C’è una sola grande differenza tra il turista e il viaggiatore

Photo by Perry Grone

Viaggiando, ho avuto modo di parlare dei più disparati argomenti con centinaia di persone di ogni età, sesso e nazionalità. Uno degli argomenti che più volte è venuto fuori, specialmente tra gli appassionati di viaggi, è la differenza tra essere un turista ed essere un viaggiatore.

È una discussione che accende gli animi e quasi sempre divide. Ho sentito persone parlare come se da un lato ci fossero loro, con le loro ragioni sicuramente migliori delle altre, e dall’altro gli altri quelli che stanno sbagliando tutto. Proprio per questo motivo, ho sempre odiato questo genere di discorsi.

Non mi piace definire le persone in base ad etichette, perché credo che ognuno di noi abbia una storia unica alle spalle e sia un essere umano inimitabile. Le scelte degli altri non andrebbero mai giudicate superficialmente, senza conoscere. E invece negli anni ho visto molti viaggiatori etichettare negativamente come “turisti” coloro che invece hanno semplicemente scelto uno stile di vita e di viaggio diverso dal loro.

La grande discussione: turista o viaggiatore?

Ma esiste davvero una differenza tra essere turisti e viaggiatori? Io credo di sì ma al tempo stesso sono convinto che la maggior parte delle persone non l’abbia colta davvero.

Perché ad ascoltare certe conversazioni o a leggere molte discussioni sui social network, sembra che siano due i fattori che determinano questa differenza:

  • il costo del viaggio;
  • la destinazione.

In tanti sono convinti che il turista sia semplicemente colui che può spendere tanti soldi, mentre il vero viaggiatore è quello che viaggia low cost. Il turista è chi visita certi luoghi definiti appunto “turistici” mentre il viaggiatore è chi parte per andare lontano ed esplorare zone impervie, spesso povere, con pochi visitatori occidentali.

La mia personalissima opinione è che questo modo di ragionare sia assolutamente sbagliato. Chi ragiona così si pone sullo stesso livello di coloro che giudicano superficialmente le altre persone e le inseriscono immediatamente in categorie mentali che considerano sacre.

Nel mio libro “Le coordinate della felicità“, scrivo:

Non siamo più persone, siamo categorie. Non esistono Marco o Maria, esistono Marco il benzinaio o Maria la zitella che a trentacinque anni è ancora single. Abbiamo permesso a semplici parole e numeri di definire ciò che siamo, quando la nostra essenza è qualcosa di molto più complesso e profondo.

È un modo di vivere e di interagire davvero assurdo e maledettamente superficiale quello che porta a rispondere che va tutto bene anche quando vorresti solo scappare il più lontano possibile.

Significa utilizzare parole vuote per esprimere pensieri vuoti, spacciandoli per la nostra identità.
Chi siamo veramente? La nostra data di nascita, la nostra professione, il nostro ceto sociale? Oppure siamo quello che facciamo, quello che ci rende felici, quello che diamo agli altri?

Vogliamo farci definire dal modo in cui ci guadagniamo da vivere o dalle nostre passioni? Era una visione utopistica e romantica della realtà. Un mondo senza maschere e quindi senza barriere, dove non ci si può nascondere dietro alle etichette.

Tratto dal mio libro, “Le coordinate della felicità

Ma allora, qual è la differenza tra essere un turista ed essere viaggiatore?

Come detto, io credo che questa differenza ci sia ma non riguardi il costo del viaggio, né tanto meno la destinazione. La vera, grande differenza è nel modo in cui una persona si comporta quando viaggia.

Secondo me porsi con rispetto e umiltà significa essere viaggiatori, mentre porsi con ignoranza, egoismo e un atteggiamento estremamente consumista significa essere turisti.

Forse non è una distinzione di immediata comprensione, quindi provo a spiegarla meglio.

Chi è il turista

Il turista è colui che consuma i luoghi che visita. È convinto che il mondo debba adattarsi alle sue esigenze, così quando viaggia non si preoccupa di nient’altro che del suo piacere. Si fa scattare foto con animali maltrattati e drogati, contribuisce alla distruzione dell’essenza di un luogo partecipando a tour che sfruttano le persone e mercificano le culture, compra cibo e prodotti che potrebbe anche acquistare a casa.

Per soddisfare il desiderio di avere foto “belle” dei suoi viaggi non si fa problemi a calpestare tradizioni millenarie, come le regole di accesso a un tempio buddhista in Thailandia oppure il divieto di scalare un antico vulcano del Centro America considerato sacro dalle popolazioni del luogo.

Il turista è un consumatore a casa ed è un consumatore in viaggio. Il turista è privo di consapevolezza: si muove, non viaggia, perché viaggiare vuol dire scoprire mentre il turista pensa solo a se stesso e al proprio piacere.

Chi è il viaggiatore

Il viaggiatore, invece, è colui che si immerge completamente nella realtà che il turista non vuole vedere. Il viaggiatore ha il solo obiettivo di scoprire ed è intenzionato a farlo portando il massimo rispetto per i luoghi, le tradizioni e la gente che incontra.

Come scrivo nel mio libro “Come una notte a Bali“, il vero viaggiatore visita un luogo con gli occhi di un bambino, l’animo di un viaggiatore e i modi di un gentiluomo al primo appuntamento.

È tutta una questione di rispetto e chi è rispettoso è un viaggiatore. Il viaggiatore è colui o colei che mangia cibo locale, parla con la gente del luogo, entra lentamente negli usi e costumi locali. Non consuma, ma si gusta lentamente ogni aspetto del nuovo che sta esplorando. Il viaggiatore va in profondità ma non lascia tracce del suo passaggio: cerca di produrre pochi rifiuti, cerca di tenere basso l’impatto del suo passaggio e soprattutto contribuisce attivamente a preservare un luogo.

Il viaggiatore è chi raccoglie mozziconi e rifiuti in plastica, che sia su una spiaggia della Puglia o di Bali. Perché il mondo non è di nessuno e quindi è di tutti.

Turista o viaggiatore? È solo una scelta

Come puoi capire, per me la differenza tra viaggiatore e turista è tutta una questione di approccio. La destinazione non c’entra nulla: ti assicuro che puoi benissimo essere un viaggiatore a Ibiza e un turista a Katmandu. Puoi spendere €500 per un viaggio con lo zaino in spalla ed essere comunque un turista che consuma, sporca e distrugge gli equilibri di un luogo, come fanno molti backpacker. Puoi spendere €2.000 per una viaggio nel quale però sei attento a non lasciare tracce del tuo passaggio e il tuo unico obiettivo è catturare tutta la bellezza che hai intorno senza volerla modificare o intaccare.

Io credo che essere turisti o essere viaggiatori sia soltanto una scelta. Sta a te scegliere come comportarti e in che categoria rientrare, se per te è una cosa importante.

Non giudico questa scelta, ma una cosa te va detta: il mondo, oggi, non ha bisogno di altri turisti spreconi e maleducati, ma di esploratori umili e rispettosi, persone che si connettano con altre persone, assaggino piatti locali, sorridano e siano disponibili a imparare. Persone capaci di non lasciare traccia del loro passaggio, solo bei ricordi.

Il mondo ha un disperato bisogno di viaggiatori.

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