Università e posto fisso? Viaggio in van da sola e insegno Yoga: eccola, la mia felicità

IG @gypsealaysea

A chi non è mai capitato almeno una volta di pensare di cambiare completamente vita?

Succede a chiunque, indipendentemente dal sesso, il conto in banca, l’età e la nazionalità. Tutti si ritrovano a un certo punto a fantasticare su cosa accadrebbe nel caso in cui, improvvisamente, decidessero di mollare tutto per inseguire le proprie passioni.

Molti soffocano questo istinto, convinti che in fondo la vita sia anche (e soprattutto) una questione di accontentarsi. Poi ci sono quelli che non vogliono arrendersi. Come Luca, il protagonista del mio libro “Come una notte a Bali” ma in generale come tutti coloro che vengono spesso definiti “folli” perché cercano personalmente la propria strada, senza seguire ciecamente quella indicata dalla società, dal buonsenso, dagli altri.

Tra questi c’è anche Laysea, una ragazza americana che ha fatto questa scelta: a un certo punto, di fronte a una forte crisi personale, ha deciso di non combattere i suoi istinti ma assecondarli.

Cambiare vita

Il suo punto di rottura c’è stato quando ha iniziato a frequentare l’Università. Tutti le avevano parlato di questo momento come la vera svolta, gli anni in cui si sarebbe divertita e goduta la vita al massimo.

Eppure si sentiva in trappola.

All’interno del freddo sistema scolastico le sembrava di non respirare, di essere un pesce fuor d’acqua. Dentro di sé avvertiva il desiderio urgente di andare là fuori e scoprire il mondo, sperimentare la vera libertà, emozionarsi, creare ricordi indimenticabili.

Così, invece di soffocare questi istinti ha preso una decisione forte, la stessa che ho preso io e di cui parlo nel mio libroLe coordinate della felicità“. Pur sapendo di attirarsi forti critiche, Leysea ha mollato sul nascere la sua carriera universitaria per inseguire le sue passioni più grandi: il viaggio e lo yoga.

Lasciare l’Università per vivere in un van

Ho lavorato duramente fin da quando ne ho avuto la possibilità“, racconta. “Ho risparmiato soldi fin da piccola, evitando di spenderli in sciocchezze e cose inutili. Da sempre sono molto indipendente, e quando sono andata all’università ho resistito una settimana. Mi è bastato per capire che non era il mio percorso“.

Laysea ha invece iniziato a lavorare, cullando un sogno segreto: accumulare abbastanza denaro per dedicare un lungo periodo della sua vita alla scoperta del mondo.

Per farlo si è trasferita a San Diego, dove ha iniziato a lavorare tutti i giorni. In poco tempo si è però resa conto che un appartamento in affitto, oltre a portarle via gran parte dello stipendio, era qualcosa di cui poteva fare a meno.

“Ero in affitto in un appartamento dove vivevo con il mio cane. Avevo un sacco di spazio di cui non avevo assolutamente bisogno, anche perché ogni weekend dormivo nella mia jeep mentre ero in viaggio. Praticamente tornavo a casa solo per rifare lo zaino”.

Continuando a seguire il suo istinto, Laysea ha preso un’altra decisione di vita molto alternativa: ha acquistato un van Volkswagen Westfalia del 1983, ha lasciato l’appartamento e ha iniziato a vivere on the road con il suo cane.

Less is more: meno si ha, meglio si sta

Voleva viaggiare il più a lungo possibile, ma senza spendere tanto. Questo stile di vita le ha permesso di realizzare un sogno.

“Ho rimesso in sesto il van e grazie a un pannello solare che ho installato sul tetto posso alimentare un frigo, la pompa dell’acqua e i fornelli della cucina”.

Più che un semplice furgoncino, il suo van è una vera e propria casa su ruote. E anche se è più piccolo del bagno medio di una casa americana, è esattamente ciò che cercava per vivere una vita avventurosa e costantemente in viaggio.

Con questa scelta rivoluzionaria, Laysea ha avuto la conferma che meno è meglio: meno si riempie la propria esistenza di oggetti e più la si può riempire di emozioni.

Yoga: da passione a lavoro

A volte basta avere il coraggio di prendere un percorso alternativo per innescare una reazione a catena di eventi positivi.

Laysea ha lasciato l’università tra le critiche di tutti e ha deciso di viaggiare in van a tempo indeterminato finendo per essere etichettata definitivamente come una pazza. Eppure, questo strano percorso le ha permesso di dedicarsi interamente alla sua grande passione per lo Yoga, che l’ha portata a sua volta a trovare un modo per mantenersi.

“Il costo della mia vita è molto basso e mi permette di non dover lavorare ogni giorno. A volte trovo lavoro stagionale oppure lavoro in cambio dei pasti. Da quando vivo in un van ho potuto seguire la mia passione per lo Yoga e oggi sono un’insegnante Ashtanga. Riesco a mantenermi facendo lezioni private quando viaggio”.

Lo Yoga e la Vanlife fanno parte dello stesso modo di intendere la vita: in entrambi i casi il materialismo viene messo in secondo piano per lasciar spazio alla spiritualità e alle emozioni. Laysea considera il fatto che lo Yoga le permetta di vivere la Vanlife quasi come un segno dell’Universo. Un incoraggiamento a continuare a esplorare il mondo.

Viaggiare in van da sola

La decisione di mollare tutto e viaggiate in van le ha anche permesso di scoprire la bellezza del viaggiare da sola.

Per una ragazza indipendente non esiste niente di meglio: un orizzonte nuovo ogni giorno, la totale libertà di scegliere che strada prendere e la possibilità di fare ciò che vuole della sua vita. E quando le chiedono se non ha paura, la sua risposta è decisa:

“Io ho sempre un atteggiamento positivo verso gli altri, e mi affido al mio intuito per giudicare le singole situazioni. Inoltre c’è il mio cane che mi aiuta. Con lei posso dire di non essere mai veramente da sola”.

Cosa significa davvero vivere in un van

Tralasciando gli aspetti più spirituali ed emotivi, cosa significa davvero vivere in un van? Laysea affronta anche gli aspetti pratici.

“Mi chiedono sempre dove parcheggio. Non è difficile trovare un posto dove fermarmi, ci sono tantissimi parcheggi pubblici.

Ma non esiste nessuna sensazione come il parcheggiare in una foresta o nel deserto, lontano da tutto e tutti. Quando guardi le stelle e ti scaldi di fronte a un fuoco. È qualcosa di incredibile”.

“Un’altra domanda che mi rivolgono spesso è come faccio a lavarmi. Molto semplicemente, quando passo per una città compro un pass giornaliero per una palestra, seguo una lezione di Yoga e mi faccio una doccia. Così ho la possibilità di conoscere persone interessanti, fare Yoga e lavarmi”.

Cosa ho imparato vivendo in un van

Laysea vive on the road da più di un anno. La definisce la migliore esperienza della sua vita, soprattutto perché le ha insegnato tantissimo.

“Ho imparato che la bellezza della vita è nel non programmare. Sono sempre stata una persona molto precisa, che doveva sempre sapere cosa avrebbe fatto e dove sarebbe andata.

La Vanlife mi ha insegnato a rallentare e a godermi il presente.

Tutto ciò che abbiamo è il qui e ora. Vivere in un van ti permette di amare quei piccoli momenti che abbiamo perso nelle nostre esistenze fatte di obblighi e fretta”.

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