Una storia di amore, van e libertà: Baru e Kathi, moglie e moglie in viaggio full time

IG @advanture_wives

Nel mio libro scrivo che molti si ritrovano a un certo punto della vita di fronte a un bivio: devono scegliere se essere giusti oppure essere felici.

Essere giusti significa fare tutto ciò che gli altri si aspettano da noi e seguire la strada che milioni di altre persone hanno percorso prima di noi. Vuol dire vivere per rispettare aspettative che non abbiamo deciso e diventare schiavi del giudizio degli altri.

Essere felici, invece, vuol dire ascoltare il proprio cuore e costruirsi una vita che può essere normale o alternativa, ma non importa: l’importante è che si basi sulle nostre coordinate della felicità, su ciò che ci fa svegliare ogni mattina sorridendo.

Sembrerebbe molto facile scegliere tra essere giusti o essere felici, eppure la maggior parte delle persone decide di seguire la prima strada. Così, molti si ritrovano “giusti ma infelici. Dall’altra parte, i sognatori, i ribelli e i viaggiatori si ritrovano a vivere esistenze non convenzionali e facilmente giudicabili, ma perdendosi sui sentieri alternativi della vita trovano anche una bella sorpresa: la felicità.

Questo è ciò che è successo a migliaia di persone quando hanno deciso di ribellarsi e seguire il proprio cuore. Tra queste, ci sono anche Baru e Kathi, una coppia di ragazze che ha trovato la felicità in una vita a dir poco alternativa e avventurosa, basata su una grande libertà e su un amore sconfinato per se stesse, il loro cane e la bellezza che il mondo ci offre dappertutto.

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Baru e Kathi, due anime diverse ma gemelle

Come scrivo nel mio libro “Le coordinate della felicità“, viaggiare ha il potere di far accadere cose inimmaginabili. Una delle più sottovalutate e al tempo stesso potenti è la possibilità di trovare l’amore. Succede continuamente: parti in solitaria e torni a casa con un pezzo di cuore in meno e una persona speciale nei tuoi pensieri.

Baru e Kathi si sono conosciute proprio così: una proveniva dalla Repubblica Ceca, una dalla Germania, e non sapevano che il loro viaggio in solitaria si sarebbe trasformato in qualcosa di meraviglioso e assolutamente inaspettato. Non potevano immaginarlo, anche perché fino a pochi anni fa avevano vite molto comuni.

“Prima di viaggiare, Baru era una wedding planner in un posto di gran classe a Praga”, mi racconta Kathi. “Io, invece, dopo la laurea avevo iniziato a lavorare a Berlino, città in cui vivevo da cinque anni. Siamo profondamente diverse, infatti dico sempre che il nostro amore è un miracolo: lei ama cantare, suonare la chitarra e recitare, tutte cose fuori dal mio mondo. Io sono una da sport estremi, amo fare skate e snowboard”.

La passione per il viaggio ha permesso alle loro anime di incontrarsi, ma solo dopo un giro lungo e largo per il mondo.

“Prima di incontrarci, Baru stava già viaggiando da due anni con il suo cane Kiri. Girava soprattutto in Europa, facendo autostop e lavorando nelle fattorie in cambio di vitto e alloggio. Io arrivavo da un periodo di backpacking in Sud America. Ho amato molto girovagare con il mio zaino sulle spalle per quel continente, ma poi ho iniziato a desiderare un modo di viaggiare più confortevole e indipendente“.

Il sogno di Kathi: una casa su ruote, la libertà e il viaggio

Tornata in Europa, Kathi ha iniziato a fantasticare sull’idea di acquistare un van, renderlo abitabile e trasformarlo nella sua casa su ruote per poter viaggiare a tempo indeterminato.

“Mi piaceva fare la backpacker, ma ne avevo abbastanza degli infiniti tragitti in bus e della continua ricerca delle stanze più economiche (che spesso non erano per nulla confortevoli). Così è nata l’idea di comprare un van e trasformarlo in una casa. Quando sono tornata a Berlino ho lavorato duramente per realizzare questo sogno. Ho cercato a lungo il mezzo giusto, perché volevo un van dove potessi stare comodamente in piedi e volevo che ci fosse spazio per due persone (all’epoca ero fidanzata con un’altra ragazza). Volevo anche che il van fosse bianco, perché un van bianco dà poco nell’occhio nelle grandi città e ti permette di campeggiare praticamente ovunque”.

L’obiettivo di Kathi era di costruirsi una casa mobile non solo per viaggiare ma anche per poter abbattere i costi di una casa vera e propria. Una scelta alternativa che ho preso anche io e ti porta a risparmiare molti soldi. Meno comfort, più soldi, più vita e più libertà.

“L’obiettivo era di costruirmi un van abitabile e viverci dentro per molti anni, senza dover pagare affitto e bollette. Sognavo una vita libera ma confortevole e quando ho iniziato a vivere nel van ho capito che era anche meglio di come la immaginassi“.

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“Ci siamo conosciute in Spagna e ci siamo follemente innamorate”

Una volta ultimato il suo van, Kathi si è messa on the road. Poco dopo, le sue coordinate si sono incrociate con quelle di Baru.

