Se hai perso la tua strada e sei in un momento difficile, parti per un viaggio

Photo by Jose Ilamas

Ci sono momenti nella vita in cui ti sembra di non farcela. Ti sembra che tutto ti stia crollando addosso, che la pressione stia diventando insostenibile. Hai l’impressione di non essere all’altezza e vorresti chiedere aiuto a qualcuno ma sai che nessuno capirebbe: sei solo dentro un incubo da cui puoi uscire solo con le tue forze.

Può sembrare un cliché sentito e risentito mille volte, ma è la realtà: saper venire fuori da questi momenti significa diventare più forti. È  ciò che scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“: dopo che hai esplorato gli abissi del tuo Io, sei stato faccia a faccia con i tuoi mostri e hai trovato il modo di sconfiggerli, sei inevitabilmente molto più forte di prima.

Chiunque ci sia riuscito può assicurarti che non esiste sensazione più bella di potersi guardare allo specchio un giorno sapendo di avercela fatta. Guardare la persona riflessa e amarla per tutto ciò che ha superato. D’altronde i veri successi sono proprio quelli che hanno a che vedere con delle cadute rovinose, una ricostruzione epica della tua vita e la soddisfazione impareggiabile di osservare il mondo dalla cima della montagna che hai appena scalato.

Se sei in un momento di grande sconforto personale e ti sembra di essere finito in un vortice senza fine dal quale non è possibile uscire, mi permetto di darti un consiglio: fai tutto ciò che è in tuo potere per partire. Un viaggio con la persona che ami, un viaggio in solitaria, un viaggio con degli amici: è indifferente, l’importante è partire.

Perché un viaggio può cambiarti la vita e aiutarti a uscire dalle sabbie mobili dello sconforto. Può portare luce nella tua oscurità e mostrarti che ci sono molte più strade davanti a te di quanto pensassi. Il cambiamento è possibile: ecco cosa ti insegna un viaggio.

I problemi sono più piccoli di quanto crediamo

I nostri problemi sono quasi sempre più piccoli di quanto crediamo. Siamo noi a ingigantirli e a creare drammi dove non ce ne sono. Com’è possibile? Semplice: quando sei nella tua comfort zone e vivi sempre le stesse situazioni ogni piccolo ostacolo ti sembra insormontabile e ogni delusione insopportabile.

La tua visione della vita è così offuscata e limitata dalla routinee, che ogni piccola novità diventa un pericolo.

In realtà i tuoi problemi sono molto più piccoli di quanto credi. Lo capisci proprio quando viaggi, perché viaggiare può significare tante cose ma sicuramente vuol dire allontanarsi da casa. Al tempo stesso, allontanarsi da casa significa tante cose, tra cui uscire dalla propria comfort zone.

Quando sei finalmente lontano da quell’insieme di abitudini che ti fanno sentire al sicuro ma non ti fanno sentire vivo, hai finalmente la possibilità di osservare la tua vita dall’esterno.

Quando lo fai, nella maggior parte dei casi, ti rendi conto che i tuoi problemi non sono così irrisolvibili. Lo erano quando ci eri dentro fino al collo, ma viaggiando e mettendo distanza tra te e ciò che ti preoccupa, puoi analizzare la situazione da un punto di vista esterno e trovare più facilmente la soluzione.

Un viaggio in solitaria come autoanalisi

Un viaggio, specialmente un viaggio in solitaria, ti permette di allontanarti da tutto e tutti e ritrovarti solo con te stesso, lontano dal rumore della quotidianità e dalle opinioni non richieste delle persone che hai accanto.

Quando viaggi hai tanto tempo per riflettere, perché gli spostamenti fanno parte di ogni viaggio e ogni ora passata su un autobus, un aereo o una nave rappresenta la possibilità di fare un po’ di autoanalisi in santa pace.

Nel mio libro “Le coordinate della felicità” spiego che viaggiando a bordo dei bus notturni in Asia ho avuto modo di riflettere sulla mia vita con un’intensità e una lucidità che non ho mai trovato in altri contesti. Sono quei momenti in cui, non potendo più scappare, distrarti o mentire a te stesso, affronti la realtà dei fatti.

Scavi a fondo, ti interroghi e ti costringi a tirar fuori le risposte, per quanto scomode siano. Magari piangi, crolli e tocchi il fondo, ma almeno sai che da lì puoi solo risalire. Ed è una sensazione bellissima sapere di non poter sprofondare più in giù di così.

E poi quando viaggi fai incontri inaspettati e vivi esperienze che mai avresti immaginato. Magari conoscerai una persona speciale che ti racconterà la sua vita e ti ispirerà a prendere una decisione forte per cambiare la tua. Oppure osserverai con i tuoi occhi situazioni che ti spingeranno a mettere tutto in discussione, a cambiare le tue priorità.

Viaggiare è libertà, ti mostra alternative e soluzioni

Il punto è che partendo (specialmente per un viaggio in solitaria) puoi davvero “allontanarti” dalla tua vita quotidiana e così analizzare i tuoi problemi. Solo osservandoli dalla dovuta distanza puoi capire come si sono generati e come puoi risolverli. Solo ritagliando del tempo per te e per la scoperta del mondo che c’è là fuori puoi ragionare senza condizionamenti.

In un certo senso, viaggiare è libertà anche per questo motivo: ti libera dalle catene della routine che ti impongono di ragionare sempre nello stesso modo e secondo gli stessi schemi. Ti trascina fuori da ciò che conosci alla perfezione e ti porta nell’ignoto, dove scopri il nuovo e capisci di valere più di quanto pensassi.

Soprattutto, un viaggio ha il potere di mostrarti alternative e soluzioni a cui non avresti mai pensato. Alcune di queste soluzioni si adattano bene anche ai tuoi problemi ed è per questo che viaggiare è il modo migliore che conosca per superare una fase di stallo della tua vita.

Parti, viaggia, rifletti, osserva. Tornerai a casa con le risposte che cercavi.

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