Non solo Santiago: gli 8 cammini da fare in Italia

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È il “mezzo di trasporto” più antico, eppure non passerà mai di moda. Viaggiare a piedi è si il modo più faticoso di raggiungere la propria destinazione, ma è sicuramente anche il più intenso, profondo ed emozionante

Camminare di per sé è una forma di esercizio fisico che giova al corpo e di conseguenza anche alla mente. Mettersi in cammino però, significa molto di più. Significa ammettere a se stessi di essere alla ricerca di qualcosa, anche se, spesso, non si ha ben chiaro cosa. Significa essere pronti a fatiche e sacrifici, fisici e mentali.

Mettersi in cammino significa scegliere la lentezza alla frenesia del mondo contemporaneo. Con tutto ciò che lentezza, fatica e, in alcuni casi solitudine, comportano.

Quando sei lì, solo, sulla strada, con le tue gambe ed il tuo zaino, non c’è scampo. È già iniziato un cambiamento dentro di te, che sia minimo o radicale. Farai inevitabilmente i conti con i tuoi pensieri, le tue paure, e vivrai a pieno i momenti di meraviglia e gioia che ti si presenteranno lungo la strada.

Perché sì, una cosa è certa: sulla strada ci sarà sempre qualcosa o qualcuno pronto a sorprenderti.

Tutti conoscono probabilmente il cammino per eccellenza: il Cammino di Santiago. Ed il mondo è pieno di cammini spirituali e lunghissimi trekking in regioni paesaggisticamente incredibili, ma è pur vero che il viaggio non è solo una questione geografica.

Spesso non è necessario andare tanto lontano per vivere esperienze uniche. Anche il nostro Bel Paese è pieno di cammini, più o meno lunghi, più o meno wild, più o meno spirituali, ma che attraversano luoghi ugualmente spettacolari e, capaci di lasciare il segno. Se quest’estate volete vivere un’esperienza di viaggio diversa, ecco alcuni dei migliori cammini  d’Italia.

8 cammini in Italia da fare assolutamente

1. Via degli Abati

Un tempo era la via percorsa dai pellegrini provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche che, diretti a Roma, facevano visita all’abazia di Bobbio per rendere omaggio alle spoglie di San Colombano. Successivamente venne utilizzata proprio dagli abati di Bobbio (vicino Pavia) per raggiungere la città del pontefice.

Oggi il percorso si ferma nella località toscana di Pontremoli, ed è lungo circa 190 km. Essendo la variante montana del corrispondente tratto della più celebre Via Francigena ha un dislivello complessivo di oltre 6000 metri e ne rappresenta una versione leggermente più impegnativa.

Ma verrai ampiamente ripagato dalla possibilità di scoprire l’Appennino nella sua parte più naturalistica ed incontaminata. Si sviluppa infatti quasi interamente su sentieri e vecchie mulattiere.

E sarai in Toscana. Ottimo cibo, buon vino e la tipica calorosa ospitalità dei toscani saranno un meritato ristoro, dopo le lunghe giornate di cammino.

Essendo un percorso abbastanza in quota, è consigliabile percorrerlo nei mesi più caldi, preferibilmente durante il periodo estivo.

2. Via Francigena

E la Via Francigena, invece? Risalente al Medioevo, è il cammino di oltre 3000 km che veniva percorso dai pellegrini d’Oltremanica (ma anche da mercanti e soldati) dalla città di Canterbury a Roma e oltre, fino ai porti della Puglia.

Il cammino attraversa per un brevissimo tratto il sud dell’Inghilterra, taglia in due la Francia, e valica le Alpi passando per la Svizzera e per Aosta. Poi giù, fino alla Città Eterna attraversando secoli di storia.

Così come in Spagna lungo il Cammino di Santiago, anche lungo la Francigena ai pellegrini muniti della Credenziale sarà garantita una sistemazione per la notte nelle strutture predisposte o in quelle convenzionate, che per loro riservano prezzi vantaggiosi. Certo, alcune di queste potranno risultare un po’ spartane, ma i servizi base sono sempre garantiti.

E poi ogni viandante a conclusione di ogni tappa può confidare in un sorriso, un bicchiere d’acqua, e nell’aiuto a togliersi il pesante zaino. Umanità e solidarietà permeano ogni chilometro di questo antico cammino.

3. Il cammino delle 100 torri

Non solo entroterra, questo incredibile percorso, infatti, compie il periplo della Sardegna senza mai allontanarsi dalle coste. Si tratta di quasi 1300 km (450 dei quali sulle meravigliose spiagge sarde) da percorrere in circa 60 giorni, sempre a stretto contatto con il mare.

Sul cammino incontrerai 105 torri, costruzioni che che sin dal Medioevo costituivano il sistema difensivo e di comunicazione lungo la costa dell’isola. Avrai la possibilità di apprezzare le differenze tra i paesaggi della costa occidentale e quelli della costa orientale. Si passa infatti da luoghi diventati ormai simbolo, a luoghi più remoti. Esclusi questi ultimi, sarà sempre possibile dormire nei “campi base” adibiti nei numerosi campeggi dell’isola.

