Vanlife, yoga, scrittura e mercatini: così mi mantengo mentre giro il mondo

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Non è facile iniziare a vivere in modo alternativo.

Chi sceglie di allontanarsi dal sentiero battuto di una vita normale per cercare la propria felicità altrove, va incontro a pregiudizi e giudizi non richiesti, ostacoli e incognite di ogni tipo. È un percorso spesso lungo e tortuoso, costellato da mille difficoltà, ma a volte è l’unico modo per trovare la vera felicità.

D’altronde, in una società che ci vuole tutti molto simili, con le stesse passioni, pochi sogni e tante responsabilità, è quasi inevitabile che la realizzazione personale si trovi negli stili di vita alternativi.

Su Mangia Vivi Viaggia ho raccontato tante storie di questo tipo, ma quella di Cale è forse una delle più intense.

È la storia di un ragazzo tedesco che si è ribellato a un contratto con la società che non aveva mai firmato e ha deciso di vivere letteralmente delle sue passioni: il viaggio, lo Yoga, la scrittura e l’arte e l’artigianato.

Viaggiare e vivere in un van

Fin da quando era un ragazzo, Cale aveva capito di non essere tagliato per una vita normale. Subito dopo aver terminato gli studi era partito alla scoperta del mondo, “con uno zaino sulla schiena e il pollice come biglietto gratuito“.

Nel 2016 ha capito che aveva due opzioni davanti a sé: smettere di viaggiare, fermarsi e lavorare per guadagnarsi da vivere, oppure trovare un modo per mantenersi e continuare a viaggiare.

Ha scelto la seconda opzione e il primo step della sua nuova vita è stato l’acquisto di un van.

“Io e la mia fidanzata abbiamo abbandonato la nostra casa e ci siamo liberati di tutta la nostra ricchezza materiale che ritenevamo inutile“, spiega. “Non appena Cindy ha finito gli studi, siamo partiti con il nostro van e i nostri risparmi“.

Da quel momento, la coppia ha iniziato a vivere all’interno del loro van Mercedes L407D, trasformato interamente in una casa itinerante. Lo hanno chiamato Eddie e con lui hanno girato la Germania durante l’estate. Con l’arrivo dell’inverno si sono spostati prima in Marocco, poi in Spagna e infine in Portogallo.

“Sono rimasto molto sorpreso da quanto sia comodo vivere in un veicolo del genere, con acqua, fornelli, forno a legna, letto fisso e tanto spazio”, dice Cales. “Tutto sembra così semplice e diretto rispetto a quando vagabondavo con uno zaino sulle spalle”.

Trovare la felicità vivendo in modo alternativo

Nell’ultimo anno e mezzo, Cale ha viaggiato continuamente, a volte con la sua fidanzata, a volte da solo, da qualche mese con un cane che ha adottato in Marocco. Oltre alla Spagna, il Portogallo e il Marocco, ha visitato anche l’Algeria e gran parte della Francia.

A bordo della sua casetta su ruote non ha grandi spese, ma soprattutto ha capito di non aver bisogno di tante cose per essere felice. Una consapevolezza che lo ha colpito come un fiume in piena durane una sera dello scorsa estate, mentre si trovava in Francia.

“Una sera, dopo il tramonto, mi sono seduto sul letto del bus, le porte posteriori si aprivano su un lago immobile, dove il gioco di luce arancione-rosso rifletteva il sole che tramontava. Non ho fatto altro che ascoltare il silenzio e assistere allo spettacolo della natura“, racconta sul suo blog.

“Nel frattempo, una sensazione di profonda felicità e amore è diventata sempre più presente nel mio corpo e nella mia mente. La mente è diventata silenziosa mentre ogni cellula del mio corpo vibrava di energia e si fondeva in un’unità con le cellule degli alberi, l’aria, l’acqua e tutto ciò che mi circondava. Ero felice, fino in fondo“.

Come lavorare viaggiando in modo alternativo

Cale ha trovato la felicità vivendo in un van e vagabondando continuamente in giro per il mondo. Nel suo futuro non vede niente di certo, ma di sicuro ci sarà il viaggio.

Qualcuno potrebbe giustamente chiedersi come si mantiene, ed è qui che Cale dimostra cosa significa davvero vivere in modo alternativo: non solo comportarsi diversamente dalla maggior parte delle persone, ma anche pensare fuori dagli schemi.

Perché la concezione tradizionale di lavoro – quella che ti impone di svegliarti ogni giorno, andare in un ufficio, prendere ordini ed essere obbligato a restarci per 8 ore – non è l’unico modo per guadagnarsi da vivere.

“I soldi sono come il piano di un tavolo. Il mio obiettivo è costruire più gambe possibili a questo tavolo, senza affidarmi esclusivamente a una fonte di reddito”, spiega il giovane tedesco.

Lavorare viaggiando: il web writer

Cosa significa concretamente? Innanzitutto, Cales è un web writer, ovvero viene pagato per scrivere articoli online.

“La mia principale fonte di reddito è il mio lavoro come scrittore e redattore di una grande rivista tecnologica tedesca. Sulla carta stampata, testo e recensisco le app Android, mentre online correggo e pubblico i testi su tutti gli argomenti tecnici”.

“Il lavoro non corrisponde ai miei interessi principali, ma grazie al piacevole ambiente di lavoro e alla grande flessibilità si adatta perfettamente al mio stile di vita: posso lavorare quando e dove voglio, tanto quanto voglio – e posso lasciarlo in qualsiasi momento“.

Lavorare viaggiando come insegnante di Yoga

Oltre a questa professione, ha altre fonti di reddito alternative. Ad esempio le lezioni di Yoga, la sua grande passione.

Do lezioni di yoga ogni volta che c’è interesse“, prosegue nella spiegazione su come si mantiene viaggiando. “Alle feste, nei parcheggi, sulla spiaggia o in occasione di qualsiasi tipo di aggregazione. Insegno esclusivamente a fronte di donazioni, non ho un tariffario, ma anche questa è una fonte di reddito”.

“A volte salta fuori anche solo una colazione gratuita, ma in ogni caso le mie spese diminuiscono. E comunque, per me, la vera ricompensa è vedere gli studenti felici e rilassati dopo la lezione”.

Commerciare e suonare per strada

Un altro lavoro che Cales si è inventato è quello del commerciante:

“Dal momento che viaggio in van attraverso tanti paesi, provo a comprare e rivendere. Ho comprato alcuni beni in Marocco, soprattutto tappeti, abbigliamento, strumenti musicali e tanto artiginato. Quando sono tornato in Europa, ho iniziato a fare mercatini ogni volta che ce n’era l’occasione e devo dire che in questo modo ho ricavato un ottimo profitto”.

Infine, guadagna grazie al suo blog e alla sua arte:

“Grazie al mio blog ricevo donazioni, naturalmente non arriva molto, ma a volte i lettori mi inviano qualche euro in più. Faccio anche musica di strada, con l’armonica e/o la chitarra, e in questo modo ho parzialmente finanziato alcuni viaggi”.

Con queste fonti di reddito molto alternative, Cales riesce a guadagnarsi da vivere mentre gira il mondo. La sua storia dimostra che spesso i limiti che vediamo nella vita sono esclusivamente mentali: vai oltre ai pregiudizi e a ciò che ti hanno detto essere giusto, perché fuori dagli schemi potresti trovare la vera realizzazione personale.

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