Come un anno sabbatico in giro per il mondo ci ha cambiato per sempre la vita

Kayti è una ragazza americana che negli ultimi due anni ha vissuto profondi cambiamenti nella sua vita. Il suo è stato un percorso incredibile, pieno di difficoltà e momenti di pura felicità. Un viaggio che ha portato lei e suo marito a stare lontani da casa per un intero anno, per poi decidere di non tornare mai più alla vita precedente.

Quando deve raccontare quest’avventura, Kayti parte dalla fine. Da un episodio avvenuto al termine dei 12 mesi di viaggio che le rimarrà per sempre impresso nella mente.

I miei piedi sono affossati nella sabbia fredda; i miei capelli da viaggiatrice, ormai lunghi, cadono leggermente sulla mia schiena nuda. La notte è buia, eccetto per il cielo, dove le stelle più luminose che io abbia mai visto brillano sopra di me. Posso sentire la brezza dell’Oceano Pacifico e, mentre lo faccio, sussurro una preghiera di gratitudine. Mi chiedo quanto di tutto ciò possa trattenere per sempre nel mio cuore.

Parole emozionanti e intense, che Kayti utilizza per raccontare uno dei frammenti più importanti della sua vita.

Da qualche parte, in lontananza, mio marito cammina sulla spiaggia. Siamo su questa isola deserta grazie al nostro nuovo amico, Sergio. Nativo del Costa Rica, si definisce “l’uomo che sussurra alle tartarughe”. Ci ha offerto la possibilità di osservare la corsa verso il mare delle tartarughe appena nate.

Mi avvicino a mio marito nell’oscurità e lo abbraccio. Appoggio la mia testa sul suo petto mentre guardiamo le stelle. Poi Sergio ci sussurra di avvicinarci. Ci dice di fare piano e non fare rumori. Seguendo il suo sguardo emozionato, mentre il sole inizia a sorgere in lontananza, notiamo un movimento leggero nella sabbia.

Una minuscola tartaruga arranca sulla spiaggia cercando il mare. Non riesco a crederci. Cado in ginocchia e osservo questa nuova vita rivolgere la sua testa verso il mare. Respira per la prima volta, ed è come se salutasse il mondo. Il mio cuore brucia di emozione. Sussurro a quel piccolo essere vivente un “benvenuto”, con le lacrime agli occhi. Come se mi stesse aspettando, solo a quel punto si dirige verso il mare.

Un momento straordinario, che solo un viaggio sa regalare. Un momento che Kayti non avrebbe mai vissuto se non avesse preso una decisione radicale un anno prima.

IG @kaytichristian

Cambiare vita con un anno sabbatico

“Dodici mesi prima, io e mio marito ci siamo imbarcati su un volo per l’Europa. Nei mesi precedenti avevamo lasciato i nostri lavori, venduto la casa e messo tutto ciò che ci serviva davvero nel nostro zaino da 60 litri“, racconta Kayti. Una scelta coraggiosa, per molti folle, ma dal suo punto di vista ormai necessaria.

Soffocare è il termine giusto per descrivere la vita che ci siamo lasciati alle spalle”, prosegue. “Dopo esserci laureati ed esserci sposati giovani, abbiamo costruito la nostra esistenza su lavori facili e una casetta in periferia. Abbiamo scambiato la nostra gioventù per un salario e il nostro matrimonio per una cucina super accessoriata. Dopo quattro anni così, potevamo a malapena vivere“.

Dopo aver fatto due calcoli e aver condiviso l’uno con l’altro i rispettivi desideri e le inevitabili paure, Kayti e il marito hanno compreso di dover cogliere l’opportunità di un anno sabbatico in giro per il mondo. In ballo c’erano la loro felicità e il loro matrimonio. Come racconto nel mio libro, a volte non importa dove andrai, importa solo andare.

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“Tutto il nostro mondo ruotava intorno alle nostre scrivanie in ufficio e le serate a guardare Netflix. Non riconoscevo più la mia vita, né mio marito. Certamente non riconoscevo più me stessa. Decidemmo di darci un’ultima possibilità per salvare il nostro matrimonio e provare a nuotare controcorrente”.

La realizzazione del piano passava per un lungo viaggio.

“Come farlo? La risposta era in un vecchio album di fotografie impolverato: Ruanda, Corea del Sud, Belize, Germania. Tutti luoghi in cui avevamo viaggiato ai tempi dell’università. Sfogliare quelle foto ci fece capire che chi eravamo e chi volevamo tornare ad essere“.

Con una nuova energia ad alimentare la loro vita, la coppia ha iniziato a trasformare il sogno in realtà.

“Abbiamo iniziato a risparmiare ogni singolo dollaro, poi abbiamo venduto tutto e abbiamo comprato i biglietti di sola andata più economici che potevamo trovare. Un mese dopo eravamo su un aereo per Madrid“.

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12 mesi in giro per il mondo

Nei successivi 12 mesi, Kayti e il marito hanno visitato gran parte dell’Europa, dalle nazioni mediterranee ai paesi scandinavi. Hanno osservato meravigliati l’architettura in Polonia e gustato birra artigianale in Belgio.

Poi si sono spostati in Asia, dalla Thailandia fino alle montagne incredibili dell’Himalaya. Poi il Sud America: la Colombia, l’Argentina, il Cile. Infine, il Centro-America, dove in una notte illuminata solo dalla stelle hanno osservato le tartarughe appena nate raggiungere il mare per la prima volta.

Quella fu l’ultima nottata del loro anno sabbatico. Poche ore dopo Kayti e il marito hanno preso un aereo per tornare a casa, dodici mesi dopo. Erano diversi da quando erano partiti, in parte perché avevano capito che il loro matrimonio non era a rischio ma più vivo che mai. A vole le circostante sono davvero in grado di distruggere tutto.

Dal Colorado a Londra, dall’infelicità alla felicità

In parte perché quell’anno sabbatico aveva mostrato loro la vita che desideravano davvero.

“Il viaggio di un anno ci ha aperto gli occhi e mostrato il mondo in un modo nuovo. Le nostre lingue hanno assaporato sapori nuovi, le nostre orecchie hanno ascoltato melodie favolose. Abbiamo vissuto, abbiamo rischiato e ci siamo ritrovati. Ma soprattutto ci siamo innamorati nuovamente di noi”.

Grazie a quell’avventura lunga 12 mesi, Kayti e il marito si sono resi conto di non voler più vivere in Colorado. Volevamo più movimento, più arte e soprattutto la possibilità di viaggiare nei weekend. Così hanno preso un’altra decisione forte: trasferirsi a vivere a Londra.

Oggi vivono in Inghilterra e sono felici. Un processo, quello che li ha portati ad essere felici, che devono a un anno sabbatico. 12 mesi in cui si sono presi l’opportunità di aprire i loro occhi, il cuore e la mente.

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