“Stavo già viaggiando in Europa da qualche tempo quando ho deciso di andare in Spagna per un progetto di Workaway (una piattaforma online dove si scambiano alcune ore di lavoro giornaliere per vitto e alloggio). Era nella Galizia e lì ho incontrato Baru. Abbiamo passato due settimane insieme e ci siamo follemente innamorate l’una dell’altra“.

Il loro amore è stato travolgente e al termine delle due settimane di Workaway si sono guardate negli occhi e hanno deciso di portare la loro neonata relazione su un altro livello.

“Quando abbiamo finito il Workaway, Baru e il suo cane Kiki si sono trasferite da me. Sul van, intendo”, mi spiega Kathi. “Abbiamo iniziato a viaggiare in van insieme. Baru e Kiki si sono innamorate di questo stile di vita, ed era così romantico poterci fermare ovunque volessimo per cucinare o rilassarci o leggere un libro…”.

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Baru e Kathi, moglie e moglie

Due cuori, un cane e un van. Una storia d’amore da film, ma Kathi mi racconta anche quei dettagli che nei film vengono omessi. Uno di questi è la necessità di guadagnarsi da vivere.

“Abbiamo dovuto affrontare quasi subito la nostra prima sfida: era il periodo natalizio e non avevamo più soldi. Inoltre faceva freddissimo! Ci è quindi venuta un’idea particolare: suonare la chitarra e cantare per strada. Io non so cantare, mentre Baru è bravissima. Diciamo che lei cantava e io facevo finta! Abbiamo passato due settimane così e abbiamo raccolto abbastanza soldi per fare il pieno e tornare in Repubblica Ceca. Abbiamo anche ricevuto molte birre gratis dalla gente”.

Una volta arrivati in Repubblica Ceca, dove Baru viveva, le due si sono rese conto di qualcosa che spesso si dà per scontato: erano innamorate. Stavano bene insieme, avevano trovato l’una nell’altra quel legame che ti garantisce un livello minimo di felicità ogni singolo giorno. E allora si sono dette: perché non ci sposiamo?

“Le settimane che io e Baru abbiamo trascorso suonando e cantando per strada mi hanno fatto capire chiaramente che Baru era la persona con cui volevo passare il resto della mia vita. Per lei dev’essere stato lo stesso, perché mi ha detto: “Okay, sposiamoci!” E lo abbiamo fatto: abbiamo girato il van, siamo tornate in Germania, abbiamo compilato i documenti e ci siamo diventate ufficialmente moglie e moglie“.

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“Manteniamo la nostra Vanlife con tre mesi di lavoro all’anno”

Dal momento in cui si sono sposate, Kathi e Baru hanno viaggiato in più di venti paesi europei, sempre a bordo del loro van. Il loro obiettivo è di continuare con la Vanlife per molti anni, ma come si mantengono economicamente per poter vivere in questo modo? Kathi mi spiega che le loro spese sono pochissime, perché hanno scelto di adottare uno stile di vita minimalista: meno oggetti, più esperienze.

“Molte persone ci chiedono come facciamo a mantenerci. La risposta è semplice: la Vanlife è il modo di vivere più economico che ci sia, almeno per noi. Non dobbiamo pagare l’affitto e non compriamo niente che non ci serva davvero (letteralmente). Le nostre spese fisse sono queste: gasolio, €400 all’anno di assicurazione sanitaria e €140 di assicurazione sul veicolo. Per mantenerci lavoriamo ogni anno nei tre mesi estivi in Germania, dove le paghe sono alte. I soldi che incassiamo bastano e avanzano per coprire le spese per i restanti nove mesi dell’anno. E se le cose dovessero andare male, abbiamo sempre la chitarra!”.

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Vorresti provare la Vanlife? Buttati e realizza il tuo sogno

Quando chiedo a Kathi quali siano i pro e i contro della Vanlife, mi risponde con grande decisione: i contro non esistono.

Vivere in un van ha solo pro per noi. Amiamo la nostra piccola casa su ruote, ci dà un senso di grande libertà ma anche grande sicurezza. Possiamo svegliarci ovunque vogliamo e dormire gratuitamente anche in quelle località molto turistiche dove solitamente la gente spende un sacco di soldi per una stanza d’albergo. Sia io sia Baru siamo molto spontanee e amiamo la Vanlife perché ci dà la possibilità di esserlo. Davvero, specialmente da quando abbiamo aggiunto il boiler, non ci sono aspetti negativi in questa vita“.

Ecco perché Kathi e Baru hanno solo un consiglio per chi, leggendo la loro storia, volesse lanciarsi in un’esperienza di vita simile: buttatevi e non ve ne pentirete.

“Alle persone che sono affascinate dalla Vanlife diciamo una sola cosa: buttatevi! È la miglior sensazione del mondo costruirsi una casa propria e poter vivere e viaggiare ovunque si voglia. E se sei una persona che non ha bisogno di mille comfort inutili, questa vita ti toglie moltissimo stress di dosso. La Vanlife ha regole molto semplici: siate rispettosi dei luoghi che visitate e delle persone che li abitano, siate puliti e non siate un elemento di disturbo per la comunità. Se volete fare sosta libera, viaggiate in paesi che la tollerano, come la Spagna e l’Albania. Utilizzate le app sul cellulare per trovare gli spot migliori dove dormire. Non c’è altro da aggiungere. Anzi sì: realizzate il vostro sogno e speriamo di incontrarci lungo la strada!

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