5 esperienze di viaggio da provare almeno una volta nella vita

©Ethel Karskens

Poche cose sono davvero in grado di cambiarti la vita, ma tra queste c’è sicuramente un viaggio. Chiunque lo abbia fatto a lungo o abbia letto il mio libro “Le coordinate della felicità” sa bene che un’esperienza del genere non ha alcuna controindicazione.

Al contrario, quasi sempre si parte insoddisfatti per poi tornare a casa pieni di energie, nuove idee e ricordi indimenticabili. In altre parole, felici.

Viaggiare è meraviglioso, non c’è modo migliore per dirlo. È una dichiarazione d’amore alla vita, un gesto di affetto per se stessi, la soluzione più efficace per valorizzare il nostro tempo su questa Terra.

Chi non viaggia fatica a capire quanto sia importante muoversi ed esplorare, ma chi viaggia sa bene che dentro ad ogni piatto assaggiato, dentro ogni sorriso scambiato con un local, dentro a ogni vista sensazionale, c’è l’essenza di un’esistenza vissuta al massimo.

Per questo motivo, c’è un consiglio sempre valido: viaggia. Non importa dove, non importa come, né con chi. Viaggia e riempi le tue giornate di tutta la bellezza del mondo. E se sei alla ricerca di nuove idee e ispirazioni, leggi questo articolo: qui troverai 5 tipologie di viaggio che dovresti provare almeno una volta nella vita.

1. Un viaggio a piedi

Hai mai pensato di intraprendere un cammino? È così potente da trasformarsi in un’esperienza di vita che non dimenticherai mai. Nel mondo ci sono centinaia di sentieri che ti porteranno a scoprire luoghi stupendi affidandoti esclusivamente alle tue gambe.

Il Cammino di Santiago, ad esempio, quel percorso spirituale un tempo strettamente legato alla religione cristiana e oggi meta di chiunque voglia provare un’esperienza in grado di lasciare il segno. Ma in giro per l’Italia, l’Europa, il mondo, ci sono cammini di ogni genere, ognuno dei quali con storie e tradizioni affascinanti, ma soprattutto con luoghi sensazionali, tutti da esplorare.

Un viaggio a piedi è un viaggio che, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, ti entra dentro per restarci per sempre.

2. Un viaggio per aiutare gli altri

Spesso si sente dire che i viaggiatori siano individui egoisti, che pensano solo al loro piacere personale dimenticandosi degli altri. Tralasciando il fatto che questa frase è un maldestro tentativo di denigrare chi ha scelto una vita in costante movimento da parte di chi quella vita non la farebbe in ogni caso, esistono esperienze che dimostrano quanto un viaggio possa essere un ottimo modo per aiutare gli altri.

Un viaggio di volontariato è l’esempio più calzante: si parte per aiutare chi è in difficoltà e si torna a casa con il cuore colmo di amore ricevuto. Perché prima o poi, durante un viaggio del genere, ti rendi che coloro che dando agli altri ricevi molto più di quanto potessi immaginare. Che sia un’esperienza per aiutare bambini, animali o adulti, poco importa: non c’è niente di più appagante di scoprire luoghi incredibili mentre si fa qualcosa di concreto per aiutare chi ha bisogno del nostro aiuto.

3. Un viaggio on the road

Viaggiare può essere tante cose, ma quando viaggi in van ti rendi conto che significa libertà. Non c’è un’esperienza paragonabile a quella di spostarsi e vivere all’interno di una casa su ruote. Che sia un camper o un van convertito, potrai mangiare dove vuoi, dormire dove vuoi, viaggiare quando vuoi.

Potrai essere libero di vivere la vita che più preferisci, una possibilità così rara in questa società che ci soffoca costantemente con obblighi e responsabilità. Non è un caso che sempre più persone scelgano la Vanlife trasferendosi definitivamente in un van: si parte sempre con un viaggio, ma poi la libertà dà dipendenza. Vuoi provare cosa significa davvero essere liberi? Parti con un van e lo scoprirai.

4. Un viaggio per lavorare e continuare ad esplorare

Alcuni viaggi, in realtà, sono esperienze di vita. Specialmente quelli lunghi diversi mesi, se non anni, non possono essere paragonati al viaggio di una settimana che fanno tutti. Quel tempo non è più svago, ma vera e propria vita. In questo senso c’è un’esperienza che chiunque dovrebbe provare almeno una volta: il Working Holiday.

Lo scrivo chiaramente nel mio libro “Le coordinate della felicità“: lavorare e vivere in Australia e in Canada mi ha cambiato per sempre la vita. Concretamente si tratta di un visto che permette di lavorare e viaggiare in Australia, Nuova Zelanda e Canada. Puoi partire con un biglietto di sola andata, raggiungere uno di questi paesi e girarli interamente fermandoti a lavorare ogni volta che hai bisogno di finanziare il resto del tuo viaggio.

In questo modo, migliaia di viaggiatori si sono potuti permettere di girare intere nazioni, riempiendosi gli occhi della bellezza delle sue terre e dei suoi oceani. Ma indipendentemente dalla destinazione, ciò che più conta è sempre l’esperienza, e quella che si sperimenta con un Working Holiday è intensa e indimenticabile.

Conoscerai tantissime persone da tutto il mondo, svolgerai lavori che non avresti mai immaginato, diventerai indipendente e adulto. Ti renderai conto che il mondo è grande e pieno di opportunità di ogni tipo.

5. Un viaggio di condivisione

Per molti, viaggiare significa condividere. Emozioni, strade, serate, esperienze, ma anche case, culture e parole. I viaggi di condivisione sono quelli che nascono appositamente per apprendere qualcosa dalla cultura di un paese e di un popolo, per crescere come individui.

Il più classico è il viaggio all’estero per imparare una lingua nuova, magari con uno scambio alla pari, ma ci sono anche tanti viaggiatori che sfruttano al massimo l’opportunità di siti come Couchsurfing e Workaway per conoscere realmente un paese e la sua cultura attraverso le persone che lo abitano.

Nel primo caso hai la possibilità di dormire gratuitamente sul divano di una persona iscritta alla piattaforma, che spesso ti farà anche da guida nell’esplorazione della sua città; nel secondo caso scambi alcune ore di lavoro per vitto e alloggio, creando un legame indissolubile con le persone che ti ospitano.

Oppure, per i più temerari, c’è sempre il viaggio di condivisione per eccellenza, quello dell’autostop. Il modo migliore per condividere non solo un pezzo di strada ma anche un pezzo di vita.

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