Si licenziano e vendono tutto per girare il mondo con i quattro figli

Chi ha detto che per viaggiare in giro per il mondo è obbligatorio essere giovani e non avere famiglia? Come abbiamo visto nella nostra guida, chiunque può mollare tutto e partire all’avventura per un lungo viaggio. Anche una coppia con quattro figli al seguito.

Al giorno d’oggi, purtroppo, molti vedono nella famiglia un impedimento alla propria libertà personale. Tante persone credono che una volta avuto il primo figlio saranno costrette a dover rinunciare a tanti aspetti della propria vita, quando la realtà è ben diversa da questa idea pessimistica.

Lo dimostrano Courtney e Michael Adamo, che hanno deciso di abbandonare tutto e viaggiare per un anno intero con i quattro figli.

La storia di  Courtney e Michael

All’inizio del 2015 la loro vita proseguiva su quel binario che accomuna tante famiglie: i bambini a scuola e i genitori a lavorare. Courtney e Michael, però, non volevano che l’idea di famiglia si riducesse a quello e soprattutto non sopportavano la prospettiva di passare così poco tempo insieme. Avevano l’impressione che il tempo gli stesse sfuggendo dalle mani.

Così, a inizio 2015, Courtney ha un’idea: perché non lasciarsi alle spalle questa vita e (ri)partire?

All’inizio Michael era scettico, ma condividendo con lei lo stesso timore di perdersi l’infanzia dei figli, decise che quell’idea non era così folle. Come sempre, per trasformare un sogno in realtà è necessaria tanta forza di volontàcoraggio. I due genitori ne avevamo abbastanza per realizzare quella che per molti è pura utopia.

Nei primi mesi del 2015, Courtney e Michael hanno venduto la loro casa di Londra, si sono licenziati e hanno prenotato un biglietto di sola andata per il Sud America. Per loro due e per i quattro figli: Michael di undici anni, Quinn di nove, Ivy di sette e Marlow di tre.

Educare i figli viaggiando

Con un po’ di timore per ciò che stavano facendo ma anche tanto, tantissimo entusiasmo per una di quelle avventure che si possono fare una volta nella vita, si sono imbarcati in direzione Argentina.

Crediamo fortemente che le lezioni imparate viaggiando non possano essere apprese in classe

L’aspetto più difficile di questa situazione è stato quello legato alla scuola dei bambini. I quattro figli erano più che contenti quando i genitori gli hanno chiesto se fosse di loro gradimento un giro del mondo, ma Courtney era comprensibilmente preoccupata per loro educazione.

Per trovare il giusto equilibrio tra il viaggio e l’istruzione, Michael ha acquistato decine di libri scolastici e si è messo a studiare in prima persona, stilando un programma giornaliero per i quattro bambini (non un’impresa considerando che il più grande frequentava il corrispettivo delle nostre scuole medie).

In questo modo, possono mantenersi al passo con il percorso scolastico e quando torneranno a scuola saranno alla pari con i loro coetanei.

L’idea di tornare, comunque, non è ancora stata contemplata, anche perché Courtney è convinta che fino a un certo punto un bambino possa imparare molto di più viaggiando e scoprendo cose nuove piuttosto che stando con la testa sui libri.

“Sia io che Michael crediamo in un’educazione differente. Invece di concentrarci sugli standard accademici, sui voti e i risultati dei test, siamo più interessati a incoraggiare i nostri bambini a giocare e sviluppare la loro creatività. Crediamo fortemente che le lezioni imparate viaggiando non possano essere apprese in classe”.

Per fare un esempio pratico, Courtney racconta che durante il viaggio in Sud America le figlie Marlow e Ivy (rispettivamente di tre e sette anni) hanno imparato lo spagnolo alla velocità della luce sentendolo parlare quotidianamente. Grazie al viaggio hanno appreso una lingua che l’educazione formale non gli avrebbe mai insegnato.

D’altronde, come tutti sanno, a quell’età la capacità di apprendimento è elevatissima. Il cervello di un bambino è reattivo a tutto ciò che è nuovo, e le lingue non sono un’eccezione. Marlow e Ivy, affascinate da ciò che incontravano sulla strada, si sono fatte coraggio e hanno iniziato a interagire con la popolazione locale, migliorando velocemente le loro capacità comunicative e scoprendo il mondo in prima persona.

Al contrario, i due figli maschi hanno dimostrato più interesse in altri tipi di attività, come il surf. Hanno imparato a cavalcare le onde in Uruguay e hanno perfezionato la tecnica in Nuova Zelanda. Dopo un’intensa giornata nelle acque dell’oceano pacifico, Easton e Quinn hanno ringraziato i genitori perché se avessero continuato a vivere a Londra non avrebbero mai scoperto di adorare il surf.

Cambiare vita per trovare la felicità

Su questo tutta la famiglia è d’accordo: abbandonare Londra e una vita “normale” è stata la miglior decisione che potessero prendere. “A Londra i bambini sarebbero andati a scuola e sarebbero stati con la babysitter, mentre io e Michael saremmo stati occupati a mandare avanti il tutto. Sono sicura che da questo anno in viaggio abbiano imparato molto di più che in qualsiasi altro anno della loro vita.“.

Courtney, che definisce la sua famiglia una “piccola gang molto unita“, sostiene che la lezione più importante che ha imparato on the road è quanto siano sopravvalutate le “cose” rispetto agli altri aspetti della vita: “Ai genitori che leggendo la nostra storia pensano che sia troppo difficile dico semplicemente di buttarsi. Non preoccupatevi delle cose che lasciate indietro, perché ciò che troverete di fronte a voi è molto meglio. Ciò che vi lasciate alle spalle sarà lì quando tornerete“.

Il viaggio della famiglia Adamo è iniziato in Sud America a bordo di un fuoristrada affittato in Argentina; successivamente hanno attraversato tutta la Nuova Zelanda con un camper che è diventato la loro casa per molte settimane. Nel 2016 hanno visitato l’Asia e ora sono in Europa, in questi giorni in Toscana.

Vivere viaggiando

Qualcuno potrebbe chiedersi come sia possibile sostenere finanziariamente un viaggio così lungo e costoso, considerando anche che ogni spesa va moltiplicata per sei. La risposta è molto semplice: Courtney e Michael avevano impieghi ben retribuiti a Londra e nel corso degli ultimi dieci anni avevano accumulato molti soldi. Per essere sicuri di poter realizzare il viaggio dei loro sogni e goderselo appieno, senza rimpianti, hanno anche venduto la casa di proprietà.

Pur senza fare i conti in tasca alla famiglia Adamo, è chiaro che in questo modo si sono assicurati la tranquillità di poter scegliere hotel confortevoli, mezzi di trasporto sicuri per bambini piccoli e in generale uno stile di vita agiato. Non si sono mai posti come viaggiatori avventurieri, ma semplicemente come una famiglia itinerante, che vuole scoprire il mondo insieme.

Courtney e Michael sono convinti che non ci sia modo migliore di spendere i loro soldi rispetto a questo lungo viaggio. Poter stare vicini ai figli, vederli crescere giorno dopo giorno e notare la meraviglia con cui osservano il mondo vale molto più di una casa di proprietà, due automobili e un contratto a tempo indeterminato.

Il viaggio che stanno compiendo, molto semplicemente, non ha prezzo.

Photo credit: Courtney Adamo

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