Ho dovuto rischiare la vita per capire quanto ero infelice. Poi sono partito per il giro del mondo

IG @sailingdoodles

Tra i tanti paradossi che caratterizzano il modo di vivere e ragionare di noi occidentali c’è l’atteggiamento che abbiamo nei confronti della morte: viviamo pensando di essere immortali e avere tutto il tempo che vogliamo. Così rimandiamo la nostra felicità a data da destinarsi, mettendola in secondo piano rispetto  perché siamo sicuri che ci sarà sempre tempo.

A volte, però, succede che la vita ci metta di fronte a situazioni inattese e molto forti, che ci colpiscono come un pugno nello stomaco. La scomparsa improvvisa di un proprio caro, la perdita di tutte le sicurezze che credevamo di avere, ma anche un incontro ravvicinato con la morte. Spesso sono gli episodi a portarci a riflettere e costringerci a chiederci se non sia arrivato il momento di cambiare qualcosa. Se non sia l’ora di smettere di anestetizzare il cervello ma prendere in mano la propria esistenza e guidarla verso la nostra felicità.

Bobby era un uomo come tanti fino a pochi anni fa. Poi, uno di questi episodi lo ha scosso al punto di spingerlo a prendere una decisione forte, che non aveva considerato nemmeno nei suoi sogni più estremi: licenziarsi, vendere tutto e partire per il giro del mondo in barca.

Chiudere i sogni nel cassetto

“Avevo sempre desiderato girare il mondo in barca a vela. Era il mio sogno: volevo andare in pensione il prima possibile e imbarcarmi per questa avventura. Ma era una di quelle cose tieni da qualche parte nella tua mente, lontana dalla realtà dei fatti”, dice in un video sul suo canale YouTube. E lo dice mentre si trova a bordo di una barca a vela, in mezzo al mare cristallino dei Caraibi.

Per capire come è riuscito a realizzare quel desiderio apparentemente impossibile, bisogna fare un passo indietro. Perché Bobby, come la stragrande maggioranza delle persone, era convinto che di essere immortale e avere tutto il tempo del mondo. Pur non essendo soddisfatto della sua esistenza, pensava che un giorno, chissà quando, avrebbe finalmente fatto ciò che desiderava.

Ci è voluto un infarto che lo ha quasi ucciso per fargli capire il nostro tempo su questa terra è limitato.

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Quando un infarto ti porta a cambiare vita

“Per tanti anni ho avuto un ottimo lavoro, ben pagato e rispettabile: ero un pilota di aerei”, spiega. “Un giorno mi sono svegliato con il più forte mal di testa che avessi mai provato. Poche ore dopo ero in un lettino di ospedale a combattere con un infarto“.

Fortunatamente Bobby è riuscito a sopravvivere. Ma a quel punto si è reso conto che la sua vita sarebbe cambiata per sempre.

“La compagnia non mi permise di tornare al lavoro, dovevano passare anni prima di poter volare di nuovo. Ero costretto a casa, depresso e privo di alcuna prospettiva“, dice Bobby. “La mia vita non aveva uno scopo, mi sentivo intrappolato”.

Al suo posto, tante persone si sarebbero buttate giù e avrebbero incolpato il destino. Si sarebbero piante addosso convinte di essere semplicemente sfortunate e di non poter fare altro che accettare questa circostanza. Bobby, invece, si è ribellato.

“Invece di lamentarmi per tutto il tempo, ho deciso di apportare un cambiamento: ho venduto tutto ciò che avevo in casa, letteralmente ogni singolo oggetto. Mi sono quindi ritrovato nella casa vuota, con una poltrona, la mia bicicletta e i miei due cani. Poi ho preso i soldi accumulati e li ho investiti tutti per acquistare una barca a vela. Con i cani, sono partito per girare il mondo“.

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Il giro del mondo in barca a vela

All’inizio Bobby era molto spaventato. Pensava a tutto ciò che poteva andare storto e immaginava con terrore il momento in cui si sarebbe sentito nuovamente male, ma questa volta da solo in mezzo all’oceano.

Poi si è detto che quelle paure non avevano alcun senso. Prendendosi cura di se stesso le possibilità di avere problemi di natura fisica sarebbero state minime. E poi, se qualcosa doveva succedere, avrebbe voluto che succedesse mentre viveva la sua vita al massimo, senza rimpianti. Non chiuso tra le quattro mura della sua casa, solo e depresso.

Bobby è in viaggio da due anni e non ha mai avuto alcun problema. Al contrario, ha trasformato la sua esistenza in una storia da romanzo: gira il mondo con la sua barca a vela, mangia quello che pesca, si gode alcuni dei paesaggi più incredibili del nostro pianeta e soprattutto conosce tanti viaggiatori, sognatori e ribelli come lui.

Tra le tante persone che ha incontrato e con le quali ha condiviso un tramonto o un bagno con gli squali c’è anche Laura, una ragazza che ben presto è diventata la sua compagna di viaggio.

“Ero ai Caraibi quando conobbi questa bellissima infermiera che lavorava a bordo di una nave di lusso. L’ho convinta a mollare tutto e ripartire con me. Inizialmente voleva stare solo un paio di mesi, ma poi ha deciso di continuare questa meravigliosa avventura con me”.

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Trovare la felicità girando il mondo in barca

Oggi Bobby è un uomo felice. Va a dormire sotto un cielo stellato e infinito e si sveglia con un tuffo nell’oceano. Ha trovato la giusta compagna, ha i suoi amati cani e il mare come cornice di ogni sua esperienza. Ha finalmente trovato quella realizzazione personale che sembrava poco importante nella sua vita precedente, quando viveva senza pensare alla sua felicità.

E mentre si preoccupava unicamente di vivere al massimo il presente senza pensare al futuro, ha trovato una fonte di reddito inaspettata, che gli ha permesso di essere ancora più libero di condurre questo stile di vita: YouTube. Il suo canale conta infatti milioni di visite e migliaia di iscritti. Così, semplicemente mostrando la sua vita, riesce a mantenersi mentre gira il mondo in barca a vela.

Per coloro che vogliono cambiare vita, Bobby ha due consigli. Il primo è molto pratico.

“Se vuoi cambiare vita, ti consiglio prima di tutto di saldare i tuoi debiti. Paga il mutuo della casa, dell’automobile e di tutto ciò che ti costringe a restare fermo. Se non puoi pagare, vendi tutto. Spesso tutto ciò non ti serve per essere felice, ma in ogni caso devi liberarti da queste catene”.

Il secondo consiglio è invece motivazionale.

“L’altro consiglio è di fissare una data e costringerti a partire. Perché se aspetti, ti assicuro che non sarai mai pronto. Ci saranno sempre delle scuse, di tipo lavorativo, personale, economico… se invece ti imponi di partire in una data precisa, non potrai trovare scuse. Questo è l’unico modo che conosco per farcela davvero”.

“Non credo nel destino ma credo che possiamo trarre il meglio da ogni situazione. Non dovete per forza mollare tutto e girare il mondo in barca. Ma andate a prendervi la vostra felicità là fuori. La mia è nella scoperta  di ogni nuova isola, ogni nuova spiaggia, ogni nuova giornata in mare”.

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