Da Londra a Istanbul in treno: il viaggio di Matteo sulle tracce dell’Orient Express

Ci sono viaggi che sono entrati nella leggenda.

Tragitti straordinari alla scoperta di terre lontane e affascinanti, percorsi che hanno fatto emozionare milioni di viaggiatori. Sono quei viaggi che tutti conoscono, perché tutti almeno una volta li hanno sognati ad occhi aperti.

Uno dei più sottovalutati, nonostante il grande fascino che si porta dietro da più di cent’anni, è quello dell’Orient Express.

Lo storico treno ha cessato le sue attività nel 1977, ma nei decenni precedenti era considerato un mezzo di trasporto incredibile, perché in grado di collegare Londra a Istanbul.

L’Occidente all’Oriente.

Chi non ha vissuto nell’era dell’Orient Express può solo immaginare la magia di questo mezzo di trasporto, ma se è vero che quel treno non esiste più, il percorso c’è ancora: è infatti possibile raggiungere Istanbul partendo da Londra spostandosi esclusivamente in treno.

Ed è proprio questo ciò che sta facendo Matteo Gracis, un viaggiatore italiano che ha deciso di ripercorrere la tratta del mitico Orient Express.

Ciao Matteo e benvenuto su Mangia Vivi Viaggia! Raccontaci qualcosa su di te.

Buongiorno a voi. Sono uno di quelli convinti che la vita sia troppo corta e preziosa per sprecarla lavorando e passando i fine settimana sul divano.

Così a vent’anni mi sono inventato una professione, ho fondato una rivista diventando un editore indipendente e oggi svolgo il mio lavoro da qualsiasi angolo del mondo, mi basta un notebook e una connessione web.

Perché viaggio? Viaggiare mi fa sentire più vivo di qualsiasi altra cosa al mondo. Viaggiare mi fa sentire, più di qualsiasi altra cosa, parte del mondo.

Il viaggio che stai compiendo è molto affascinante: sei partito da Londra con destinazione Istanbul per ripercorrere il percorso dell’Orient Express. Come nasce questa idea e come ti sei organizzato?

L’anno scorso ho percorso la Transiberiana da San Pietroburgo a Vladivostok ed è stata un’esperienza fantastica, oltre ogni
aspettativa. Mi sono innamorato dei viaggi lenti, in treno, stazione dopo stazione.

L’idea dell’Orient Express è venuta da sé, anche perché prediligo itinerari non troppo battuti dal turismo di massa ma comunque che mi diano un obiettivo chiaro e preciso. E infine, che garantiscano un minimo di esposizione e improvvisazione, caratteristiche per me fondamentali di un viaggio (che è ben diverso da una vacanza).

L’Orient Express aveva tutte le carte in regola e per ora si sta rivelando un’ottima scelta.

Perché hai scelto di partire in questo periodo dell’anno?

Forse il periodo migliore per questo viaggio è la primavera, direi maggio, ma per impegni personali non ho potuto che farlo in autunno.

I panorami e i colori sono fantastici ma freddo e pioggia possono caratterizzare le giornate, come a volte sta accadendo anche a me.

Qual è l’itinerario preciso?

L’itinerario è il seguente: Londra, Parigi, Zurigo, Monaco, Vienna, Budapest, Belgrado, Timisoara, Bucharest, Sofia, Istanbul.

È il tragitto del primissimo Orient Express del 1883 con due piccole deviazioni sulla tratta del 1919 per permettermi di visitare Belgrado e Sofia.

Quanto tempo ci vuole?

Tre settimane sono il tempo ideale per un viaggio simile, in maniera tale da fermarsi un paio di notti per ogni città oltre gli
spostamenti.

Sono sicuro che il tuo viaggio sulle tracce dell’Orient Express stia facendo sognare molti nostri lettori. Quanto costa un viaggio del genere?

