Viaggiare ti insegna che “casa” non è un luogo, ma una sensazione

Photo by Joana Cordeiro

C’è un’espressione molto comune che i viaggiatori faticano invece a pronunciare: “Torno a casa“. Non è difficile solo perché chi ama viaggiare vorrebbe poterlo fare il più a lungo possibile.

E il motivo non dipende nemmeno dal fatto che tornare a casa significa spesso guardarsi intorno e rendersi conto che tutto è rimasto uguale. L’unica cosa che è cambiata non è una cosa, sei tu.

Il fatto è che dopo un po’ inizi ad avere qualche dubbio sul concetto stesso di “casa”. Ti hanno sempre detto che “casa” è il luogo dove sei nato o dove vivi. Dove si trova la tua famiglia, dove hai i tuoi legami. La città che conosci alla perfezione perché è quella in cui hai passato tanto tempo. Le quattro mura dentro le quali tieni le tue cose.

Ti hanno sempre detto che questo è “casa“. Ma quando viaggi tanto, per non parlare di quando fai delle esperienza di vita all’estero, scopri che “casa” può essere qualcosa di molto diverso. Girando per il mondo capisci che puoi trovare la tua “casa” ovunque, perché “casa” non è un edificio.

Sentirsi a casa dall’altra parte del mondo

Puoi sentirti a casa in tanti luoghi e modi differenti quando viaggi.

Mentre passeggi sulla tua strada preferita della tua città preferita. Che sia Roma, Bangkok, New York, Melbourne o Buenos Aires.

Puoi sentirti a casa ogni volta che affondi i piedi nella sabbia della tua spiaggia preferita, quella dove il cuore si alleggerisce e i tuoi occhi si perdono nella linea dell’orizzonte che divide il cielo dal mare.

Puoi sentirti a casa quando osservi il sole che tramonta su un luogo di cui ti sei innamorato. Potrebbe essere la Valle di Bagan, il Macchu Picchu o il deserto del Sahara. Ma potrebbe anche essere un posto poco conosciuto, che senti tutto “tuo”.

Il prato in cui ti sdraiavi dopo pranzo durante un’esperienza di vita all’estero, il ristorantino dove vai a cenare ogni volta che passi per una certa città, quello dove il proprietario ti conosce per nome. Io, ad esempio, mi sento a casa ogni volta che entro nella stanza 3 della guesthouse di Bangkok dove vivo per una parte dell’anno.

È lì che ho coltivato i miei sogni più improbabili, è lì che sono diventato ufficialmente un nomade digitale, è lì che ho scritto il mio libro Le coordinate della felicità“. Per me, è casa. Anche se ci vivo solo tre o quattro mesi all’anno, anche se fino a quattro anni fa non sapevo nemmeno esistesse.

I luoghi speciali che ognuno di noi ha

Ci sono dei luoghi speciali e ognuno di noi ha una lista tatuata sul proprio cuore con le loro coordinate.

Uno di questi luoghi speciali è dove siamo nati e cresciuti. Che ci piaccia o no, sarà sempre diverso da tutti gli altri.

Ma per ognuno di noi ci sono tanti altri luoghi speciali in giro per il mondo che nemmeno immagina e rischia di non scoprire mai.

È anche per questo che è importante viaggiare.

Perché viaggiando ti allontani da ciò che hai sempre chiamato “casa” e ti ritrovi in posti dove invece ti “senti” a casa.

Tutti quei luoghi che ricordi con nostalgia e che ogni volta che li visiti ti fanno sentire al sicuro, ti scaldano l’anima, ti danno l’impressione di essere nel posto giusto su questa Terra. Quei luoghi che ti fanno dormire bene e ti fanno sorridere quando ci pensi, tutti questi sono “casa”.

La tua felicità è anche in quei luoghi che ti fanno sentire a casa

Ed è stupendo trovarli. Hai presente quando devi aprire una serratura mai vista prima e finalmente trovi la chiave giusta nel mazzo? Quando senti quel click e la porta si apre? Ecco, è quella sensazione ma amplificata per un milione di volte.

È questo un altro ottimo motivo per cui viaggiare: ti permette di provare tante chiavi in tante serrature. Ti fa capire quali sono i posti dove non potrai mai sentirti completamente a tuo agio e quelli dove invece potresti trasferirti in pianta stabile, perché lì ti sentirai sempre a casa.

Anche se non ha un tetto e quattro pareti, anche se non è dove sei cresciuto, anche se non è dove vivono i tuoi famigliari e i tuoi amici, perché viaggiare ti insegna che “casa” può essere tante cose ma è sempre una sensazione.

Quando lo capisci, ti rendi conto dell’importanza di quella avvolgente sensazione di calore. Capisci che le tue coordinate della felicità sono le stesse coordinate di quei luoghi che ti fanno sentire a casa.

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