I 5 consigli sulla felicità dell'”uomo più felice del mondo”

Matthieu Ricard è un monaco buddhista che è stato definito “l’uomo più felice del mondo“. Nato in Francia e laureatosi nel 1972 in Genetica delle Cellule, Matthieu visse una crisi esistenziale che lo portò fino alle pendici dell’Himalaya.

Lì chiese di essere ammesso in un monastero buddhista con l’intenzione di sperimentare la vita monastica e alla fine ci rimase per 13 anni, diventando anche l’interprete francese del Dalai Lama.

Da oltre quarant’anni vive in Tibet, ma qualche anno fa ha accettato di partecipare a un esperimento dell’Università del Wisconsin. Il soggetto della ricerca? La felicità.

I ricercatori hanno radunato un gran numero di persone da tutto il mondo, con professioni, ceto sociale, età e ricchezza differenti. Hanno effettuato studi approfonditi sulla zona del cervello responsabile dell’emozione positiva, ovvero della felicità: fino a quel momento il livello di emozione positiva massima era stato registrato a 0.30.

Matthieu fece registrare 0.45, un parametro che gli valse il titolo di uomo più felice del mondo.

I 5 consigli sulla felicità dell’uomo più felice del mondo

Se segui il mio blog, sai bene che io non credo che la vita sia una questione di numeri. Come spiego anche nel mio libro “Le coordinate della felicità“, la vita è poesia, non matematica. Eppure è innegabile che Matthieu Ricard sia una persona profondamente serena e in pace con se stessa.

Come ha fatto a raggiungere questo stato di beatitudine? Certamente la scelta buddhista lo ha aiutato. Il buddhismo, inteso come stile di vita e non come religione fatta di dogmi e regole, può rasserenare animo, mente e corpo. L’ho visto con i miei occhi e l’ho provato sulla mia pelle vivendo e viaggiando a lungo in Asia.

L’origine della sua felicità, comunque, non è poi così importante, perché in fondo ha una forma diversa per ognuno di noi. Ciò che conta è l’insegnamento che un uomo evidentemente molto felice può condividere con il mondo. Fortunatamente Matthieu lo ha fatto: ecco i suoi 5 consigli per vivere più felicemente.

1. Non ti preoccupare di ciò che non puoi risolvere

“Che senso ha preoccuparsi? Quando c’è una difficoltà o un ostacolo sulla tua strada hai due possibilità: se c’è una soluzione, mettila in pratica senza pensarci; se non c’è una soluzione non c’è nessun senso a preoccuparsi! Rilassati e pensa ad altre cose da fare”

2. Allenati per una vita felice

“Servono diverse cose per avere una vita felice, che funzioni in modo ottimale. Fattori come l’attenzione, l’amore, la pace interiore, la libertà interiore… Ma tutto questo deve essere appreso proprio come si impara a giocare a scacchi o a leggere. Sappiamo che si può diventare più bravi in queste attività allenandoci costantemente, ma al tempo stesso non si può pensare di diventare improvvisamente felici senza fare niente. È come dire: non voglio esercitarmi al pianoforte ma voglio suonare come i grandi maestri. Non puoi migliorare le tue abilità senza allenamento, e per la felicità è la stessa cosa: allenati ad essere felice.”

3. Trova la tua fiamma

“Quando avevo vent’anni ero molto confuso. Mi chiedevo quali abilità dovessi migliorare, cosa dovessi fare per essere felice, per essere grato di essere vivo. Credo che porsi queste domande sia fondamentale, soprattutto per i giovani. I giovani vengono presi e trascinati in tutte le cose che devono fare nella loro vita. A volte le fanno consapevolmente, a volte no. Ma arriva un punto in cui ti devi fermare e devi chiederti: cosa è davvero importante? Dopo questa domanda emergerà qualcosa dentro di te. È importante trovare quella fiamma che dia un senso alla tua vita, e potrebbe essere dove meno te l’aspetti. Ma ti assicuro che da qualche parte c’è. C’è qualche attività, qualche area, dove ti senti davvero felice. Inizia a cercarla.”

4. La felicità è di tutti

“Adotta la filosofia dell’amore altruistico, l’idea che le persone trovino la felicità nella felicità altrui. Perché? Perché no! Perché non dovresti volere che tutti siano felici? Perché mai dovremmo escludere qualcuno dalla felicità? Perché il punto è che non c’è bisogno di menzogne, odio e violenza per fare in modo che tutti siano felici. Facendo cose orribili non puoi essere felice e non puoi rendere felici gli altri. Essere felici significa essere compassionevoli, liberi dalla sofferenza, dalla fame, dall’arroganza, dal narcisismo. L’altruismo e la compassione non significano perdonare chiunque. Non vuol dire andare da un dittatore sanguinario e perdonare tutte le cose tremende che ha fatto. Essere compassionevoli significa cercare la radice della sofferenza e strapparla via. Anche così trovi la felicità.”

5. Sii di aiuto

“Ovunque io vada nel mondo, cerco di essere aiuto a qualcuno. Perché? Perché io starei benissimo anche nel mio monastero sull’Himalaya, non avrei alcun motivo per muovermi. Ma se lo faccio, lo faccio per essere di aiuto agli altri. Quando fate qualcosa, cercate di farlo per essere di aiuto a qualcun altro. Altrimenti, indipendentemente da ciò che fate, state perdendo tempo.”

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