Koyasan, il paese in Giappone dove è possibile dormire nei templi buddhisti

Photo by Agathe Marty

Il Giappone è uno di quei paesi che affascina per la sua capacità di essere, allo stesso tempo, così sacro e profano.

Dalle migliaia di persone per strada che hanno sempre troppa fretta per guardarsi negli occhi, all’attenzione meticolosa per certi dettagli culinari che richiedono infinita cura e il giusto tempo.

Dal caos delle grandi metropoli in cui la vita scorre veloce e rumorosa, a quei luoghi in cui il tempo è scandito solo dalla luce del sole e della luna. Come i templi buddhisti, dove si vive ancora secondo il ritmo lento e incessante della natura.

Luoghi immersi nel verde e lontani dai rumori delle grandi città, che però non sono isolati dal resto del mondo: chiunque può provare l’incredibile esperienza di vivere per un giorno insieme ai monaci che li abitano.

Un’esperienza straordinaria, che ti fa assaporare il lento scorrere del tempo circondato dalla natura silenziosa.

Koyasan, la città dei templi

Uno dei luoghi più affascinanti in cui poter godere di questa esperienza è Koyasan, un piccolo paesino sul Monte Koya che ospita ben 117 templi immersi in fitte foreste di cedri.

Qui ci sono numerose opzioni per dormire in un tempio buddhista. Basta presentarsi all’ingresso e chiedere con grande rispetto di essere accettati in cambio di un’offerta.

Tra i numerosi templi che offrono alloggio a Koyasan, c’è quello di Ekoin: poco meno di tre ore di viaggio in treno da Osaka e dieci minuti in cable car, salendo tra le montagne. Ogni giornata in questo tempio ha delle regole ben precise da rispettare.

Una volta giunti nei pressi del tempio è uno dei monaci a dare il benvenuto introducendo gli ospiti sin da subito alla ritualità tipica di quei luoghi.

Dormire in un tempio buddhista in Giappone

L’alloggio per i pellegrini si chiama Shukubo, letteralmente “dormire in un monastero”. Come da rito, si lasciano le scarpe all’ingresso per indossare le tipiche pantofole giapponesi (uwabaki ) e la veste da camera, lo yukata.

Si accede poi alla stanza privata attraverso una di quelle caratteristiche porte scorrevoli in legno e carta di riso che dietro di sé nasconde esattamente l’ambiente che ci si aspetta.

Si spende la notte sul futon giapponese, al livello del tatami coperto dai tappeti in paglia di riso, che a differenza di ciò che si potrebbe pensare è uno dei modi migliori per riposare corpo e mente.

Dopo qualche minuto, il corpo si adatta e ci si può addormentare nel silenzio assoluto del monastero.

Cosa significa vivere in un tempio buddhista

Il bagno è condiviso, ma sempre estremamente pulito e curato nei minimi dettagli. Ogni cosa è al posto giusto, secondo la tradizione giapponese.

Anche la colazione e la cena, rigorosamente vegetariane, si svolgono in camera in stile shojin-ryori, ovvero seduti per terra.

Le porzioni di cibo sono piccole ma numerose, e vengono adagiate nelle ciotole con un’attenzione talmente meticolosa da sembrare un quadro che si ha quasi paura di rovinare.

Il rito del fuoco

Ogni tempio ha le sue tradizioni e ad Ekoin la giornata comincia alle 7:00 della mattina con il “Goma fire ritual”, un rituale buddista durante il quale vengono bruciati dei bastoncini di legno di fronte alla statua del Buddha.

I bastoncini rappresentano i desideri dell’uomo, causa di ogni sofferenza, ed il fuoco che li brucia rappresenta la saggezza del Buddha.

Il rito viene svolto dai monaci e gli ospiti sono invitati a partecipare per liberarsi della negatività che portano dentro.

Per terminare il rituale di purificazione i partecipanti vengono invitati a camminare a piedi scalzi sulle ceneri e cospargere un po’ di esse sulle zone del corpo in cui avvertono dolori.

Il cimitero immerso nella natura

Dopo essersi purificati con il fuoco e aver consumato la colazione in camera, è il tempo di perdersi in un luogo che sembra quasi appartenere a un altro mondo.

Tra le esperienze più emozionanti da fare a Koyasan c’è infatti la passeggiata lungo Okunoin, il più grande cimitero del Giappone, completamente immerso nella foresta.

La sensazione di pace e solennità che si prova passando tra le statue buddiste di pietra che trovano casa tra gli imponenti alberi di cedro, esplode in una vibrante emozione quando, appena dopo il calar del sole, si giunge di fronte al mausoleo di Kobo Daishi.

La strada che precede il mausoleo è puntellata dalle lanterne della Torodo Hall, simili a lucciole che indicano la via per il luogo sacro.

Qui vige il divieto di scattare fotografie o girare video. Una regola istituita per valorizzare un luogo che merita di essere osservato a lungo e con attenzione in tutti i suoi particolari.

Il bagno nell’Onsen

Uno dei momenti più piacevoli della giornata è il ritorno al tempio. Dopo una lunga giornata a esplorare Koyasan non c’è niente di meglio di immergersi nell’onsen. Gli onsen sono dei bagni termali ai quali si accede rispettando delle puntuali pratiche.

I bagni termali sono diversi per gli uomini e le donne, dal momento che vi si accede totalmente nudi.

Prima di lasciarsi avvolgere dalle calde acque riscaldate delle montagne di Koyasan, è necessario lavarsi nelle docce ed essere sicuri di aver rimosso qualunque traccia di profumi o saponi.

Il corpo deve essere totalmente libero di essere accolto nelle acque termali, considerate curative. I minerali presenti nelle acque delle montagne hanno, infatti, effetti benefici per la pelle e distendono i muscoli.

L’importanza dei rituali

La ritualità di ogni piccolo gesto è tra gli aspetti fondamentali da rispettare per lasciarsi conquistare anima e corpo da questa esperienza.

Tutto è scandito da momenti che si susseguono con un ordine quasi naturale. Ogni momento della giornata all’interno di un tempio giapponese buddista vale la pena di essere assaporato senza fretta.

Il silenzio, la pace e il rispetto di rituali ben precisi danno la giusta importanza ad ogni gesto e regalano momenti di riflessione che spesso cambiano il modo in cui osserviamo la realtà che ci circonda.

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