3 step concreti per cambiare vita se hai meno di 30 anni

Photo by Arthur Edelman

L’ho scritto più volte su questo blog: se vuoi cambiare vita, hai meno di 30 anni e non vivi una situazione realmente invalidante, non hai scuse. Le possibilità sono infinite, non solo perché hai il tempo dalla tua parte, non solo perché sei nel periodo di massima forma fisica, non solo perché hai meno responsabilità e puoi quindi permetterti di fallire e ricominciare da capo.

Se hai meno di 30 anni, hai una possibilità che non dovresti lasciarti sfuggire: il Working Holiday Visa. È un visto che permette agli under 30 di vivere e lavorare in Australia e Nuova Zelanda per un anno e in Canada per sei mesi (qui l’età massima è di 35 anni).

Nel mio libro “Le coordinate della felicità” racconto le due esperienze che ho avuto con il Working Holiday Visa. La prima è stata in Australia, dove arrivai subito dopo aver lasciato l’Università, senza alcun piano se non quello di trovare risposte alle mie domande sulla felicità. Ci sono rimasto poco meno di un anno, in cui ho svolto tanti lavori diversi, ho viaggiato tra oceani, deserti e metropoli, ho convissuto con due perfetti sconosciuti che sono diventati amici e ho capito che per me la felicità fa rima con libertà.

In Canada, invece, arrivai a 23 anni. Avevo una maggiore consapevolezza e più fretta, dal momento che il visto dura solo sei mesi. Anche in quella nazione svolsi diversi lavori e grazie all’atmosfera rilassata e sognante di Vancouver compresi che avrei potuto fare tutto ciò che volevo della mia vita. Non dovevo arrendermi, così giovane, all’idea di vivere per lavorare e consumare.

Queste due esperienze sono state importantissime per me. Mi hanno insegnato preziose lezioni di vita, hanno contribuito a farmi crescere come persona, mi hanno insegnato il valore di uscire dalla propria comfort zone, mi hanno trasformato da turista a viaggiatore e mi hanno aperto gli occhi su un mondo che nella mia quotidianità torinese non avrei mai e poi mai potuto scoprire.

Ecco perché oggi consiglio di seguire questi tre step a tutti coloro che hanno meno di trent’anni e il forte desiderio di cambiare vita.

3 step per cambiare vita se hai meno di 30 anni

1. Fai un corso di inglese all’estero

Conoscere l’inglese, al giorno d’oggi, è semplicemente fondamentale. Purtroppo ho sempre avuto l’impressione che in Italia siano in pochi a rendersene conto, forse perché convinti di poter sopravvivere per sempre grazie alla nostra cultura così vasta e antica. Si tende a snobbare l’inglese nel nostro Paese, ma quando esci dai confini nazionali ti rendi conto che se non sai esprimerti e capire questa lingua ti isoli da un mondo che sta andando avanti velocemente e senza aspettare nessuno.

Se vuoi fare un’esperienza di vita all’estero, devi sapere l’inglese. Non ci sono scuse e non ci sono alternative. Se non sai l’inglese ti ritrovi isolato in un posto dove la gente può approfittarsi di te. Soprattutto, non puoi goderti a pieno nulla, perché non puoi comunicare con gli altri, fatichi a fare nuove amicizie e a espandere i tuoi orizzonti mentali.

Il mio consiglio per imparare l’inglese ottimamente è di fare un corso di inglese all’estero. Io lo feci a Perth qualche settimana dopo essere arrivato in Australia e fu utilissimo. Personalmente consiglio i corsi di Kaplan International Languages, una delle scuole più quotate al mondo. Kaplan è rinomata proprio per i corsi di inglese all’estero e offre la possibilità di studiare in sedi sparse in tutto il mondo, tra cui le tre nazioni del Working Holiday Visa: Australia, Nuova Zelanda e Canada.

Questo è un buon piano per chi vuole fare un’esperienza all’estero ma non sa bene l’inglese:

  • partire per l’Australia, diciamo per Melbourne;
  • arrivare con un visto studentesco e frequentare un corso di Kaplan. Ce ne sono per tutti i livelli, da chi non parla una parola di inglese a chi ha già una buona conoscenza ma vuole prendere attestati richiesti per iscriversi all’università o per svolgere lavori specializzati;
  • godere al massimo dell’esperienza del corso di inglese, che non è solo un modo per imparare la lingua ma anche per conoscere tante persone da ogni parte del mondo;
  • concludere il corso e attivare il Working Holiday Visa;
  • iniziare a vivere e lavorare potendo contare su una conoscenza della lingua inglese ottimale.

