Guida Thailandia vegan: dove andare a mangiare se sei vegetariano o vegano

IG @gianluca.gotto

Se hai letto il mio libro “Le coordinate della felicità“, sai che sono diventato vegetariano in Australia (ne parlo nel capitolo “La fabbrica dei polli“). Negli anni ho smesso di mangiare anche i latticini, sempre per una questione etica, ma questo non mi ha certamente impedito di viaggiare per il mondo e godere a pieno di tutte le prelibatezze che le cucine straniere hanno da offrire.

Quando lo dico, noto reazioni piene di stupore. Molti mi hanno chiesto come si possa essere vegetariani, per non dire vegani, viaggiando in certe zone del mondo. Addirittura, ho alcuni amici che hanno deciso di non viaggiare perché convinti di non poter trovare niente da mangiare!

In base all’esperienza che ho accumulato in questi ultimi 6-7 anni da viaggiatore vegetariano, posso assicurare che in qualsiasi parte del mondo si possono trovare opzioni senza carne e pesce, ma anche senza latticini, uova o miele. Okay, probabilmente se vai in Lapponia non è una passeggiata, ma nella zona del mondo in cui viaggio io (il sud-est asiatico) è davvero molto facile riuscire a mangiare ogni singolo giorno cibo vegano o vegetariano. Devi solo prendere alcuni semplici accorgimenti.

Mangiare vegan in Thailandia: come comportarsi

Se hai il timore che in Thailandia avrai grandi difficoltà a ordinare un piatto vegetariano o vegano, vorrei tranquillizzarti: se anche non dovessi riuscire a trovare un ristorante dedicato, troverai sempre la possibilità di farti preparare un piatto veg-friendly in qualsiasi ristorante o banchetto dello street food.

Ecco alcune considerazioni, informazioni e consigli frutto della mia personale esperienza:

  • praticamente in tutte le zone turistiche del paese la gente sa comunicare in inglese e chi lavora nella ristorazione capisce cosa significa “vegetarian” o “vegan“. Sanno prepararti piatti che non contengano certi alimenti;
  • una delle principali insidie è la “fish sauce“, la salsa di pesce che i thai usano al posto del sale. Ti basterà chiedere di non metterla per non avere problemi. Puoi dirlo in inglese oppure in thai: “mai sai nam plah”.
  • la cucina thailandese non prevede l’uso di latticini, sostituiti invece dal latte di cocco (delizioso). Se non vuoi mangiarli, non ti dovrai preoccupare nemmeno di chiedere, perché non li usano. Da questo punto di vista è molto più facile essere vegan in Thailandia rispetto a un paese come l’India, dove il burro tradizionale (il Ghee) è dappertutto;
  • non è presente lo strutto perché i prodotti da forno non fanno parte della tradizione culinaria thailandese.
  • in Thailandia è presente una forte tradizione vegetariana dovuta al Buddhismo, la religione principale del paese. I monaci buddhisti sono ovunque e la maggior parte di loro sono vegetariani.
  • la frutta si trova ovunque in Thailandia ed è fantastica. Quando sei lì, complice il caldo, diventi dipendente dal mango e dal cocco. Per gli spuntini, quindi, non avrai alcun problema;
  • esiste una frase in thailandese che significa proprio “vegano”, ed è “jae” scritto (​เจ). È una specie di 17, sempre in rosso su giallo. Puoi mostrarlo al cameriere quando vai a mangiare ma è ancora più utile quando vuoi comprare qualcosa in un supermercato o in uno dei tantissimi Seven Eleven. Molti prodotti, infatti, hanno le etichette scritte esclusivamente in thailandese, ma se vedrai questo simbolo potrai stare certo di avere tra le mani un prodotto vegano. Quando ordini un piatto in un locale e il cameriere a difficoltà con l’inglese ti basterà dire “gin jae” invece di “I eat vegan” e capirà al volo 😉
  • c’è anche un altro simbolo (齋) che indica cibo buddhista vegan in cinese. È sempre in rosso su giallo e lo si trova molto nei banchetti dello street food.

La Thailandia vegan

Reputo la Thailandia un vero e proprio paradiso per chi non vuole mangiare animali e prodotti di origine animale. Ho visitato questa nazione da cima a fondo e non ho mai avuto problemi a trovare un piatto di riso con le verdure o una versione vegana del Pad Thai nei ristoranti non vegetariani. La cucina thai è deliziosa ed è ricchissima di opzioni per chi ha scelto una dieta cruelty free.

