la prima volta nella mia vita e scoprii che non avevo paura.

Smisi di pensare e presi consapevolezza del mio respiro. Poi mi lasciai avvolgere da quella meravigliosa sensazione di pace.

È una delle esperienze più significative, potenti e rigenerative che abbia mai provato e da allora cerco di ritagliarmi del tempo ogni giorno per ricercare quel silenzio.

Non è da egoisti, è semplicemente una forma di amore per se stessi, ed è il consiglio che do a chiunque provi quella sensazione di rumore interiore che provavo anche io.

3 motivi per cui il silenzio è fondamentale

1. È un modo per fermarsi

Lo stile di vita di milioni di persone è scandito da ritmi incessanti e da regole ben definite. Riteniamo l’occidente evoluto ma se la maggior parte degli individui ha talmente tanti pensieri per la testa durante la giornata da arrivare alla sera completamente sfiniti mentalmente, forse la verità è un’altra.

Lo schema “produci-consuma-ripeti” ti impone di correre sempre e non fermarti mai. Ricercare il silenzio significa ribellarsi a questa frenesia totalmente ingiustificata. È l’antidoto a tutto il rumore che sei costretto ad ascoltare ogni giorno e che ti logora dentro, ma è anche un atto di ribellione a una vita superficiale in cui il tempo scorre troppo velocemente.

Immergersi in questa forma di silenzio prima di tutto interiore significa fermarsi e tornare a respirare. È una sensazione rigenerante: ti sembra di essere appena riemerso da una lunga apnea.

2. Ti permette di ascoltarti

Purtroppo capita a moltissime persone di ritrovarsi a un punto della propria vita con un problema al proprio corpo. Indipendentemente dal caso specifico, dalla gravità e da ciò che lo ha causato fisicamente, uno dei motivi per cui si arriva al punto di dover affrontare un brutto malanno è che nessuno presta più attenzione ai segnali del proprio corpo.

Succede sempre a causa della velocità a cui viviamo: presi da mille impegni e responsabilità, non sentiamo altro che rumore superficiale, un costante rumore che riesce a coprire i messaggi del nostro corpo.

Così continuiamo a condurre stili di vita malsani, mangiamo senza alcuna consapevolezza e permettiamo alla routine di logorarci. Poi, quando il problema diventa troppo grande, il nostro corpo urla e sopraggiunge un dolore intenso.

E solo a quel punto ci rendiamo conto che se lo avessimo ascoltato prima, lo avremmo potuto affrontare con maggiore facilità, prendendocene cura ogni giorno.

Il silenzio serve anche a questo: ad ascoltare i tanti segnali che il nostro corpo ci invia ogni giorno.

3. È un modo per riflettere

Lo stesso identico discorso vale per la nostra mente. Magari c’è una vocina dentro di te che ti dice che sei infelice, ma tu non la ascolti e la sovrasti con il rumore. Poi, all’improvviso, ecco che si mette a urlare e capisci di non avere alcuna possibilità se non cambiare tutto e subito.

D’altronde, noi esseri umani siamo maestri nel procrastinare la nostra felicità. Come se fosse qualcosa di poco conto, la mettiamo al fondo delle nostre priorità e la scambiano costantemente con il piacere, che invece non è altro che una trappola dell’ego.

La vera felicità è uno stato d’animo che ti resta dentro e che al tempo stesso ti avvolge completamente. La vera felicità è nella vita che ti sei costruito e nelle scelte che hai preso, non negli oggetti che acquisti che ti danno una breve euforia.

La vera felicità arriva quando prendi piena consapevolezza della vita che vorresti avere. E quindi si può raggiungere solo ritagliandosi ogni giorno un po’ di tempo per riflettere, pensare, sognare e mettere tutto in discussione.

Se vivi con il pilota automatico, puoi solo sperare di essere sulla direzione giusta. Non ne puoi essere sicuro, ti stai affidando al caso su ciò che di più importante hai.

Ricercare il silenzio significa riflettere. E riflettere vuol dire non perdere mai di vista le proprie coordinate della felicità.