Non pretendere la felicità. È uno scambio: donala e la riceverai

Photo by Priscilla Du Preez

Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa di buono per gli altri? Quanto tempo è passato da quando hai deciso di mettere la felicità altrui prima della tua? Quante volte nell’ultimo mese hai visto gli occhi di qualcuno illuminarsi grazie a un tuo piccolo gesto?

Se non riesci a rispondere immediatamente a queste domande, sappi che non sei il solo. È normale, di questi tempi, credere che la felicità sia una questione personale, privata addirittura. Qualcosa che riguarda solo te stesso.

Niente e nessuno ti fa ragionare sull’importanza di prendersi cura degli altri e ampliare i propri orizzonti. Ormai tutto si basa sulla pretesa di ricevere sempre e dare il meno possibile.

Pensiamo ai soldi, da sempre associati all’idea di felicità: per molti, arricchirsi significherebbe potersi lasciare tutti alle spalle e iniziare a guardarli dall’alto verso il basso. Nessuno dice “vorrei essere ricco per cambiare il mondo“. Al contrario, costruire una ricchezza serve solo a sentirsi superiori, migliori, distaccati dalla gente comune.

Oppure pensiamo agli oggetti, altra grande ossessione di chi non è felice e vorrebbe esserlo.

Ci siamo fatti convincere dalla grande macchina del consumismo che la felicità si trovi negli oggetti costosi: il nuovo iPhone, l’automobile, la casa in centro. Anche in questo caso, puntiamo quindi verso una felicità che riguarda noi e solo noi.

La felicità è nelle persone

In questa concezione egocentrica della felicità, il ruolo delle altre persone è semplicemente quello di spettatori che ci guardano invidiosi. Molte persone sognano di diventare milionarie solo per poter dire a tutti gli altri “alla faccia vostra“.

Si immaginano a bordo di un’automobile sportiva, magari con una donna-oggetto al proprio fianco, sotto gli sguardi invidiosi degli altri.

Per quanto possa sembrare estrema, questa è una delle idee di felicità più diffuse al giorno d’oggi. È puramente egoistica ed è spesso accompagnata dalla convinzione che la felicità non vada solo desiderata, ma anche pretesa. Lo vedi dal modo in cui tanti individui trattano gli altri: come se tutti gli fosse dovuto, come se la felicità fosse un loro diritto esclusivo.

Ma la felicità è davvero solo una questione di ricevere senza mai dare? Ci siamo davvero fatti convincere da questa società che ci stuzzica l’ego ogni giorno con segnali inequivocabili che la felicità vada pretesa brutalmente?

Quando esci anche solo leggermente dai rigidi schemi che governano le nostre vite materialistiche e consumistiche, ti rendi conto che la felicità è ben altro. È uno scambio ed è un dono che ricevi soprattutto quando sei tu a regalarla agli altri.

“La felicità è reale solo quando è condivisa”

Viaggiare ti aiuta molto a capire qual è la vera essenza della felicità. Succede per vari motivi, uno dei più importanti riguarda la condivisione: che ti piaccia o no, quando viaggi ti ritrovi a condividere momenti con altri viaggiatori.

Soprattutto se scegli di viaggiare consapevolmente e con il cuore aperto, è inevitabile scambiare qualche parola, dividere un taxi, mangiare qualcosa o fare un trekking con perfetti sconosciuti. In quei casi, se trovi le persone giuste, ti rendi conto che la felicità è davvero reale solo quando è condivisa. Se poi viaggi con la persona che ami, allora quella frase scritta da Christopher McCandless all’interno del Magic Bus diventa una verità incontrovertibile.

Mi rendo conto che viaggiare mi ha insegnato una grande lezione, forse la più importante di tutte: è nell’amore, quello per te stesso, per gli altri e per il mondo intero, che trovi le coordinate della tua felicità. Ti dicono di inseguire i soldi, la carriera, il prestigio, l’ostentazione… ma se non c’è amore nella tua vita, non c’è niente per cui valga davvero la pena vivere.

Dal mio libro, “Le coordinate della felicità

La felicità è uno scambio umano

Ma c’è anche un altro modo in cui puoi renderti conto che la felicità è uno scambio, è un ricevere che non può prescindere dal dare: pensa alla persona più felice che conosci.

Ecco, scommetto che questa persona non vive da sola dentro una villa enorme e piena di oggetti. Non è come quei miliardari soli che anche nei film vengono rappresentati come ricchi di cose ma poveri di felicità.

Se la persona che immagini è così felice, probabilmente è perché ha costruito rapporti forti e significativi con coloro che ama. Spesso gli individui più felici sono quelli che si prendono cura degli altri, che siano esseri umani, animali o piante, perché donare felicità significa riceverla nella forma più pura che esista.

La felicità egoistica è un’invenzione del consumismo per farti spendere soldi in cose che non ti servono, per impressionare gente che ti hanno insegnato ad odiare. La vera felicità è uno scambio umano.

Puoi essere felice completamente da solo? Certamente, ma non è una felicità paragonabile a quella che provi quando doni la felicità agli altri.  Basta un “grazie”, un abbraccio, una carezza, una sorpresa. L’ho scritto più volte su questo blog e l’ho anche citato nel mio libro “Le coordinate della felicità” ma lo voglio ripetere: spesso la vera felicità è nei piccoli gesti.

Prepara un pranzo per una persona a cui vuoi bene, offri una tazza di tè a un’amica, parla con il tuo cane mentre passeggiate. Lascia da parte l’ego e fai qualcosa di bello per qualcun altro. Ti renderai conto nel sorriso spontaneo e sorpreso di un altro essere umano troverai una forma di felicità che nessun oggetto e somma di denaro può darti.

La felicità della condivisione è la forma più alta che ci sia.

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