6 motivi per cui dovresti prenderti un anno sabbatico

Photo by Toa Heftiba

Nella vita è fondamentale prendersi delle pause. Serve per apprezzare appieno ciò che si ha, tornare più carichi di prima e trovare le risposte a quelle domande che a volte ci tormentano.

D’altronde, a chi non è capitato almeno una volta di sentirsi travolto dagli eventi e chiedersi se la direzione sia quella giusta? È normale perdere la bussola in una vita molto piena e stressante, che scorre via senza lasciare il segno. È una sensazione di soffocamento che anche io provavo qualche anno fa: le giornate scorrevano velocemente e avevo la sensazione di non riuscire a valorizzarle. Arrivavo alla sera chiedendomi come potessi aver sprecato un’altra occasione per fare qualcosa di memorabile, che mi facesse sentire vivo.

Come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità”, sono giunto alla conclusione che l’unica soluzione per ritrovarsi, oppure semplicemente per scoprirsi per la prima volta, sia staccare.

Ci sono tanti modi per farlo, e uno di questi è certamente viaggiare. Lo si può fare per brevi periodi ma ciò che consiglio a chiunque si senta “stretto” nella sua vita è di trovare il modo di concedersi almeno una volta un lungo periodo dedicato solo al viaggio.

Nello specifico, il mio consiglio è di fare di tutto per trovare il modo di prendersi un anno sabbatico (se non sai come farlo dal punto di vista economico ti consiglio di leggere questo articolo).

Ci sono tanti ottimi motivi per fermarti e al tempo stesso partire. Ne ho scelti sei.

6 motivi per cui dovresti prenderti un anno sabbatico per viaggiare

1. A volte la vera follia è restare

Si tende spesso a ritenere grandi egoisti coloro che mollano tutto e partono per lunghi viaggi. Vengono visti come persone che non hanno il coraggio di affrontare la realtà e i problemi della vita quotidiana e quindi scappano, non per trovare qualcosa ma per evitare le responsabilità. Questo giudizio sommario spaventa molti dal prendersi un semplice anno sabbatico per fare ciò che desiderano: hanno paura di essere additati come deboli e codardi.

Ma la realtà è ben diversa.

Chi giudica è spesso mosso dall’invidia e dalla mancanza di coraggio, si tratta di individui che ragionano secondo il principio del “se non posso farlo io, non deve farlo nessuno“. Ma prendersi un anno sabbatico serve, tra le altre cose, proprio a fregarsene del giudizio altrui.

Nessuno può dirti se quello che stai facendo è giusto o sbagliato: puoi saperlo solo tu. E in molte situazioni, fermarsi e continuare a vivere un’esistenza triste e piena di dubbi non significa avere coraggio, al contrario. Ho imparato sulla mia pelle (e ne parlo in vari capitoli del mio libro) a volte la scelta giusta è partire mentre restare significa sbagliare.

Se vuoi prendere un anno sabbatico, fallo: potrebbe essere la decisione migliore della tua vita.

2. Al tuo ritorno non sarà cambiato niente, sarai cambiato solo tu

Capita a tutti di soffocare l’istinto di partire. Il desiderio c’è, ma la paura ci frena e prende il sopravvento: e i soldi? E gli amici? E la casa? E i parenti? E il lavoro?

In poche parole, di fronte alla prospettiva di lanciarsi in un’avventura che potrebbe cambiare la tua vita, pensi solo agli impedimenti, a ciò che ti frena. Non ti concentri su ciò che di straordinario potresti ottenere, ma su ciò che potresti perdere. Così perdi completamente di vista l’obiettivo.

La verità è che se ti prendi un intero anno per viaggiare per il mondo, al tuo ritorno non sarà cambiato niente. Anzi, sarai cambiato solo tu, quasi sicuramente in meglio.

Perché, a parte eventi sfortunatissimi che possono accadere anche quando non viaggi, la tua casa, la tua famiglia, i tuoi amici e la tua città saranno tutti lì come li avevi lasciati. Non ti perderai niente, anche se la tua mente tempestata di ansie e paure ti porta a credere che andrà diversamente.

Se scegli di restare nella comfort zone, perdi un treno che difficilmente ripasserà. Se per un anno intero viaggi per il mondo, ricevi qualcosa che ti resterà per sempre. E al tuo ritorno non ti sarai perso nulla: sarà tutto come prima.

