Il nostro giro d’Italia senza soldi, per ricordare un amico scomparso e dimostrare che si può fare

Un viaggio può essere tante cose. Può essere una fuga, una liberazione, un nuovo inizio, un sogno che diventa realtà. Ma un viaggio può essere anche un modo per ricordare una persona che non c’è più. Un amico che se n’è andato troppo presto.

È questo il caso dell’avventura che hanno intrapreso Nicola e Chiara, due giovani ragazzi italiani che stanno facendo il giro dl’Italiasenza soldi. Proprio così: fanno autostop, mangiano cibo che verrebbe buttato e si affidano alla disponibilità di coloro che incontrano sulla loro strada. Spesso si tratta di persone che amano il luogo dove vivono e desiderano semplicemente contribuire al viaggio indimenticabile di questi due ragazzi.

Il loro obiettivo è duplice: dimostrare che chiunque può viaggiare, anche chi non ha grandi disponibilità economiche, ma soprattutto omaggiare la vita del loro amico. Un giro d’Italia da vagabondi che grazie ai social network si sta trasformando in una fonte di grande ispirazione per tanti viaggiatori. Li abbiamo intervistati.

Ciao ragazzi, benvenuti su Mangia Vivi Viaggia. Raccontateci qualcosa sul vostro conto.

Ciao a tutti, siamo a Nicola e Chiara, abbiamo 22 e 20 anni e siamo una coppia da quattro anni. Ci siamo conosciuti a un festival del cinema e nutriamo le stesse passioni. Io (Nicola) ho terminato la scuola alberghiera da tre anni e ho iniziato subito a lavorare come panettiere, Chiara ha terminato ragioneria l’estate scorsa e ha lavorato in un’azienda di serigrafia.

Com’è nata l’idea di questo giro d’Italia senza soldi?

L’idea è nata in seguito a una tragedia che ci ha colpiti da vicino. Nel settembre del 2016 siamo partiti con tre amici per Fuerteventura, una delle isole delle Canarie. Dopo aver trovato lavoro e una splendida casa in mezzo al deserto in cui vivere, Matias, il mio migliore amico, ha perso la vita annegando in mare. È stato un durissimo colpo. Per forza di cose siamo rientrati in Italia, perché il sogno di trasferirci all’estero si era spezzato nel peggiore dei modi.

Tuttavia, ci siamo presto resi conto che ritornare a casa e continuare come se nulla fosse era impossibile. Matias ci ha lasciati con un messaggio: ci ha fatto comprendere l’importanza del tempo. Oggi ci sei e domani non si sa. Abbiamo capito che se sentiamo il bisogno di ardere di vita, allora dobbiamo godercela a tutti i costi.

Personalmente ho deciso di fare il giro dell’Italia un po’ per sfogo, un po’ per distrarmi da quello che era successo. In realtà, il motivo principale è che volevo portare a termine qualcosa per innalzare il messaggio di Matias.

Perché avete scelto di viaggiare senza soldi?

Abbiamo scelto di viaggiare senza soldi perché possiamo conoscere una cultura stando a stretto contatto con le persone che ci aiutano e al tempo stesso dare speranza a chi crede di non poter fare qualcosa in quanto limitato economicamente. Vorremmo che il nostro viaggio sia la dimostrazione che chiunque può viaggiare.

Come vi organizzate praticamente per muovervi pur senza spendere?

Abbiamo attuato un sistema ben preciso: dormiamo in tenda, ci spostiamo a piedi o in autostop e per mangiare sfruttiamo l’enorme spreco causato dalle varie attività di produzione alimentare, come i panifici.

Non immaginate quante cose vengano buttate ogni giorno. Noi entriamo e chiediamo se è avanzato qualcosa la sera prima, che dovrà essere inevitabilmente buttato. Ci viene dato qualcosa quasi sempre, spesso molte persone hanno il piacere di darci il più possibile proprio perché sanno che dovranno buttare tutto.

A che punto è il vostro giro d’Italia?

Siamo partiti da Conegliano, in provincia di Treviso. Siamo usciti da casa mia esattamente come se dovessimo fare una passeggiata. Ci siamo diretti verso Trieste e poi di nuovo a ovest attraversando tutta la pianura padana. Arrivati a Torino siamo scesi in Liguria e abbiamo percorso tutta la costa fino alla Toscana. Siamo arrivati a Firenze e poi scesi fino a Roma, Napoli e tutta la costa della Calabria.

Ora stiamo girando la Sicilia in senso antiorario e stiamo per raggiungere Agrigento. Terminata l’isola, torneremo in Calabria girando lo Ionio fino in Puglia, da dove risaliremo la costa adriatica fino a casa.

Qual è lo scopo finale di questo viaggio?

Uno degli scopi è portare a galla valori che si stanno perdendo col tempo, come il viaggiare lentamente o il semplice avere fiducia nelle persone che non si conoscono. Parallelamente vogliamo dare speranza a chi crede che non si possa viaggiare con pochi soldi. Ma soprattutto vogliamo ricordare Matias e tenere alto il suo insegnamento.