Ma c’è anche da considerare che nel paese è pieno di ristoranti e banchetti dello street food che sono completamente vegetariani o vegani. In particolar modo a Bangkok, che infatti non considero solo la capitale del paese ma anche una delle principali capitali veg del mondo.

A Bangkok sono presenti centinaia di ristoranti vegetariani, vegani o con opzioni vegane. Vivo in questa città un paio di mesi all’anno da quattro anni a questa parte e li ho girati praticamente tutti. Se stai per partire per Bangkok e sei vegetariano o vegano, qui sotto trovi i miei consigli su dove andare a mangiare. Alcuni sono i miei posti preferiti ma ho cercato soprattutto di fare una panoramica che includesse tutti i tipi di cucina, perché Bangkok è un concentrato di tante culture gastronomiche. Partendo dalla deliziosa cucina thai, in questa guida trovi anche ristoranti indiani, mediorientali e “western”.

Thailandia Vegan, Bangkok: la mia guida

Colazione e spuntini

Bangkok è una delle città più calde del mondo, motivo per cui una colazione “occidentale” potrebbe non essere la soluzione migliore. Personalmente quando mi sveglio e dopo un minuto sono già sudato, ho voglia di qualcosa di fresco. Ecco perché la maggior parte delle mattina mi limito a bere un caffè e mangiare frutta, ma ogni tanto mi concedo una “Bowl“.

Si tratta di una grossa ciotola che nella maggior parte dei casi contiene frutta, Acai (è una pianta sudamericana considerata un “superfood” per le sue proprietà benefiche), avena e frutta secca o cioccolato o yogurt. È una colazione ma anche uno spuntino e perché no, anche un pranzo. Le bowl, infatti, solitamente sono offerte in tre differenti misure e quella più grande ti riempie lo stomaco a sufficienza.

Summer Bowl

Summer Bowl è un locale aperto lo scorso anno da un ragazzo americano e dalla sua fidanzata thailandese. I due si sono conosciuti alle Hawaii (dove studiavano all’università) e poco dopo hanno deciso di trasferirsi a Bangkok per aprire questo locale. Si trova a circa un chilometro dalla fermata Thong Lo del BTS (la metropolitana sopraelevata) ed è un posticino accogliente, con l’aria condizionata, arredato in stile hawaiano e perfetto per scappare al caldo infernale di Bangkok. Ci sono otto opzioni per la bowl, da quella solo con Acai a quella stracolma di frutta di ogni tipo. La mia preferita è la Haleiwa. Contrariamente ad altri locali che servono bowl, qui è possibile anche ordinare caffè, caffè shakerati, cappuccini e chi più ne ha più ne metta. Sono ovviamente disponibili anche frullati, con l’opzione per il latte di soia. I più golosi non possono perdersi i dolci raw vegan, perfetti quando fuori c’è un sole che spacca le pietre.

Photo by @gianluca.gotto

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Makai Acai

Makai Acai è l’altro mio locale preferito a Bangkok per quanto riguarda le bowl. Si tratta di un posto perfetto per uno spuntino più che per colazione, perché non c’è la possibilità di ordinare bevande (se non un caffè freddo) ma in compenso le Bowl sono molto grandi e sono composte alla perfezione. In questo caso ci sono sei opzioni, con la base di Acai e la granola prodotta direttamente dal locale. Non è vegan perché contiene il miele, ma i vegetariani la apprezzeranno molto. Ciò che amo di Makai Acai è che hai la possibilità di comporre la tua bowl da zero mettendoci dentro tutto ciò che vuoi. Per questo motivo offre opzioni valide per qualsiasi cliente. Ciò che più mi ha colpito, oltre alle bowl, sono gli smoothies, ovvero i frullati. Quelli di Makai Acai sono semplicemente deliziosi e il Big Black Cacao (datteri, banana, latte di mandorla, vaniglia e cioccolato) è un assaggio di Paradiso. Molto apprezzabile che non venga utilizzata alcuna plastica: le bowl, i bicchieri e le cannucce sono tutti in legno. La filosofia eco-friendly comprende anche il distributore di acqua gratuito.

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Brunch

Come detto, Bangkok è una città bollente dove spesso non avrai gran voglia di fare un pranzo abbondante. Se poi ti capita di svegliarti tardi, potresti chiederti: che faccio, salto colazione e aspetto il pranzo? Oppure mangio tanto a colazione e salto il pranzo?

Se nessuna delle due opzioni ti sembra buona, ti consiglio di provare un brunch. È una parola inglese formata dal mix di “breakfast” e “lunch”, pertanto indica un pasto a metà tra la colazione e il pranzo. È un’ottima soluzione quando ti trovi a Bangkok e ci sono decine di locali che offrono questa possibilità. Te ne consiglio due.