Un corso di inglese è il modo migliore per iniziare un’esperienza di vita all’estero. Per almeno tre motivi:

  1. Ti dà il coraggio di partire. Sapere che nelle prime settimane lontano da casa avrai un corso da frequentare rende tutto più facile.
  2. Ti aiuta a uscire dalla tua comfort zone. Ogni giorno dovrai interagire con perfetti sconosciuti. Per me fu un processo di crescita personale molto importante.
  3. Ti fa conoscere nuove persone. Ti ritrovi in una classe con persone da ogni parte del mondo che si trovano nella tua stessa situazione. Stringerai amicizie e magari, come succede a tanti, con gli altri studenti finirai per dividere una casa in affitto o partire per un viaggio on the road.

Se non sai da dove partire, dai un’occhiata ai corsi di Kaplan International English. Un corso d’inglese all’estero è un ottimo investimento su te stesso, sotto ogni punto di vista.

2. Vivi, lavora e risparmia per almeno 6 mesi

Il secondo step è iniziare a lavorare in quella nuova nazione. All’inizio non è facile buttarsi in situazioni completamente nuove, regolate da abitudini e tradizioni completamente differenti rispetto alle nostre. Ma il bello di vivere un’esperienza all’estero, in una nazione con un’economia più forte della nostra, è che avrai la possibilità di cambiare lavoro molte volte. In Australia ho iniziato come kitchen hand, ovvero come tuttofare in cucina. Poi sono stato assunto come cameriere in un locale che si affacciava sulla spiaggia e sull’Oceano Pacifico. Poi ho lavorato in una fabbrica come operaio. In Canada ho lavorato prima in un grande panificio, poi come pizzaiolo in un locale in centro.

Ognuna di queste esperienze mi ha fatto crescere tantissimo. Ogni singola ora passata a lavorare all’estero ha contribuito a darmi più forza e consapevolezza. Mi ha svegliato, tirandomi fuori da quella zona di comfort tipica di molti giovani italiani. Quel limbo in cui ti sembra di non avere un futuro e dopo un po’ ti passa anche la voglia di cercare di costruirtene uno.

Ma lavorare per almeno sei mesi in una nazione come l’Australia, il Canada o la Nuova Zelanda ha anche effetti molto pratici: ti consente di guadagnare soldi e metterli da parte. Fare ciò che alle nostre latitudini è difficile fare. Così diventi indipendente dalla tua famiglia e puoi iniziare a prendere decisioni senza dover chiedere il permesso a nessuno.

3. Viaggia con i soldi che ti sei guadagnato, rifletti e trova le tue “coordinate”

L’ultimo step riguarda il viaggio. Uno degli aspetti più positivi del Working Holiday Visa è la possibilità di risparmiare per poter viaggiare. Con i soldi che riesci a mettere da parte in un anno di duro lavoro in Australia, puoi viaggiare per un anno intero nel sud-est asiatico. Se segui questo blog, sai bene che per me viaggiare è un processo di crescita. È una ricerca costante della propria felicità. Ecco perché il terzo step è utilizzare il denaro guadagnato all’estero per fare un lungo viaggio, uno di quelli in cui ti senti leggero e spensierato e puoi finalmente ritagliarti del tempo per riflettere su te stesso, sul tuo futuro e su ciò che ti rende felice.

Io ho fatto proprio così ed è stato anche grazie a questo percorso attraverso due Working Holiday e i successivi viaggi in Asia che sono riuscito a trovare le coordinate della felicità. Se ti senti perso e incompreso, se non sai cosa fare della tua vita, ti consiglio di seguire questi tre step.

Parti, impara l’inglese, esci dalla tua comfort zone, lavora, risparmia, viaggia e rifletti. Magari deciderai di fermarti a vivere dall’altra parte del mondo, magari tornerai a casa con le idee più chiare, magari deciderai di smettere di seguire i piani che altri hanno fatto per te e iniziare a seguire solo i tuoi.

Non importa a quali conclusioni giungerai: questa esperienza ti cambierà per sempre la vita.

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