Un’esperienza straordinaria tra mare e avventura.

4. Il Sentiero degli Dei

Come si evince dal nome, non è un vero e proprio cammino. Il Sentiero degli Dei infatti è lungo soltanto 10 km. Si percorre in circa 3-4 ore e collega i paesini di Agerola e Nocelle sopra Positano, nell’incomparabile scenario della Costiera Amalfitana.

Camminerai a una media di 500 metri di altezza a picco su uno dei mari più blu che tu possa immaginare. Non servono parole, basta solo essere lì e meravigliarsi.

I periodi da evitare sono l’inverno inoltrato e i mesi più caldi dell’anno, in quanto lungo il percorso ci sono pochissimi ripari dal sole, e il calore può risultare la difficoltà maggiore nel percorrere uno dei sentieri più famosi d’Italia. Anche se il Sentiero è ufficialmente chiuso nel suo ultimo tratto, è comunque possibile percorrere una sua variante altrettanto spettacolare che chiudendo un anello arriva nel sottostante paesino di Praiano.

La scelta migliore per le prossime settimane o da settembre in poi. In ogni caso, per durata e bellezza, è assolutamente da provare almeno una volta nella vita.

E invece, di lì a pochi giorni, l’Universo mi avrebbe mostrato che l’unico viaggio di cui ti puoi pentire è quello che non hai mai fatto.

Dal mio libro: “Le coordinate della felicità

5. Il Cammino di Sant’Antonio

È un cammino fortemente spirituale, in quanto segue il percorso che Sant’Antonio, ormai prossimo alla morte, seguì per ritornare al suo convento di Padova. Tocca i principali luoghi dove è stata accertata la presenza del Santo. Collega infatti Camposampiero in Veneto, al Santuario della Verna in Toscana, passando per la basilica di Padova.

Si tratta di ben 430 km da coprire in circa tre settimane, attraversando prima le immense distese della Pianura Padana, poi i più impegnativi saliscendi dell’Appennino Emiliano.

6. Il Cammino di San Benedetto

Ancora in cammino per centinaia di km (300 per la precisione) sulle tracce di un Santo, San Benedetto da Norcia. Il percorso inizia infatti proprio dalla città natale del Santo per finire dopo 16 tappe nel paese di Montecassino.

Dopo aver visitato l’incatevole cittadina di Norcia, paradiso per amanti della natura e trekkisti, si procede in direzione di Subiaco, città dove Benedetto visse per oltre 30 anni e dove fondò molti monasteri. È infatti avanzando di monastero in monastero, di bosco in bosco, che si arriva alla località finale, dalla quale in verità è possibile anche ricollegarsi alla Via Francigena del Sud.

Un cammino lento e denso di spiritualità, dove perdersi in un’atmosfera che caratterizza questi luoghi da secoli.

7. Il Cammino dei Briganti

Spostandosi sempre più a Sud, a confine tra Lazio e Abruzzo, ogni anno numerosi pellegrini scelgono di dedicare una settimana al famoso Cammino dei Briganti. Si tratta di un anello lungo circa 90 km che parte e si conclude nella località di Sante Marie.

Si attraversano le zone dove avevano deciso di vivere i briganti e le brigantesse che, facendo in un certo qual modo da precursori ai partigiani, si ribellarono al nuovo invasore, violento e prepotente: i Sabaudi.

In questi luoghi ti sembrerà di sentire ancora l’eco dei briganti, che urlano la loro verità, spesso diversa da quella che si legge sui libri di storia. Un cammino che è anche un tuffo in un passato lontano e affascinante.

8. I cammini della Transumanza

Come si evince dal nome, si tratta dei percorsi utilizzati principalmente in passato dai pastori, per effettuare la transumanza del loro bestiame.

Ve ne sono numerosi, in regioni diverse, ma la maggior parte di questi ha la caratteristica di svilupparsi dalle cime delle montagne fin giù nelle valliAvrai quindi la possibilità di visitare anche moltissimi borghi tra i più nascosti e caratteristici della nostra Penisola.

Il Tratturo Magno è probabilmente il più importante di tutti, nonché il più lungo. Si sviluppa dalla città di L’Aquila fino a Foggia per 250 km lungo una via prevalentemente erbosa. Sono necessari una decina di giorni per percorrerlo interamente.

Ce ne sono in Calabria, che uniscono le coste ioniche ai monti della Sila. Ce ne sono in Sardegna, che attraversano le regioni dell’Ogliastra e della Barbagia. Ma potrai seguire anche le tracce degli esperti pastori toscani, lungo i tratturi del senese e perché no, spingerti un bel po’ in quota partendo dalla Val Senales per arrivare in Austria, come fanno ogni estate circa 3500 pecore e i loro mandriani.

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