Avevo un lavoro noioso e una vita infelice, oggi lavoro viaggiando grazie a Instagram

IG @doyoutravel

Diventare travel blogger è considerato da molti un sogno irrealizzabile, un obiettivo che possono darsi solo i cosiddetti “figli di papà“, ovvero coloro che hanno alle spalle un supporto economico importante da parte della famiglia.

È questo il motivo per cui, quando si parla di travel blogger, si leggono sempre i soliti commenti molto acidi: è una possibilità che la maggior parte delle persone reputa esclusiva di chi è nato ricco e non ha mai lavorato nella sua vita.

La realtà è ben diversa. Si può diventare un travel blogger che fa del viaggio il suo stile di vita e il suo lavoro anche partendo dal basso. E la storia di uno di Jack Morris ne è la dimostrazione: fino a pochi anni fa puliva tappeti in una grigia città inglese, oggi gira costantemente per il mondo e si mantiene grazie ai contenuti che produce e pubblica sui social network.

L’incredibile storia di Jack Morris

Jack Morris è uno dei travel blogger più famosi al mondo. Attualmente conta 2.7 milioni di follower sul suo account Instagram “doyoutravel“, dove pubblica le foto dei suoi innumerevoli viaggi.

Lui e la fidanzata Lauren girano il mondo soggiornando in hotel di lusso, sono costantemente alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e hanno alle spalle centinaia di viaggi in località meravigliose.

Come possono permettersi una vita del genere? Sfruttando la loro popolarità: sono pagati da enti privati e pubblici per promuovere determinati luoghi, strutture, servizi o attrazioni.

D’altronde, se un tempo erano la televisione, la radio e i giornali, al giorno d’oggi sono i social network il mezzo più efficace per raggiungere il maggior numero di persone. Per questo motivo, travel blogger come Jack e Lauren guadagnano migliaia di dollari anche solo per un singolo post sponsorizzato sui loro account Instagram.

Quella di Jack Morris sembra una vita da favola, troppo bella per essere vera: ha trovato quella che definisce “la ragazza della sua vita”, guadagna un sacco di soldi postando foto su Instagram e ha la possibilità di viaggiare ovunque, ogni volta che ne ha voglia.

È inevitabile pensare che provenga da una famiglia ricca per essere arrivato dov’è ora. Non ci sarebbe nulla di male se fosse così, ma la realtà è completamente diversa: fino al 2012, Jack era un ragazzo qualunque, che lavorava dalle 9 alle 5 dal lunedì al venerdì. Poi, un giorno, qualcosa si è rotto

Una vita infelice, poi un biglietto di sola andata per Bangkok

“Sei anni fa lavoravo in un’azienda che si occupava di pulire tappeti”, ha raccontato Jack, conosciuto da tutti come “DoYouTravel”. “Ogni giorno, dalle 9 di mattina alle 5 di pomeriggio, pulivo e lavavo tappeti. Da quando ho lasciato il liceo a 17 anni, fino a quando ne avevo quasi 22, ho sempre lavorato per mantenermi”.

La sua storia è quindi diametralmente opposta a quella di un figlio di papà. Senza diploma, Jack ha capito presto di dover lavorare duramente per farsi strada. Ma nel 2012, poco prima di compiere 22 anni, ha deciso di buttarsi su un sentiero alternativo. Esattamente come racconto nel mio libro “Le coordinate della felicità“, ma per Jack non è stata l’Australia la prima meta…

“Avevo quasi 22 anni e lavoravo tutti i giorni. Mi annoiavo a morte. A quell’età lavoravo già da cinque anni di fila e non ne potevo più. Compresi che c’era qualcosa di sbagliato nella mia vita se l’unico momento emozionante era quando mi ubriacavo fino a perdere i sensi ogni weekend. Avevo circa £3.000 (circa 3.500 euro) da parte e un giorno ho preso una decisione impulsiva: mi sono licenziato e ho comprato un biglietto di sola andata per Bangkok“.

IG @doyoutravel

Viaggiare in Asia da backpacker

Così Jack Morris ha messo in pratica quella fantasia proibita che molte persone accarezzano soltanto: mollare tutto e partire. Lo ha fatto con pochi soldi e senza alcun piano preciso, senza sicurezze. Un vero e proprio salto nel vuoto, quello che a volte risulta però necessario per iniziare a seguire la propria felicità.

