Dedicato a te che vorresti viaggiare ma non puoi farlo

Photo by Bundo Kim

Per molte persone è normale preparare la valigia, uscire di casa, salire su un aereo e ritrovarsi in un’altra parte del mondo. Così iniziano i viaggi di milioni di persone, perché oggi viaggiare è alla portata di tanti.

È diventato “normale” viaggiare, lo si dà quasi per scontato. Ma non lo è. Per molti, viaggiare resta un sogno.

E non parlo solo di chi vive in uno di quei paesi dal quale non può allontanarsi, intrappolato in una foresta burocratica studiata appositamente per far sempre mancare un visto, un timbro o un nullaosta.

Viaggiare serve anche a questo: renderci conto di quanto siamo fortunati noi che abbiamo passaporti che ci aprono le porte di ogni nazione. C’è chi, anche volendo, non può uscire dai propri confini nazionali. Quando le incontri, queste persone, capisci di essere nato nella parte “giusta” del mondo. E così, viaggiando, impari il valore della gratitudine.

Ma anche senza spostarci troppo lontano dal nostro paese, ci sono tante persone che non possono viaggiare.

E magari lo vorrebbero, forse è esattamente ciò di cui avrebbero più bisogno. Però non possono farlo, ci sono cause più grandi del loro desiderio che le bloccano, impedendogli di scoprire il mondo e avviare quello straordinario processo di crescita personale che è il viaggio.

Per loro, questo periodo dell’anno è il peggiore. Perché tutti sono in partenza, felici e spensierati. Le città si svuotano, la gente se ne va in spiaggia o a scoprire luoghi lontani e affascinanti. E tu che sei rimasto dove sei sempre, potresti sentirti strano, diverso, isolato.

C’è chi vorrebbe viaggiare… ma non può

C’è chi vorrebbe viaggiare ma non può farlo a causa di una persona cara che ha bisogno di aiuto e supporto. In quei casi, non ci sono viaggi che tengano, le solite priorità vengono stravolte e se ne creano subito di nuove.

C’è chi vorrebbe viaggiare ma si trova in un periodo difficile della propria vita. Magari non ha i soldi per farlo oppure deve preoccuparsi di qualcosa che non si può rimandare. Magari i soldi li ha ma non ha un lavoro e allora non vuole partire con un tale peso emotivo addosso.

C’è chi vorrebbe viaggiare ma deve prendersi cura di sé. C’è chi è malato e ogni giorno porta avanti la sua personale battaglia, quella più importante di tutte.

E c’è chi vorrebbe viaggiare ma, molto semplicemente, d’estate deve lavorare. Mentre tutti saranno al mare a prendere il sole, loro saranno chiusi dentro uffici, ospedali, negozi, ristoranti. A sognare il momento in cui anche loro, finalmente, potranno mollare tutto e partire.

Questo articolo è dedicato a tutti voi, a chi vorrebbe ma non può partire. E si chiude con un invito e un augurio.

Imparare a viaggiare senza dover partire

L’invito è di imparare a viaggiare senza partire fisicamente. Il viaggio, nella sua concezione più pura, non è certamente il mero spostamento dal punto A al punto B. Il viaggio è scoperta, crescita, vita fuori dalla comfort zone. Tutto questo puoi farlo anche senza dover lasciare il posto in cui vivi. Certo, non è facile, ma si può fare.

Lo so per esperienza personale perché anni fa, quando mi sono ritrovato a dover ripartire da zero a Torino dopo essere stato costretto a lasciare la città che sentivo mia (Vancouver, ne parlo nel capitolo “E ora?” del mio primo libro), avevo due scelte: abbattermi e deprimermi oppure reagire.

Non potendo viaggiare fisicamente, ho deciso di viaggiare con la mente.

Come si fa? Posso dirti quello che ho fatto io: ho guardato film di viaggio, ho partecipato a diversi incontri con dei volontari mormoni americani per allenare il mio inglese, ho ascoltato buona musica e assistito a concerti di band sconosciute, ho conosciuto persone mai viste prima ma con cui condividevo l’essere bloccato in città.

E soprattutto ho letto. Ho letto decine di libri in pochi mesi, divorando tutto ciò che mi capitava sotto mano. Così ho scoperto che leggere è davvero una forma primordiale di viaggio (e se cerchi una storia di vita e di viaggio per quest’estate, ti consiglio un libro: “Come una notte a Bali).

Tornerai a viaggiare, te lo assicuro

L’augurio, invece, è di tornare a viaggiare il prima possibile. E visto che sono una persona che crede nella forza dei sogni e del cambiamento, voglio trasformare questo augurio in una previsione: sì, tornerai a viaggiare. Te lo assicuro, caro amico o cara amica che seguendo questo blog potresti aver pensato “maledizione, quanto vorrei poter partire”.

Lo farai.

Presto o tardi, sarai con uno zaino leggero sulle spalle e il cuore pieno di felicità. Non importa chi tu sia, come tu stia fisicamente, quali siano i tuoi problemi, quale sia la tua età e quali i motivi per cui sei bloccato dove sei ora. Tornerai a viaggiare. Nel frattempo, però, fatti un favore: non smettere di vivere.

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