L’importanza di ribellarsi

Ribellarsi è la chiave per la tua felicità. In questa società che ci vuole tutti uguali e ugualmente infelici, devi trovare la forza di dire “no”. Solo così puoi iniziare un percorso che è tuo e di nessun altro.


Un’automobile costosa e una casa in centro. Un lavoro sicuro e ben pagato, anche se maledettamente noioso. Il sabato sera a cena fuori e la domenica pomeriggio a guardare la partita in tv. Il desiderio di avere sempre più soldi e la sensazione di non averne mai abbastanza.

Se questa è la tua idea di felicità, puoi stare tranquillo: nessuno ti giudicherà in modo negativo. Se vai in giro a dire che tutto questo è ciò che ti rende felice non vedrai espressioni perplesse, né avrai l’impressione che qualcuno rida sotto i baffi. Questa è l’idea di felicità accettata nel mondo occidentale. È la normalità, e nessuno ha paura di ciò che è normale.

Il pericolo di essere diversi

Invece se la forma della tua felicità si discosta da quella della maggior parte delle persone, diventa molto difficile poter continuare a inseguire i tuoi sogni. Perché se è vero che il normale non fa paura, è altrettanto vero che tantissimi sono terrorizzati dal diverso.

Ribellarsi è pura follia per milioni di persone che hanno una paura totale di qualunque cambiamento, piccolo o grande che sia. Sono tutti molto bravi a condividere il discorso di Steve Jobs sull’essere folli e affamati. A parole sono tutti sostenitori della libertà di essere, pensare e realizzarsi. In teoria nessuno ti direbbe mai che non puoi essere te stesso. La realtà è ben diversa.

E se avessero ragione i sognatori?

Hai la libertà di essere felice solo se la tua felicità rientra nei canoni tradizionali. Le apparenze curate e uno stile di vita rispettabile secondo i canoni stabiliti da chissà chi. Se ti comporti bene e segui le regole non scritte del modo giusto di stare al mondo, hai tutto l’appoggio necessario.

Se invece desideri una vita alternativa, ti scontri fin da subito contro un muro: quello che le persone costruiscono per difendere le loro certezze da tutto ciò che è diverso.

Hanno paura di chi è disposto a rinunciare a ogni sicurezza per cercare la felicità altrove. Sono terrorizzati dalle scelte di vita alternative, specialmente perché temono di dover mettere in discussione le loro di scelte, quelle che teoricamente dovrebbero essere sicure e “giuste” ma che spesso non lo sono.

C’è chi vive per fermare i tuoi sogni di felicità

A molti di loro capita almeno una volta di chiedersi ciò che mi chiedo anche nel mio libro “Le coordinate della felicità”: e se avessero ragione i sognatori? E a quel punto, in preda alla paura, possono fare una sola cosa: impegnarsi a fermare qualsiasi cambiamento, anche quelli che non li riguardano personalmente.

Amici, famigliari, conoscenti… quasi tutti hanno una mentalità molto ristretta e una gran voglia di giudicare. Individui che trovano un problema per ogni soluzione e non vedono l’ora di poter pronunciare parole piene di risentimento e negatività: “Te lo avevo detto! Ribellarsi è sbagliato, la vita va accettata“.

La trappola della negatività

Sono bravi, glielo riconosco. Sono bravissimi nelle loro operazioni di disturbo, nei loro continui tentativi di screditare, demoralizzare e creare ostacoli di ogni tipo. E nella maggior parte dei casi riescono nel loro intento, perché dopo un po’ smetti di crederci anche tu.

Ti chiedi se non sia da ingrati ribellarsi, vendere tutto, licenziarsi e partire per il giro del mondo. Se non sia effettivamente troppo rischioso partire per un viaggio zaino in spalla da sola. Se forse non sia il caso di mettere la testa sulle spalle e rinunciare al sogno di trasferirsi a Bali per cambiare vita. Se non sia assurdo cercare un lavoro in remoto per poter riprendere in mano la propria vita.

Non farlo. Non cadere nella loro trappola della negatività. Se senti che la tua felicità si trova lontano dai percorsi di vita tradizionali, dovresti compiere un gesto fondamentale: ribellarti.

Due opzioni: ribellarsi o non realizzarsi

Se le persone che fanno parte della tua quotidianità non ne vogliono sapere dei tuoi sogni alternativi o del tuo desiderio di cambiare vita, hai due opzioni: puoi abbassare la testa, accettare di non realizzarti mai e accontentarti di un’esistenza che non hai scelto consapevolmente, oppure puoi ribellarti.

