L’incredibile viaggio che diede vita alla Lonely Planet

Da decenni la guida Lonely Planet è un punto di riferimento per chi ama viaggiare. Ne sono state vendute milioni di copie per milioni di motivi differenti: a qualcuno piace sfogliarla sognando destinazioni lontane, altri se la portano in giro come un fidato compagno di viaggio e altri ancora le collezionano per rivivere le avventure passate.

La Lonely Planet è un’autentica istituzione e ancora oggi aiuta tante persone a scegliere e pianificare il prossimo viaggio. Ma quello che molti non sanno è che la guida più famosa di sempre non è solo rivolta a chi ama viaggiare ma venne fondata negli anni ’70 da una meravigliosa coppia di viaggiatori: Tony e Maureen Wheeler.

Tony e Maureen, una coppia di veri viaggiatori

La loro storia sembra la sceneggiatura di un film: si incontrano nel 1970 a Dublino, si sposano due anni più tardi e nel luglio 1972 decidono di partire per un viaggio epico, che avrebbe ispirato migliaia di persone.

I due sposini lasciarono infatti Londra abbandonando lavoro e università per cercare di arrivare dall’altra parte del mondo, in Australia, senza prendere aerei.

“Quando salimmo sul traghetto che dall’Inghilterra ci avrebbe portato in Olanda, non avevamo idea che quello in cui ci stavamo imbarcando non era un viaggio che sarebbe durato i successivi 12 mesi ma il resto delle nostre vite“, racconta Tony nella prefazione dell’edizione del 40esimo anniversario di Across Asia on the cheap, la prima guida Lonely Planet di sempre, nata proprio al termine di quella avventura.

“Il nostro piano in origine era semplice: avremmo comprato una vecchia macchina a Londra, l’avremmo portata il più lontano possibile in direzione est, avremmo continuato con qualsiasi mezzo di trasporto fosse saltato fuori, saremmo arrivati in Australia dopo sei mesi circa, dopo di che avremmo lavorato qualche mese per risparmiare abbastanza denaro per poter ritornare in Europa in aereo”.

Questa era la loro idea originale, ma come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“, viaggiare ha il potere di stravolgere i tuoi piani e mostrarti percorsi completamente diversi da quelli che immaginavi. Spesso, molto più entusiasmanti.

Il viaggio lungo la hippie road

La coppia attraversò l’Europa da nord verso sud (passando per gran parte dell’Italia), giunse in Turchia e da lì si lanciò alla scoperta dell’Asia dopo aver attraversato l’Iran e l’Afghanistan.

All’epoca questi paesi erano affascinanti zone di confine tra il Medio Oriente e l’Estremo Oriente, percorsi annualmente da migliaia di hippie alla ricerca di avventure straordinarie a base di oppio e spiritualità.

A Kaboul, Tony e Maureen scelsero di vendere l’automobile perché si resero conto che era proibitivo pensare di arrivare fino in Australia con quel vecchio mezzo di trasporto.

Tony ha un ricordo molto nostalgico del periodo che trascorsero in Afghanistan, dovuto soprattutto allo stato in cui versa attualmente questo paese: ripetere la loro avventura, oggi, sarebbe impossibile.

“A Kaboul vendemmo la nostra vecchia macchina (che non ci aveva mai tradito), guadagnandoci anche qualcosa”, racconta nella prefazione. “All’epoca si passava il tempo al ristorante Sigis su Chicken St dove si poteva trovare del vino rosso prodotto da italiani con uve che crescevano sul Khyber Pass. Sono tornato recentemente in Afghanistan: Chicken St c’è ancora, ma Sigis ha chiuso da molto tempo e di certo oggi non si trova più nessun vino di produzione locale”.

Il viaggio proseguì in treno e autobus attraverso il Pakistan, l’India e il Nepal. Nei mesi finali approdarono nel Sud-Est Asiatico spingendosi fino a Bali, da dove completarono l’ultima tratta del loro epico percorso.

“Riuscimmo a scroccare un passaggio su una barca da diporto da Bali fino in Australia, dove approdammo nel remoto Northwest Cape nello stato del Western Australia”.

Trasformare la passione per il viaggio in un lavoro

Chiunque compi un viaggio del genere cambia profondamente come persona, si evolve avvicinandosi a chi è realmente. Ed è proprio questo che accadde a Tony e Maureen: una volta sbarcati in Australia non avevano alcuna intenzione di lavorare per poi tornare a Londra.

Nelle loro teste stava già prendendo forma quella che sarebbe stata la prima Lonely Planet di sempre.

“Il viaggio era andato tutto secondo i piani, eccetto per un unico, grosso problema. Ci eravamo talmente divertiti che non avevamo più intenzione di lavorare solo qualche mese per poi precipitarci di nuovo a Londra”.

“E così il viaggio che doveva durare un anno si prolungò per altri due e durante i dodici mesi che passammo a lavorare – e a risparmiare per continuare a viaggiare – a Sydney scrivemmo e pubblicammo il nostro primo libro raccontando il viaggio fino in Australia“.

La nascita di Lonely Planet

Quel racconto divenne “Across Asia on the cheap“, che si può tradurre come “Attraversare l’Asia con un budget ridotto“. Fu il primo passo della leggenda di Lonely Planet.

Oggi conosciamo le guide di Lonely Planet per la ricchezza dei particolari e la completezza di informazioni, ma quel primissimo libro era ben diverso dagli attuali: “Across Asia on the cheap era primitivo, era dilettantesco. Ma era l’inizio della Lonely Planet”, ha dichiarato Tony Wheeler.

Tuttavia, già in quella prima pubblicazione si percepiva l‘immensa passione per il viaggio dei due autori, quella passione che caratterizza tutte le Lonely Planet e alimenta i sogni di milioni di viaggiatori in tutto il mondo da più di quarant’anni.

Ho sempre trovato affascinante e di grande ispirazione il percorso di Tony e Maureen Wheeler, anche perché è molto simile a quello che io e la mia ragazza abbiamo intrapreso con questo blog. Scrivendo la storia dei fondatori di Lonely Planet, non può che tornarmi in mente una frase contenuta nel mio libro “Le coordinate della felicità“: “I sognatori ce la fanno sempre se non smettono di crederci“.

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