Un’altra vita è sempre possibile: il mondo è grande e pieno di opportunità

Photo by Ramiro Pianarosa

Al giorno d’oggi abbiamo la fortuna di poter scegliere il percorso che vogliamo intraprendere nella nostra vita. Questa si chiama libertà, ed è qualcosa che non avevamo mai sperimentato prima in questo modo.

Noi che abbiamo avuto la fortuna di nascere in questa parte di mondo possiamo essere ciò che vogliamo, fare ciò che desideriamo e inseguire tutti i nostri sogni. Possiamo lavorare su internet da qualsiasi parte del mondo, viaggiare con pochi soldi e ritagliarci il tempo per le nostre passioni.

Ma non lo facciamo.

Abbiamo un’infinità di sentieri davanti a noi, eppure continuiamo a seguire sempre la stessa strada, quella che non abbiamo scelto ma che qualcun altro ci ha detto essere giusta.

Sembra che abbiamo paura di essere liberi perché ci fa paura l’idea di poter essere noi stessi, senza maschere o frasi fatte dietro cui nasconderci. E sai perché? Perché nonostante la grande libertà di cui godiamo, questa società ci spinge sempre verso un’unica direzione.

La grande legge dell’Uno

Non possiamo essere più cose, non possiamo inseguire più obiettivi, non possiamo avere più sogni. Se non vogliamo essere considerati degli outsider, dobbiamo rispettare parametri ben precisi, decisi da chissà chi.

Parametri che prevedono una sola e unica direzione, quella che nel mio libro chiamo “La Grande Legge dell’Uno“.

Devi avere un lavoro, devi avere una passione, devi avere uno scopo nella vita, devi vivere in un solo posto. Se non rispetti la grande legge dell’Uno, non sei pienamente accettato.

E questo cosa comporta? Che le persone, pur di farsi accettare, finiscono con il prendere una sola strada e seguire quella fino alla fine dei propri giorni, per poi guardarsi indietro e pensare con rimpianto che avrebbero potuto, ma alla fine hanno scelto la sicurezza della strada battuta da tutti gli altri.

La comfort zone è davvero confortevole?

In fondo, cos’è la comfort zone di cui si parla tanto?

Non è la situazione o l’insieme di situazioni dove ci sentiamo a nostro agio: è lo spazio che altri hanno delimitato per noi stessi dicendoci che lì dentro possiamo stare tranquilli. Sempre le solite facce, i soliti posti, le solite attività, il solito orizzonte. Così non c’è nessun rischio ma non c’è neanche alcuna sorpresa. Tutto è sempre maledettamente uguale.

Spesso vivere nella comfort zone vuol dire vivere secondo parametri convenzionali: una casa, un lavoro, un partner, un paio di giorni liberi a settimana, un mese all’anno di vacanza. Parametri che non abbiamo scelto personalmente.

Ma è nella sicurezza e nella ripetitività che troviamo la felicità? Se sei una persona che ama viaggiare, sono abbastanza sicuro che la tua felicità si trovi in una vita piena di cose, persone e situazioni da esplorare, tutto il contrario della comfort zone.

Mi sono ribellato alla Grande Legge dell’Uno e non tornerei mai indietro

Se anche solo una volta nella vita ti sei sentito soffocare dalla tua quotidianità, avrai già capito che quella non è la nostra comfort zone: è un’illusione di benessere che accettiamo perché ci fa paura l’idea di essere diversi.

Ma il bello della nostra esistenza è proprio che siamo tutti diversi, e oggi che abbiamo la maturità e gli strumenti per ribellarci a questa illusione, dovremmo farlo.

È giusto continuare a inseguire più obiettivi nella vita. Nella mia vita sono stato un cameriere, un operaio e un panificatore prima di diventare un nomade digitale che viaggia a tempo indeterminato. Per un po’ ho frequentato l’università, poi l’ho lasciata e ho lavorato, ma senza mai smettere di leggere e studiare. Per un po’ ho vissuto in Australia, per un po’ in Canada. Per un po’ sono tornato in Italia.

Poi ho fatto del mondo intero il mio mondo e il mio ufficio. Poi ho scritto un libro su questo percorso di vita che molti definiscono assurdo ma che non cambierei per nulla al mondo.

Sappi che è sacrosanto non volerti mettere su una sola strada con la tremenda consapevolezza di doverla percorrere per sempre, di osservare sempre lo stesso paesaggio. Di girarti per vedere cosa abbiamo percorso e scoprire che è identico a ciò che hai davanti.

L’importanza di viaggiare per aprire la mente

Viaggiare è utile in tanti modi, ma forse il suo più grande valore è nella capacità di rivelarti come stanno le cose. Viaggiare è per definizione l’unico modo per capire che nella nostra vita non c’è un solo percorso, che le possibilità di raggiungere la nostra felicità sono infinite.

Al contrario, quando ci fossilizziamo, il nostro cervello ci porta a credere che non esistano alternative all’unica realtà che ci hanno mostrato. E allora viaggia. Con il corpo e con la mente.

Così scoprirai che non ti devi sentire in colpa se hai un lavoro ma al tempo stesso vuoi anche continuare a sognare. Che non devi pensare che la tua vita finisca quando hai dei figli. Che non devi chiudere la porta alla creatività perché è ora di “diventare seri”.

Niente è giusto per te, se non ragioni in termini di felicità. Se ami qualcosa continua a inseguirla, indipendentemente dalle decisioni che hai preso in passato.

Viaggiare ti mostra che nulla è definitivo nella vita

Crediamo di essere tanto importanti, ma le cose che restano sono gli oceani, le montagne, il cielo, le stelle. Tutto il resto scompare, noi compresi.

Solo la morte è definitiva nella vita. Finché ci sei, non dovresti farti intrappolare dalla grande legge dell’Uno. Non smettere mai di cercare il luogo giusto, il lavoro giusto, la persona giusta. Non smettere mai di inseguire i tuoi sogni.

La più grande lezione che ci può insegnare il viaggio è proprio questa: il mondo è grande e pieno di sentieri, proprio come la nostra vita può essere piena di possibilità.

Tocca a te decidere: vuoi percorrere sempre la stessa strada oppure vuoi prendere dei rischi, goderti il panorama e vivere secondo le tue regole?

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