Un incidente mi ha portato via una gamba, ma non la voglia di vivere e sorridere

IG @paola_antonini

Ci sono persone che di fronte a ogni piccolo problema della vita non fanno altro che lamentarsi, piangersi addosso e dare la colpa alla sfortuna. Spesso sono le stesse che quando non hanno scuse a cui aggrapparsi se le inventano, pur di non ammettere la realtà dei fatti: se la loro vita è infelice, la colpa è solo loro.

Perché ci sono persone che hanno molto meno, eppure riescono a vivere molto più intensamente. È una delle più grandi lezioni di vita che impari viaggiando, quella che racconto in vari capitolo del mio libro “Le coordinate della felicità“: quando metti il naso fuori dalla tua comfort zone ti rendi conto di quanto sei fortunato e quanto ciò per cui ti lamenti di solito non siano altro che una serie di stupidaggini.

Ci sono persone che lo capiscono viaggiando e altre che invece sono naturalmente grate. Sono coloro che non si abbattono mai e vedono sempre il lato positivo degli eventi della vita, anche quando gli succede qualcosa di tremendo. Per quanto sia brutta la notizia, finché sono vivi si sentono riconoscenti perché anche il “semplice” fatto di esserci è un dono.

Paola Antonini è una di queste persone. È una ragazza brasiliana che ha subito una disgrazia per cui tanti avrebbero pensato di non poter mai più essere felici. Lei, invece, ha deciso di trasformare qualcosa di tremendo nella giusta motivazione per vivere ancora più intensamente.

La storia di Paola Antonini

Paola è una giovanissima modella brasiliana e la sua vita sembra semplicemente perfetta. Ama il suo lavoro perché le consente di viaggiare in giro per il mondo, è sempre sorridente e solare e soprattutto è grata per tutte le opportunità che la vita le riserva.

Sul finire del 2014 trascorre il Natale con i famigliari e inizia a pianificare il suo 2015. Pensa a dove andrà, cosa farà, quali persone incontrerà. Le sembra che tutto sia perfetto, nulla può andare storto.

A volte, però, il destino ha in serbo delle svolte inaspettate per il nostro percorso. La sera del 27 dicembre 2014, Paola è in automobile con il suo fidanzato e alcuni amici. Stanno andando a Rio, dove festeggeranno il Capodanno. A un certo punto, una delle tante auto che scorrono veloci nella direzione opposta invade la loro corsia.

È una questione di secondi, di respiri trattenuti, di paura viscerale. E poi, il buio.

Paola Antonini e quell’incidente che cambiò la sua vita

Quando riprende conoscenza, Paola è in un letto di ospedale. Qualcuno le spiega che l’auto ha centrato in pieno il sedile del passeggero, dove era seduta. L’incidente è stato devastante, le spiegano, e ci sono volute 13 ore di sala operatoria per salvarle la vita.

Intorno a lei ci sono amici e famigliari. Hanno un’espressione seria e traumatizzata. Paola vuole sapere cosa succede, ma nessuno risponde alle sue domande. Poi un medico si fa avanti e le comunica ciò che mai avrebbe potuto immaginare: “Per salvarti la vita siamo stati costretti ad amputarti una gamba“.

IG @paola_antonini

Amare la vita, ancora di più

A 21 anni, il mondo le crolla addosso: non ha più la gamba sinistra, non potrà più fare la modella e sarà costretta a vivere il resto dei suoi giorni con gli incubi di quella maledetta notte.

O almeno, questo è il modo in cui reagirebbero molte persone, ma non Paola. Dopo lo shock iniziale, decide che non si arrenderà alla desolazione. Non passerà il resto dei suoi anni nella tristezza a dare la colpa alla sfortuna e pretendere di essere compatita.

Non appena esce dall’ospedale, Paola ha le idee chiare: continuerà a vivere al massimo, come ha sempre fatto. Anzi, più di prima.

IG @paola_antonini

“Ho capito quanto è fragile la vita”

Le persone si aspettano di vederla su una sedia a rotelle, ma lei si mette in testa di camminare fin da subito sulle stampelle. Ma soprattutto, chiunque si aspetta di vederla indossare solo pantaloni lunghi per coprire la protesi. C’è chi pensa: era una così bella ragazza…  E lei risponde indossando gli shorts. L’attenzione si sposta dalla protesi al suo bellissimo sorriso.

Molti chiedono a Paola che piani abbia per dopo l’incidente e lei risponde con sicurezza: continuerò a fare la modella. C’è chi pensa che sia impazzita, perché non si è mai vista una modella senza una gamba. E allora lei si dice che sarà la prima modella con una protesti.

Il suo atteggiamento positivo lascia tutti di sasso. Nessuno si aspettava un tale entusiasmo e una così grande voglia di vivere, non dopo quello che le è successo. Così, Paola scrive un messaggio sui suoi social network.

Anche se viviamo in un mondo in cui la ricerca della bellezza spesso prevale, non c’è stato un momento in cui sia stata sopraffatta o rattristata dopo l’intervento (durato 13 ore). In momenti come questo ti rendi conto di quanto la vita più forte e importante di qualunque altra cosa e capisci ciò che conta davvero. Vedi quanto è fragile e sorprendente la vita. E sei grata di essere viva.

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Amare la vita, sempre e comunque

Il messaggio di Paola è subito diventato virale in Brasile, perché è un inno alla vita, alla felicità e al non arrendersi mai.

“Ho smesso di dare valore alle cose che un tempo ritenevo così essenziali e ho iniziato ad apprezzare i più piccoli dettagli e i progressi della vita di tutti i giorni (cose che prima mi sembravano così stupide). Dobbiamo amare e vivere come se il domani fosse incerto. In momenti come questo scopri che lo è davvero, e che ogni giorno è inestimabile. Ringrazio Dio per la vita che mi ha donato, se un ostacolo è arrivato, è perché sapeva che avevo la forza di superarlo“.

Sono passati più di cinque anni dall’incidente e oggi Paola non è solo una modella, ma una fonte di ispirazione per milioni di persone. Non ha mai smesso di fare ciò che ha sempre fatto, non ha mai smesso di sorridere e di viaggiare, la sua grande passione.

La sua è una storia di resilienza è la dimostrazione che niente può fermarci davvero in questa vita, che nulla è definitivo finché possiamo respirare. Quando ci lamentiamo per le piccole stupidaggini della quotidianità, dovremmo pensare che da qualche parte c’è chi ha molto meno di noi, ma riesce ad avere molto di più: il sorriso sulle labbra.

Nonostante la sfortuna e le ingiustizie, quelle vere. Chiunque tu sia, ti auguro di aver trovato ispirazione nella storia di Paola. E ricorda sempre: il vero fallimento non appartiene a chi è caduto, ma a chi ha smesso di volersi rialzare. La capacità di trovare la propria felicità nei momenti più duri è ciò che determina il tuo vero valore umano.

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