Le persone veramente felici vogliono che anche gli altri siano felici

Photo by Sam Manns

Siamo convinti che ci siano tante caratteristiche tipiche delle persone felici.

Per alcuni, ad esempio, è il sorriso: chi è sempre sorridente è per forza felice. Per altri è il conto in banca: se hai tanti soldi, non puoi che essere felice. Per altri ancora è rispettare quegli standard di felicità che la società pone, sia dal punto di vista personale sia dal punto di vista lavorativo.

In realtà, queste caratteristiche non dicono assolutamente nulla della felicità di una persona. Ci sono tanti individui sorridenti, ricchi e di successo che però sono profondamente infelici. Basti pensare al numero di personaggi famosi che si tolgono la vita, ad esempio.

Ma allora esistono delle caratteristiche della felicità? C’è un tratto in comune tra le persone che sono riuscite a costruirsi un’esistenza che le porta a stare bene con grande frequenza?

Se ne potrebbe parlare a lungo ma io credo che esista una sola caratteristica tipica di chi è felice: il desiderio che anche gli altri siano felici.

La felicità è reale solo quando è condivisa

Come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“, non ho mai conosciuto una persona capace di trarre felicità dall’infelicità altrui. Non ho mai visto nessuno realmente felice nel sapere che gli altri soffrono e sono tristi.

Non credo che esista una sola persona che sia riuscita a fare proprio quello stato emotivo che dura nel tempo e non si manifesta solo per pochi rari momenti, restando sempre da sola. La solitudine è importante, ovviamente, io stesso sono convinto che anche solo un’ora al giorno da dedicare a noi e a nessun altro sia di vitale importanza.

Ma una persona totalmente isolata dagli altri, senza nemmeno la compagnia di un cane o un gatto, può davvero essere felice? Credo di no. C’è una frase molto famosa, attribuita anche a Christopher McCandless, che recita così: la felicità è reale solo quando è condivisa.

Basta guardarsi intorno per capire quanta verità ci sia in queste parole. Facci caso: le persone più tristi che incontri sono quelle sole. E attenzione, non parlo di chi non ha un partner ma di coloro che non condividono niente con nessuno, che è ben diverso.

Quella è la vera solitudine: vai oltre alle apparenze e alle pose perfette nelle foto di famiglia, dimentica i selfie delle coppie apparentemente perfette. Spesso la solitudine più forte è quella che si manifesta in coloro che sono circondati da tante persone.

Perché la vera solitudine è nella mancanza di condivisione. Puoi avere intorno a te mille amici, tante donne e milioni di ammiratori ma se non ti apri con nessuno, se non ti impegni a creare uno scambio reale con gli altri esseri viventi, resterai sempre solo.

Se presti attenzione, noterai che le persone più felici di tutte sono quelle che fanno della condivisione uno stile di vita.

Quali sono le vere coordinate della felicità?

Ho sempre pensato che uno dei motivi più interessanti per iniziare a viaggiare sia la possibilità di osservare gli esseri umani che popolano questo pianeta. Ed è stato proprio viaggiando che ho incontrato le persone più felici, in contesti che teoricamente, dal nostro punto di vista, non hanno nulla di positivo.

Come tutti sono cresciuto pensando che avrei trovato la felicità nelle cose, nel denaro, nel suscitare l’invidia degli altri. Come tutti, quindi, mi sono inserito su un percorso di vita ben definito, che mi avrebbe portato a inseguire quelle coordinate della felicità: un buon lavoro per guadagnare abbastanza soldi per poter comprare le cose che tutti vogliono.

Come racconto nel mio libro, viaggiare mi ha aperto completamente gli occhi e mi ha mostrato quanto fosse banale, superficiale e fallace questa visione della vita.

Perché viaggiando ho incontrato contadini thailandesi e pescatori laotiani che non avevano davvero niente ma erano felici e grati per quelle piccole cose che noi occidentali diamo totalmente per scontato. Può suonare come un cliché ma quando ti ritrovi a condividere un piatto di riso e verdure con persone che sono contente per il semplice fatto di essere lì a conoscere uno straniero, tante certezze che avevi sulla tua felicità crollano su se stesse.

E non è solo una questione di ricchezza e povertà. A Bali, dove vivo per un periodo dell’anno, ci sono diverse associazioni di volontariato che si prendono cura dei tanti cani randagi dell’isola. Ne ho visitate alcune e ho conosciuto ragazze e ragazzi da ogni parte del mondo occidentale che si erano trasferiti lì per dedicare una parte della loro vita a salvare questi animali.

Per gli standard della nostra società, intraprendere questo percorso di vita è da falliti. Ma la felicità che ho visto nei loro occhi, nei loro sorrisi e nei loro abbracci ogni volta che riuscivano a salvare la vita a un animale valeva più di qualsiasi promozione sul lavoro o automobile fiammante.

Le persone felici sono quelle che vogliono che tutti siano felici

Com’è possibile essere felici pur vivendo con poco o nulla e affrontando quotidianamente situazioni di grande dolore e degrado? È possibile perché la felicità è reale quando la condividi, quando la doni. Sei felice quando rendi gli altri felici.

È una visione controcorrente. Questi tempi in cui viviamo, regolati dai ritmi insostenibili del lavoro, dominati in ogni aspetto dalla fredda tecnologia e soprattutto caratterizzati da un egocentrismo mai visto prima, sono ideali per alimentare l’idea che la felicità sia una questione puramente personale, egoistica.

Ma guardiamoci intorno: le persone sono così felici? Quando torno in Italia e cammino per le strade di Torino vedo facce tristi e incazzate, sento la gente comunicare solo per litigare, noto un’ossessione dilagante per i soldi (che non bastano mai) e le sicurezze (che non sono mai sufficienti).

Poi viaggio, dormo nella casa di una numerosa famiglia balinese nelle zone meno turistiche, e percepisco un calore avvolgente. Sono rumorosi, “poveri” (secondo il concetto occidentale di “ricchezza”) e hanno vite molto semplici, ma più li osservo e più mi rendo conto di quanto siano felici.

Perché? Perché sono insieme. Il legame che c’è tra genitori e figli, nonni e nipoti, marito e moglie, ma anche tra gli amici, è fortissimo. La loro felicità è condivisa, si raggiunge attraverso uno scambio, non attraverso una pretesa violenta.

Sono loro le persone più felici che abbia mai incontrato in vita mia: quelle che vogliono che anche gli altri siano felici.

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