Il giro del mondo di Gunther e Christine: 26 anni on the road, 177 paesi e 890.000 km

Nel 1988 Gunther Holtorf decise di licenziarsi e iniziare a godersi la vita sfruttando i tanti risparmi che aveva accumulato in anni e anni di lavoro. Aveva deciso di inaugurare quella nuova fase della sua vita con un viaggio, ma non un viaggio qualunque, perché insieme alla moglie Christine aveva programmato di girare l’Africa per un anno e mezzo. Da sempre il loro sogno era di visitare il continente nero, e il sogno si stava finalmente realizzando.

Ma Gunther e Christine non sapevano che li aspettava un’avventura ancora più epica, che non avrebbero mai dimenticato e sarebbe diventata leggendaria tra gli appassionati di viaggi. Perché il viaggio, invece di durare un anno e mezzo, è durato 26 anni.

Due cuori e un fuoristrada

Gunther e Christine partirono per l’Africa con una Mercedes Benz G Wagon che ribattezzarono “Otto“. Non sapevano che quella robusta auto tedesca avrebbe dimostrato una affidabilità al di sopra di ogni aspettativa. Ma andiamo per ordine: la coppia completò il percorso africano che si era prefissato in 18 mesi, apprezzando particolarmente la pace che trovarono tra le dune del Sahara. Quando quel giro si concluse, i due scoprirono di non avere alcuna intenzione di fermarsi.

Così, molto semplicemente, decisero di continuare a viaggiare.

“La sensazione era troppo bella per essere vera”, ha spiegato Gunther. “Potersi svegliare ogni giorno e decidere cosa fare sul momento era il massimo. Ci siamo davvero goduti quel periodo”.

Dopo l’Africa, la coppia imbarcò il fuoristrada su una nave cargo in direzione Stati Uniti. Da lì raggiunsero il Circolo Polare Artico, poi l’Australia. Successivamente visitarono l’intero continente asiatico, spingendosi fino ai piedi dell’Himalaya. Visitarono anche l’Iraq in tempi di guerra, furono invitati a Cuba da Raul Castro e furono i i primi occidentali a cui fu dato il permesso di entrare in Corea del Nord con un veicolo europeo.

La morte di Christine e la promessa di Gunther

Il viaggio era iniziato nel 1989 e si è concluso solo nel 2014. Gunther ha visitato 177 nazioni del mondo, percorrendo la bellezza di 890.000 km. Purtroppo, però, non ha potuto completare questa impresa con la moglie: nel 2010 Christine è morta dopo una lunga malattia. Gunther ha proseguito nella scoperta del mondo da solo, per mantenere una promessa che le aveva fatto.

“Mi chiese molto seriamente di continuare a viaggiare dopo che se ne sarebbe andata“, spiega l’anziano, che dal 2010 al 2014 ha viaggiato con una foto della moglie appesa allo specchietto retrovisore. “Mi ha detto che non sarebbe cambiato nulla, che sarebbe stata sul sedile del passeggero vicino a me come aveva sempre fatto. Sono ripartito anche per affrontare il lutto, gli ultimi quattro anni sono stati difficili ma sono stato in tutti i posti dove non ero mai stato”.

Il ritorno a casa dopo 890.000 km

Nel 2014, dopo 26 anni on the road, Gunther è tornato in Germania, dove è stato accolto come un eroe. “Mi sono sentito un po’ triste, diciamo che avevo gli occhi pieni di lacrime. Dopo 26 anni era il mio ultimo giorno con Otto“.

Questo viaggio straordinario ha infatti consegnato alla leggenda anche il fuoristrada della Mercedes, che oggi è esposto al salone dell’automobile di Stoccarda.

“Otto è stata la nostra casa lontano da casa. Non si è mai rotto. Ovviamente abbiamo avuto qualche gomma a terra, ma il motore non si è mai fermato una sola volta, e quando capitavano piccoli problemi ero sempre in grado di aggiustarli personalmente”.

Gunther ci tiene a precisare che viaggiare è possibile per chiunque. Basta sapere come muoversi spendendo poco: “Le più grandi spese che affronta un viaggiatore medio sono i ristoranti e gli hotel. Evitale entrambe: dormi in macchina e preparati il tuo cibo comprando gli ingredienti localmente. I nostri costi sono stati solo due: la benzina e le navi cargo per spostare Otto da un continente all’altro”.

Un viaggio senza tempo e indimenticabile

Oggi Gunther ha deciso di fermarsi definitivamente. Dopo aver detto addio alla moglie e a Otto, ha deciso di godersi la vecchiaia nella tranquillità di un paesino bavarese. Dice di essere finalmente in pace con se stesso dopo tutti questi anni on the road, e di voler scrivere un libro sullo straordinario viaggio che intraprese quasi trent’anni fa con la moglie.

Passerà il resto della sua vita accarezzando i ricordi di un’ avventura leggendaria. Ma nonostante questa esperienza unica, non se la sente di dare lezioni di vita agli altri. Il viaggio rende umili e come dice lui stesso, “più viaggi e più realizzi quanto poco hai visto del mondo“.