I costi variano molto in base a dove si dorme e dove si mangia, ma volendo risparmiare il più possibile, con circa mille euro si può fare tutto: dai 300 ai 400 euro per un buon biglietto Interrail, meno di 200 euro per i voli acquistandoli con largo anticipo e poi 3-4 euro a notte per ostelli, altrettanti a pranzo con street food e soluzioni economiche.

Io negli ultimi anni mi concedo qualche comodità in più e di conseguenza i costi aumentano di un 30% circa.

Quali sono le difficoltà più grandi?

Le difficoltà maggiori sono nell’organizzare e prenotare le varie tratte del treno, perché bisogna sottolineare che l’Orient Express non esiste più come un tempo, quindi non c’è un unico treno che parte da Londra e arriva a Istanbul bensì bisogna arrangiarsi con i treni nazionali tratta dopo tratta.

Ma con il web e un po’ di buona volontà, si fa tutto anche in questo caso. A tal proposito devo ringraziare i miei compagni di viaggio che si rivelano sempre insostituibili collaboratori.

In un’epoca nella quale tutto va alla velocità della luce, tu hai scelto di viaggiare in treno. Cosa significa spostarsi con questo mezzo? Pensi che sia il modo migliore di apprezzare la bellezza del viaggio?

Hai detto bene, è un ritorno a ritmi più umani, come insegnava del resto il buon Terzani.

Spostarsi in treno significa riscoprire le distanze, acquistare maggiore consapevolezza sulle dimensioni del mondo e in generale sul tempo e lo spazio, sul qui e ora, le uniche cose che contano veramente nella nostra vita.

Non lo so se questo sia il modo migliore per viaggiare, ma sono sicuro che le esperienze più belle che ho fatto nelle mie avventure in giro per il mondo sono state quelle più lente, addirittura a piedi (come ad esempio i trekking in Himalaya, sul Kilimangiaro o sul Machu Picchu) o in bicicletta (come il Cammino di Santiago in solitaria).

Oggi la vera ricchezza è potersi permettere di andare lenti.

Com’è una tua giornata tipo in questo viaggio?

Le giornate tipo in questi viaggi non esistono, ogni giorno è diverso da quello prima e dal seguente.

Però diciamo che per gli spostamenti più lunghi, si cerca di organizzarsi in modo tale da passare le giornate nelle città e le notti in treno, per ottimizzare i tempi. Quindi si mixano “esperienze urbane” di visite alle mete prescelte a esperienze che io definisco “on the road” ovvero sul percorso, in movimento.

Oltre a questo viaggio sul percorso del vecchio Orient Express, hai visitato tanti luoghi in giro per il mondo. Quali sono quelli che hai più apprezzato?

Ogni luogo che ho visitato mi ha lasciato qualcosa di speciale e fatico a dire quali sono quelli più apprezzati. Sicuramente il Giappone, e l’Asia in generale, mi hanno dato molto di più degli Stati Uniti, così come ho trovato  sorprendente la Russia e alcuni paesi del Sud America.

Purtroppo la globalizzazione sta omologando e appiattendo sempre di più ogni angolo del mondo ma evitando le mete più gettonate dal turismo di massa, si possono ancora trovare luoghi che conservano le loro caratteristiche e tradizioni, o che le stanno riscoprendo.

In generale ritengo che non sia particolarmente importante dove si va, bensì come si va e soprattutto l’andare, l’andare è fondamentale. Il dove è un dettaglio successivo. Il primo vero e più importante passo, è mettersi in movimento.

Chi viaggia non sbaglia mai.

Quali sono i tuoi progetti di viaggio per il futuro?

Ne ho una lista infinita, anche perché più si viaggia più ci si rende conto di non aver visto nulla e di quanto grande sia questo fantastico pianeta. Sogno la Scandinavia in camper, l’attraversamento della grande Africa e la nostra Italia, il paese più bello del mondo, a piedi da nord a sud.

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