Un amore finito e la depressione, poi ho iniziato a camminare da sola e ho imparato a perdonarmi

Uno dei motivi per cui amo viaggiare è scoprire storie di vita incredibili. Quando esplori il mondo con consapevolezza e senza paura, ti capita continuamente di ritrovarti a parlare con le popolazioni locali e con viaggiatori da tutto il mondo. E se con i local hai la possibilità di conoscere modi di intendere la vita diametralmente opposti al tuo, quando parli con un altro giramondo hai spesso la sensazione di parlare qualcuno come te.

Negli anni ho ascoltato le storie di vita di tanti viaggiatori e viaggiatrici, ma quella di Darinka Montico è una delle più straordinarie. Perché è la storia di una persona che ha davvero scelto di camminare sulle strade alternative della vita, fregandosene del giudizio altrui e ragionando sempre e solo in funzione del suo cuore.

Ed è stata proprio una questione di cuore a rompere l’ennesimo delicato equilibrio che Darinka aveva creato. La fine di una relazione che doveva diventare un matrimonio ha rappresentato un nuovo e definitivo inizio, questa volta basato esclusivamente su se stessa.

10 anni vivendo in giro per il mondo

Conoscevo Darinka per quell’episodio d’amore, quella rottura improvvisa che l’aveva portata a mollare tutto e iniziare a camminare. Letteralmente. Prima di farmi raccontare quella fase della sua vita, ho voluto chiederle di quello che era successo prima. E così ho scoperto una persona che in dieci anni ha fatto più di quanto il 99% della gente fa in una vita intera.

A 19 anni si è trasferita a vivere a Londra per la prima volta. Poi si è fidanzata con un ragazzo canadese e lo ha seguito a Toronto. Da lì si è spostata a New York, poi ha lasciato il Nord America ed è partita per un viaggio nel sud-est asiatico con lo zaino in spalla. Si è innamorata del Laos ma ha deciso di allontanarsi anche da lì per andare in Nuova Zelanda con il Working Holiday.

L’appuntamento con il Laos è stato solo rimandato di un anno, perché dopo la Nuova Zelanda è tornata nel paese asiatico per restarci: ha aperto un ristorante e ha inaugurato un periodo durato quattro anni. Poi è andata in Australia con il Working Holiday Visa e dopo un anno si è trasferita a Hong Kong con il suo fidanzato irlandese; sono rimasti per qualche mese poi sono andati a Londra per iniziare una nuova vita.

IG @naturalbornwanderer

Una vita normale e il matrimonio

Qui Darinka ha trovato un po’ di stabilità dopo 10 anni in giro per il mondo vivendo mille situazioni diverse. Ma è proprio quando arriva la sicurezza di una vita “normale” che succede qualcosa che stravolge tutto…

“Non avevo una lira, non avevo messo niente da parte”, mi racconta. “E in più dovevo pagare l’affitto per entrambi, perché lui era un musicista di strada e non aveva ancora capito come fare soldi in quel di Londra. Trovai questo annuncio su un giornale che diceva: cercasi massaggiatrice di teste, buono stipendio, nessuna esperienza necessaria. Mi presero e mi formarono, poi iniziai a lavorare in un casinò massaggiando le teste dei giocatori di poker al tavolo”.

Darinka fa la massaggiatrice nei casinò e il suo compagno suona per strada. Sono innamorati e decidono di fare il grande passo: “Il mio compagno mi chiede di sposarlo. Io sono innamoratissima e dico di sì. Sono al settimo cielo”.

E qui la prospettiva di una vita più stabile sparisce con la stessa velocità con cui è arrivata.

La fine della relazione e la depressione

“Un mese dopo avermi chiesto di sposarlo, il mio ex mi lascia da un giorno all’altro. Nessuna spiegazione, nessuna ragione. Mi chiedo ancora adesso il motivo, ma in quel momento non potevo che farmene una ragione”.

Il colpo è durissimo e dà il via a un periodo nero.

Ero depressa, mi chiedevo cosa ci facessi a Londra a 33 anni, da sola. Mi sentivo completamente persa. Continuai con quel lavoro per un paio di mesi ma avevo una vita distruttiva tra droghe e alcool. Caddi anche dalla bici e mi spaccai il mento, un incidente che mi aprì gli occhi: ero caduta perché ero completamente ubriaca“.

La vita può prendere svolte rapide e inaspettate. Nel male, ovviamente, ma anche nel bene. Quando meno te lo aspetti, l’universo ti dà dei segnali forti. Devi solo saperli ascoltare.

Cambiare vita e iniziare a camminare

“Un giorno stavo massaggiando un giocatore di poker super nervoso. Mi dava brutta energia. A un certo punto non ce l’ho più fatta: mi sono guardata intorno disperata, poi le mie scarpe: c’era scritto “Go Walk”, vai a camminare. Era la cosa più intelligente che avessi mai letto in vita mia. Mi licenziai all’istante e seguii il consiglio: iniziai a camminare”.

