Questa ragazza ha percorso 2.000km in bicicletta nelle Filippine per raccogliere la plastica

Tra i tanti effetti benefici del viaggiare c’è anche la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza sul mondo in cui viviamo. Viaggiando si scoprono nuove culture, tradizioni e modi di vivere, e ci si ritrova a diretto contatto con persone cresciute con ideali e convinzioni ben diverse dalle nostre. Questo è l’aspetto più potente del viaggio ed è il motivo per cui molti si sentono realizzati solo quando sono lontani dalla sicurezza della propria casa e del proprio paese.

Anna Dawson rientra sicuramente in questa categoria. Nel 2008 la ragazza neozelandese è rimasta folgorata dalla bellezza delle Filippine e ha amato talmente tanto il paese del Sud-Est Asiatico da decidere di trasferirsi lì.

Ma proprio perché è così legata alle Filippine ha iniziato a sentir crescere dentro di se una grande insofferenza osservando il numero sempre più alto di rifiuti abbandonati ovunque.

Questa situazione la turbava profondamente e l’ha spinta a chiedersi se ci fosse un modo concreto per spiegare al popolo filippino quanto sia dannoso per quelle terre meravigliose non smaltirli nel modo corretto. In particolare il vetro e la plastica che inquinano mari, spiagge, città e la fitta e verdissima vegetazione tipica dell’arcipelago.

Il viaggio in bicicletta nelle Filippine

Così Anna ha deciso che era arrivato il momento di restituire qualcosa a un paese che le aveva dato tanto.

Nel 2016 ha unito la passione per la bicicletta alla sua missione di sensibilizzazione ed è partita per un viaggio di 2.000 km. Lo scopo di questa avventura? Dimostrare che si può viaggiare in maniera completamente ecologica e al tempo stesso spiegare ai filippini che i rifiuti sono estremamente dannosi per l’ecosistema e per la loro stessa salute.

Anna si è mossa a bordo di una bicicletta in bambù (costruita artigianalmente nelle Filippine) per diffondere un messaggio forte e chiaro: il modo in cui trattiamo il nostro pianeta è il modo in cui trattiamo il nostro futuro e quello dei nostri figli.

L’inquinamento della plastica

Come scrivo anche nel mio libro “Le coordinate della felicità”, a volte un viaggio è capace di ispirarti a prendere decisioni forti e inaspettate. Ad Anna l’ispirazione era venuta in passato, quando aveva percorso il tratto di oceano che separa la Nuova Zelanda dalle Filippine in barca a vela, con il marito e il figlio. Avevano incontrato isole straordinarie e paesaggi mozzafiato, ma avevano anche notato con grande tristezza che il mare era pieno di plastica e rifiuti di vario genere.

“L’inquinamento della plastica è un problema enorme per tutto il mondo e le Filippine, considerando che la sua popolazione vive quasi esclusivamente sulle coste, è il terzo paese del pianeta per quanto riguarda i rifiuti di plastica in mare. Io voglio essere sicura che mio figlio possa nuotare in un oceano pulito. Non posso sopportare l’idea che un giorno sarà impossibile nuotare in mare come già avviene in alcuni fiumi”.

Anna è partita a settembre dell’anno scorso dalle coste dell’arcipelago di Visayas e a dicembre ha completato il suo giro. Nel corso del viaggio ha parlato con migliaia di filippini incuriositi dalla sua bicicletta e dalla sua “missione”. A tutti loro ha spiegato quali sono i modi migliori per riciclare la plastica e con loro ha raccolto bottiglie e rifiuti di ogni tipo.

I consigli per viaggiare consapevolmente

Uno dei consigli più importanti che ha dato è stato di non distribuire cannucce in plastica: potrebbe non sembrare, ma è il primo oggetto inquinante. Ciò che invece uccide il maggior numero di animali sono i sacchetti di plastica, autentiche trappole mortali per tartarughe, pesci e gabbiani.

Anna è convinta che non sia necessario stravolgere il modo di vivere delle persone per evitare di distruggere il pianeta. Basta qualche accorgimento, una filosofia rivolta a ridurre al minimo gli sprechi e tanto buon senso.

Il suo viaggio ha trasmesso proprio questo messaggio, ed è stato un successo: i media filippini hanno riportato la sua storia e sono subito nate decine di associazioni per ripulire il paese dalla plastica.

Un dato più di tutti ha sconvolto l’opinione pubblica: Anna, da sola, ha raccolto 514 sacchetti di plastica durante i due mesi on the road. Quando si dice che viaggiare genera consapevolezza…

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