“A parte la prenotazione della prima notte in ostello, il resto era completamente sconosciuto. Ma avevo bisogno proprio di questo: ero spaventato a morte, eppure mi sentivo vivo! In ogni caso, dopo qualche mese da backpacker ho iniziato a finire i soldi… ma in quel periodo ho anche compreso che avrei potuto guadagnare con Instagram. Inizialmente volevo solo andare in pari con le spese e viaggiare gratis”.

Come diventare travel blogger: la nascita di “doyoutravel”

Era il 2013, e all’epoca diventare travel blogger era un obiettivo davvero poco comune. Jack iniziò a postare le immagini dei luoghi che visitava con lo zaino in spalla, ma contrariamente a molti account che si occupano di viaggi low cost, cercò di rendere le sue foto immediatamente riconoscibili grazie all’alta qualità delle immagini e alle location lontane dalle rotte turistiche.

Già all’epoca era un vero e proprio lavoro riuscire a creare contenuti originali e interessanti, ma il ragazzo aveva uno stile fuori dal comune. In breve tempo il suo seguito divenne sempre più numeroso.

“Sono stato contattato da brand che erano interessati a farsi pubblicità sul mio profilo Instagram. All’inizio non volevo accettare, perché per me era solo un progetto personale. Poi sono arrivate delle proposte che non potevo proprio rifiutare, troppo grandi. A quel punto Instagram è diventato il mio lavoro”.

Una storia da favola: lavorare viaggiando e trovare l’anima gemella

Jack lavora soprattutto con gli enti del turismo. Nel 2016 le Isole Fiji gli hanno pagato un’intera vacanza per pubblicizzare questo paradiso terrestre. Insieme a lui c’era una ragazza, Lauren Bullen, anche lei travel blogger. I due si sono conosciuti ed è stato subito amore.

“Ci siamo piaciuti subito e non ci siamo staccati per tutta la settimana”, racconta Jack. “L’ultima notte insieme alle Fiji le ho chiesto di non tornare a casa, ma di venire a vivere con me a Bali. Lei mi ha detto di sì e da allora stiamo insieme”.

Oggi Jack e Lauren vivono a Bali, viaggiano almeno una volta al mese e sono la coppia di travel blogger più nota e seguita su Instagram. Complessivamente, i loro profili sono seguiti da oltre tre milioni di persone.

Numeri importanti, che gli permettono di vivere viaggiando: solo nell’ultimo anno hanno pubblicizzato le crociere Royal Carribean, i parchi divertimento Disney, la compagnia aerea neozelandese Air NZ, AirBnB e decine di altri brand. Un singolo post pubblicitario sul loro account vale tra i $3.000 e i $9.000, perché è visto, commentato e condiviso da milioni di persone.

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La storia di Jack Morris: come fare della propria vita ciò che si vuole

Un lavoro da sogno per qualsiasi amante dei viaggi, una vita che sembra troppo bella per essere vera. E invece la storia di Jack Morris dimostra che non è così: nel 2012 puliva tappeti tutti i giorni, guadagnava pochissimo ed era profondamente insoddisfatto; qualche anno dopo aver rischiato tutto per crearsi una vita alternativa e basata sulla sua felicità, era già uno dei travel blogger più seguiti al mondo.

Se non avesse preso la decisione di licenziarsi e partire, non avrebbe trasformato le sue fotografie nel lavoro più bello del mondo. Non sarebbe mai riuscito a realizzare l’obiettivo di diventare un travel blogger.

E so che a molti può sembrare assurdo guadagnare con Instagram, ma usciamo un attimo da questi schemi mentali: parliamo di un ragazzo che prima era schiavo di un lavoro triste e sottopagato ed era obbligato a vivere nella stessa città tutto il giorno, tutti i giorni; oggi, grazie al suo intuito e al coraggio di cambiare tutto, fa del viaggio il suo lavoro e gestisce il suo tempo come preferisce.

Il punto è che spesso la propria realizzazione personale si ottiene solo passando da scelte drastiche e rivoluzionarie, senza aver paura di osare e di sperimentare percorsi alternativi.

Lo dimostra la mia storia, lo dimostra la storia di Jack e lo dimostrano le migliaia di storie di quei sognatori e ribelli che sono riusciti a liberarsi della schiavitù di una vita abitudinaria e infelice per mettersi alla ricerca delle loro personalissime coordinate della felicità.

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