Camminare può essere una terapia, è un grande antidoto a tanti problemi, specialmente emotivi.

“Camminai per Londra, ragionando sulla mia vita. Era già un po’ che stavo pensando a un progetto apparentemente folle: farmi l’Italia a piedi. Mi era sempre sembrata una di quelle cose assurde che non farai mai. Banalmente, in quel momento non avevo altro da fare e camminando si era svegliata in me la voglia di riscoprire ciò che mi appassionava. Volevo svegliarmi dallo stato di apatia in cui ero sprofondata e realizzare il mio sogno di percorrere tutta l’Italia a piedi“.

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A caccia di sogni per l’Italia

Darinka lo fa davvero: percorre 3.000 km in Italia, da sud a nord. Non ha soldi, non può dormire nemmeno negli ostelli. E allora decide molto semplicemente di aprirsi alle persone, fidarsi di loro e proporre uno scambio molto particolare.

“Il mio obiettivo era raccogliere i sogni delle persone che avrei incontrato. In cambio della loro ospitalità avrei regalato loro il mio tempo e la mia attenzione. Avrei scritto i loro sogni e li avrei portati con me. Non mi ero organizzata, ma ce l’ho fatta: sono partita il 21 marzo e sono tornata a metà febbraio”, mi dice con soddisfazione.

Ho camminato per 7 mesi e 3.000 km, senza un euro in tasca, e ho quasi sempre trovato ospitalità. Solo in sette notti mi sono dovuta arrangiare, ho dormito in spiaggia e anche dentro una cabina telefonica. Devo dire che in Italia siamo messi ancora bene in termini di ospitalità”.

“Ho imparato a perdonarmi”

Un viaggio del genere ha il potere di cambiarti e insegnarti tanto. Può togliere il velo che la quotidianità utilizza per nascondere i problemi e renderli incomprensibili.

“Ci ho messo 3.000 km per capire la vera ragione per cui ero partita: dovevo perdonare me stessa. Fortunatamente ce l’ho fatta. È stata una terapia personale, un processo di redenzione. Ho fatto due settimane di silenzio quasi assoluto lungo la Via Francigena e da allora raccomando a tutti di farlo. Camminare è una terapia”.

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La normalità non esiste

Oggi Darinka è una viaggiatrice a tempo pieno. Il suo libro “Walkabout: l’Italia a piedi, senza soldi, a raccogliere sogni” ha venduto migliaia di copie e le ha permesso di aprire un nuovo meraviglioso capitolo della sua vita alternativa: quella di scrittrice di viaggio.

L’ultimo capitolo di un percorso lungo e incredibile: ha vissuto e lavorato a Londra, in Canada, in Australia e in Nuova Zelanda, ha aperto un ristorante in Laos, ha massaggiato le teste dei giocatori di poker nei casinò inglesi e ha percorso tutta l’Italia a piedi. Ma soprattutto ha sperimentato e vissuto a pieno ogni istante, cogliendo ogni opportunità che il mondo le ha offerto.

Di fronte a una storia come la sua non posso che chiederle cosa pensi di questa sua vita decisamente alternativa. E la sua non-risposta è una bella lezione per chiunque si senta fuori posto negli ingranaggi della società.

L’idea di essere normale è un’invenzione, non solo a livello di spazio ma anche di tempo. Ad esempio, ciò che era normale vent’anni fa in Italia ora non lo è più. I miei non sono stati gesti di ribellione ma la semplice consapevolezza che la normalità non esiste. Quando lo capisci non hai più nulla a cui conformarti e a quel punto puoi essere te stessa“.

Il potere del viaggio

Quando finalmente te ne rendi conto, ti senti libero. Ma la libertà fa una paura tremenda ed è qui che entra in gioco il viaggio.

“Quando capisci che non esiste il “normale”, non hai più alcun punto di riferimento. Rifiuti l’idea di conformarti ma non hai più nessuno che ti dia le istruzioni. Ed è qui che il viaggiare entra in gioco: è come se prima di viaggiare fossi nudo e ogni volta che visiti un paese ti coprissi di fili che formeranno i tuoi vestiti”.

Da questa vita costantemente on the road, Darinka ha imparato una grande lezione:

“Uno di questi fili può essere Dio: magari ti ritrovi più nelle parole del Buddha che in quelle del Vangelo. Può essere il cibo: magari scopri di amare di più una zuppa di noodles per colazione invece di cappuccino e brioche. Viaggiare ti insegna davvero ad essere davvero te stessa, tesse i vestiti che indosserai adatti alla tua personalità”.

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