Casa tua ti aspetta, il mondo no.

3. È l’unico modo per provare una vita completamente diversa

A tutti è capitato almeno una volta di chiedersi come sarebbe vivere in maniera completamente differente.

Da qualche parte in giro per il mondo c’è un impiegato comunale che mentre è seduto alla sua scrivania, sommerso dalle scartoffie, sta immaginando come sarebbe la sua esistenza se avesse provato a diventare un surfista professionista. Da qualche altra parte c’è una impiegata che si chiede cosa sarebbe successo se invece di cercare lavoro subito dopo l’Università avesse provato ad aprire un ristorante seguendo la sua passione per la cucina.

Purtroppo, ci sono milioni di persone in giro per il mondo che si fanno tormentare dai “se“. Non essere così: sfrutta l’anno sabbatico per provare a vivere una vita completamente differente. In fondo non importa che tu sia giovane o anziano, donna o uomo, laureato o con la terza media: l’anno sabbatico è la tua (unica?) occasione di provare a seguire percorsi differenti.

Il cambiamento trova spazio anche nella tua vita regolare, chiunque può cambiare tanto anche senza partire. Ma se hai la possibilità di prenderti un anno di pausa per fare ciò che desideri, dovresti farlo. In cambio potresti ricevere delusioni o gioie, ma una cosa è certa: sicuramente non avrai quei rimpianti che tormentano tante persone.

4. Puoi viaggiare per mesi

Quando hai un lavoro, non puoi viaggiare per più di 3-4 settimane consecutive. Se la tua passione più grande è il viaggio, questa situazione è molto frustrante. L’anno sabbatico rappresenta quindi la soluzione ideale per viaggiare per mesi interi senza fermarsi.

Hai sempre desiderato visitare tutto il Sud America, dalla Colombia all’Argentina? Puoi farlo. Vuoi prendere parte a una cooking class in Thailandia inseguendo la tua passione per la cucina? Puoi farlo. Vuoi raggiungere l’Australia partendo dall’Europa senza prendere aerei? Puoi farlo.

Durante l’anno sabbatico, il mondo è tuo.

5. È un tuo diritto

Molti credono che l’anno sabbatico sia un’utopia, ma in realtà è un diritto. Tutti i lavoratori dipendenti, del settore pubblico o privato, che lavorano da almeno cinque anni presso la medesima azienda, possono richiederlo come specificato nella legge 53 del 2000.

Si deve presentare una richiesta ufficiale al datore di lavoro nella quale si spiega in che modo questo periodo (di non più di 11 mesi) può apportare benefici al rendimento sul posto di lavoro.

Basterà quindi riempire il proprio anno sabbatico di corsi professionali (come corsi di lingua inglese) o volontariato per poter girare il mondo e staccare la spina.

All’estero si chiama gap year e sta diventando sempre più popolare, con i datori di lavoro che comprendono il valore di avere un dipendente rigenerato e soddisfatto. Pian piano anche questa mentalità arriverà in Italia, ma già adesso nessuno può vietarti di richiedere l’anno sabbatico. E allora perché non farlo?

6. Non c’è più tempo per rimandare

Al di là delle questioni tecniche, l’anno sabbatico è un’occasione troppo grande per non sfruttarla. Un giorno potresti trovare il lavoro dei tuoi sogni e la persona giusta per mettere su famiglia, e a quel punto non potrai e non vorrai partire.

Non c’è un momento giusto per partire. Non importa quanti anni hai vissuto e quanti ne hai ancora da vivere: puoi viaggiare in qualsiasi momento e goderti al massimo il tuo anno sabbatico. L’età non ha alcuna importanza quando ti ritroverai in un paese sconosciuto, pronto a farti trascinare dall’esperienza e scoprire quell’angolo di mondo

 Ci sarai solo tu e la strada. Il tuo spirito avventuroso non ha bisogno di altro, tanto meno di una data scritta su un pezzo di carta.

Non rimandare una decisione che potrebbe cambiare per sempre la tua vita. Se puoi e vuoi partire per un anno sabbatico, non ha senso pensare al domani. L’unica certezza è che oggi ci sei e puoi partire. Domani potrebbe essere troppo tardi e certi treni non ripassano.

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