Un gesto forte che rappresenti una chiusura con il passato e l’inizio di un nuovo corso. Un gesto per andare a prenderti la tua libertà e la tua felicità. Questo significa ribellarsi.

Pensa ai viaggiatori, ai veri viaggiatori. Persone che sono partite contro il parere di tutti e hanno sfidato l’ignoto per scoprire cosa c’era oltre l’orizzonte. Quelli che hanno solcato mari in burrasca e hanno scalato montagne imponenti. Se avessero dato retta a chi gli faceva l’elenco dei rischi che avrebbero incontrato, non sarebbero mai partiti.

Non avrebbero mai rischiato ma non si sarebbero mai realizzati.

Per te è lo stesso. Potenzialmente, la vita di ognuno di noi può essere un viaggio meraviglioso. Puoi scegliere di partire oppure restare fermo. Puoi scegliere di metterti in gioco per soddisfare il tuo bisogno di scoperta oppure puoi arrenderti a un’esistenza dove tutto è programmato, scontato e banale. Puoi scegliere di fare o criticare, vivere o sopravvivere.

Ci vuole coraggio ad essere ribelli

Non so dirti come puoi trovare la felicità ma posso dirti che quando ci sono di mezzo la tua vita, i tuoi sogni e la tua serenità, dovresti essere tu a decidere. E se hai tutto il mondo contro, se tutti vogliono che tu faccia o sia qualcosa che ti deprime, l’unica opzione che rimane è ribellarsi.

Non sarà facile. Dovrai superare i pregiudizi, le opinioni non richieste, le chiacchiere alle tue spalle; dovrai reggere alla pressione di essere solo su una strada che va nella direzione opposta rispetto a quella su cui si trovano tutti gli altri. Dovrai imparare ad amare te stesso perché non potrai contare su nessun altro.

Dovrai essere un ribelle in una società di individui fatti con lo stampino, indistinguibili l’uno dall’altro. Ti sentirai diverso, strano, fuori posto. Arriverai a maledire il tuo animo avventuroso. Ma se resisterai, sarai per sempre grato a te stesso per aver trovato il coraggio di cambiare.

Non è facile ribellarsi, ma è necessario se vuoi vivere a pieno

Tra le tante cose che avevo imparato dal mio percorso ce n’era una che ritenevo particolarmente significativa: il futuro appartiene ai ribelli. Chi ragiona secondo schemi tradizionali non ha prospettive in questo mondo che cambia ogni secondo e si muove in una direzione completamente opposta al passato. Gli schemi sono saltati, probabilmente per sempre.

L’idea di seguire il libretto di istruzioni dei nostri genitori non è più valida: una laurea non fa apparire come per magia un lavoro ben pagato e dignitoso e non sarà certamente il politico di turno a darci la possibilità di realizzarci. Viviamo in nazioni indebitate fino al collo. Per quanto sia triste, non possiamo contare su nulla, non possiamo affidarci alle istituzioni per uscire da una crisi che non ha alcun motivo di cessare. Che tu sia giovane o meno giovane, uomo o donna, credente o ateo, il futuro è solo nelle tue mani. Il che fa paura, ma è anche una bellissima notizia.

Dal mio libro, “Le coordinate della felicità

Non sarà facile, anzi, sarà maledettamente difficile, ma ci sono cose per cui vale la pena soffrire, andare a dormire stravolti e svegliarsi sapendo di dover combattere un’altra battaglia.

Si lotta con questa forza per restare vivi quando la morte incombe, è il nostro spirito di sopravvivenza. Ma si dovrebbe combattere con la stessa intensità anche quando si è vivi e vegeti ma non ci si vuole accontentare di sopravvivere.

Ribellarsi significa andare a prendersi la propria felicità

Se vuoi vivere alla grande, essere felice e sentirti realizzato, devi imparare il valore della ribellione.

Ribellati, anche nelle piccole cose della vita di tutti i giorni. Non sei obbligato a divertirti il sabato sera, se non vuoi. Non sei obbligato a trascorrere la tua estate sotto un ombrellone su una spiaggia affollata, se non è ciò che vuoi.

Nessuno può costringerti a frequentare sempre le stesse persone, se non hanno altro che negatività da offrirti. Non esistono catene che ti leghino a una città o a un lavoro: sono limitazioni mentali, se non ti piace il luogo in cui ti trovi puoi spostarti.

Prendi in mano la tua vita e portala nella direzione che ti fa sorridere. Non so dirti quale forma abbia la tua felicità: solo tu puoi saperlo. Ma posso dirti che non esistono scorciatoie per la felicità e per raggiungerla, a volte, devi trovare la forza di ribellarti.

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