Dal Canada all’Argentina: perché ho percorso 17.000 km a piedi e da solo

Correre è un istinto naturale a cui alcune persone non riescono a resistere e di moderni Forrest Gump ce ne sono tanti. Alcuni li ho anche conosciuti personalmente girando per il mondo. Sono quelli che nel mio libro definisco persone “con l’erba che cresce sotto i piedi“.

Uno di questi è certamente Jamie Ramsey. Jamie è stato la prima persona a percorrere tutti i 17.000 km che separano il Canada dall’Argentina di corsa, completamente da solo e senza alcun tipo di supporto esterno.

La storia di Jamie

La sua storia è di grande ispirazione, perché prima di lanciarsi in questa avventura era un uomo come tanti altri, con una vita normale e per nulla fuori dagli schemi. Eppure, come succede a tanti viaggiatori, provava una profonda insoddisfazione, che a tratti diventava quasi dolorosa.

Il motivo del suo malessere era legato all’idea che si stesse perdendo la bellezza del mondo:

Ho trascorso 12 anni della mia vita seduto dietro una scrivania a fissare lo schermo di un computer“, scrive Daniel per spiegare come è iniziato il suo viaggio.

“Oggi giorno sognavo il grande mondo che era dall’altra parte della finestra, a venti metri di distanza. Nel mio tempo libero leggevo le avventure di chi aveva deciso davvero di mollare tutto e fare ciò che più amava, e mi chiedevo quali sensazioni meravigliose stessero provando e quanto si stesse realizzando come persona”.

Il punto di rottura

Più faceva questi pensieri, più la vita da ufficio e la routine del tempo libero diventavano insostenibile. Un giorno, però, si è reso conto che non poteva dare la colpa a nessuno per la sua situazione, se non a se stesso:

“Più sognavo l’avventura, più mi sentivo distante da tutto. Finché un giorno ho realizzato che ero io l’unica persona che mi costringeva ad alzarmi ogni mattina e seguire la solita vecchia routine. Nessun altro mi stava dicendo che dovevo farlo, nessuno mi diceva che non potevo uscire là fuori e fare ciò che volevo. Così ho deciso di trasformare quelle fantasie in un piano concreto”.

La partenza

Quando parla di “piano concreto”, Jamie non si riferisce a un viaggio organizzato tappa per tappa, passo per passo. In realtà è l’esatto opposto:

“Molte persone credono che un’avventura come la mia sia possibile solo con un’enorme organizzazione logistica, ma non è così. Per me l’avventura deve essere solo questo: un’avventura. Se pianifichi tutto nei minimi dettagli, allora stai facendo una vacanza. La mia avventura sarebbe stata incentrata sulle mie passioni: il cibo, la cultura, il viaggio e la corsa. Decisi che avrei corso in solitaria senza alcun supporto per 17.000 km, attraversando 14 paesi e tutto il continente americano, dal Canada all’Argentina”.

Io sono partito con un biglietto di sola andata per l’Australia. Altri partono con un treno, o su un camper. Jamie, molto semplicemente, è partito di corsa con il suo carretto. Come un moderno Forrest Gump:

“Quando pensavo al viaggio avevo solo due riferimenti: il punto di partenza e il punto di arrivo. Avevo gli strumenti giusti con me e un atteggiamento positivo: ero sicuro che avrei superato qualsiasi difficoltà sulla mia strada. Citando Forrest Gump, quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare le mie cose, le facevo“.

Il suo viaggio a piedi

Jamie è partito da Vancouver nell’agosto del 2014. Ha attraversato di corsa i seguenti paesi:

  • Canada
  • Stati Uniti
  • Messico
  • Guatemala
  • El Salvador
  • Honduras
  • Nicaragua
  • Costa Rica
  • Panama
  • Colombia
  • Ecuador
  • Perù
  • Cile
  • Argentina

Cosa ha imparato da questo viaggio

Il suo viaggio si è concluso a Buenos Aires dopo 17 mesi e 17.000 km.

“Ho corso nelle foreste pluviali, sulle montagne e nei deserti. Sulla mia strada ho incontrato persone di tutti i tipi, ma tutte incredibilmente gentili e generose. L’unica ostilità che ho incontrato nei 17 mesi di viaggio sono stati i cani che mi inseguivano abbaiando e i procioni che provavano a rubarmi il cibo. Le persone mi hanno dato ospitalità, cibo, motivazione e supporto”.

Un’avventura di questo tipo cambierebbe profondamente qualsiasi persona, e Jamie non è un’eccezione:

“Ciò che ho imparato da questa spedizione è che siamo noi gli unici a decidere cosa siamo in grado di fare, e che tendiamo a sottovalutarci continuamente. L’aspetto più importante di questa avventura è quanto è in grado di cambiarti come persona”.

“Prima ero una persona che sognava ma pensava fosse impossibile, oggi sono diventato un uomo che mette continuamente alla prova i propri limiti. Quando comprendi che un paio di scarpe da corsa e una mente aperta sono tutto ciò di cui hai bisogno per raggiungere la felicità, allora il mondo diventa casa tua“.

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