(not just) Another Cup

(not just) Another Cup è un caffetteria/ristorante estremamente curato e luminoso, che si trova a pochi metri dalla stazione Chong Nonsi della BTS. Uno di quei posti dove spesso mi fermo anche a lavorare al computer, perché l’atmosfera è rilassata e ci sono lunghe tavolate dove poter stare tranquillo mentre ascolto la musica e bevo un caffè tra un articolo e l’altro (se ti interessa sapere come lavoro in remoto, racconto la mia storia nel mio libro “Le coordinate dell felicità“).

Ma questo posto non è semplicemente una caffetteria. Come dice il nome, è ben altro e infatti il menù è pieno di prelibatezze. Tra queste ci sono anche diversi piatti che possono essere richiesti in versione vegana o vegetariana, dall’immancabile bowl (che qui c’è anche in una particolare versione “salata” con l’avocado) a insalate di ogni genere fino ai sandwich. I prezzi sono più alti della media di Bangkok, ma il costo è ripagato dalla qualità del cibo e dall’ottimo servizio.

Uno dei posti migliori in Bangkok dove fermarsi a bere un caffè oppure a fare un brunch.

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Simple Natural Kitchen

Simple Natural Kitchen è un locale che si pone l’obiettivo di offrire cibo semplice ma salutare e ricco di nutrienti. Si trova in una piccola stradina molto tranquilla. Ci si può sedere dentro e godere dell’aria condizionata ma visto che il cibo è molto fresco, è una buona idea sedersi fuori, ai tavolini protetti dagli ombrelloni.

Sul menù sono presenti molti piatti interessanti ma per un brunch le opzioni vegane e vegetariane riguardano le insalate, le bruschette (deliziose quelle con le zucchine e melograno) e qualche “main dish” come il Shashuka, un piatto nordafricano a case di ceci e pomodoro che si può richiedere in versione vegan. Anche qui sono presenti le bowl e tutto ciò che si può trovare in una caffetteria. Il pane è prodotto direttamente dal ristorante, quindi è sempre fresco.

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Per gli amanti del pane, quello buono

Quando passi tanti giorni in una nazione come la Thailandia e vai avanti a Pad Thai e Curry con riso, potresti sentire la mancanza del pane, che i thailandesi non cucinano e non mangiano. Ciò non significa che a Bangkok non si possa trovare dell’ottimo pane fresco, anzi. Ci sono diversi locali che lo producono localmente e il migliore di questi è senza dubbio l’Holey Artisan Bakery.

Holey Artisan Bakery

Si tratta di una catena di ristoranti che dal Bangladesh si è espansa anche a Bangkok, dove conta tre locali. L’Holey Artisan Bakery è un ristorante, ma anche una pasticceria e una panetteria. Qui, infatti, vengono prodotti ogni giorno decine di chili di pane fresco, brioches e dolci e quelli che a fine giornata avanzano vengono donati a un campo profughi appena fuori Bangkok. Un buon motivo per andarci, ma non è certamente l’unico. All’Holey si trova infatti cibo semplicemente delizioso.

Il locale è noto per i suoi panini e se dovesse capitarti di desiderarne uno dopo tanti giorni di noodles e riso, ti consiglio caldamente di visitare questo ristorante. Se sei vegetariano o vegano, sul menù trovi diverse opzioni tra cui uno dei panini più buoni che abbia mai mangiato nella mia vita (e ne ho mangiati): il Khun Vegan. È un panino con funghi e spinaci che mi ha davvero deliziato il palato. Ottimo anche l’altro panino vegan, il Guaca, a base di guacamole, cipolle, pomodori e olio d’oliva. Entrambi sono un’esplosione di mille sapori a ogni morso. Imperdibile anche il gazpacho, ampia scelta per quanto riguarda la caffetteria. È anche uno dei pochi posti di Bangkok dove trovare ottime brioches e altri prodotti dolciari da forno.

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Pranzi e cene

Per quanto riguarda i locali dove andare a pranzare o cenare, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, perché Bangkok è davvero una città pienissima di ristoranti di ogni tipo. Qui sotto ci sono alcuni dei miei preferiti, partendo dal mio ristorante vegetariano thailandese preferito e passando poi a quelli che offrono cucina internazionale.

Suananda

Sono da anni un grande amante della cucina indiana e un giorno, camminando per una zona nuova di Bangkok, mi sono imbattuto in un ampio locale situato in una traversa. Si chiama Suananda ed è gestito da anni da una famiglia indiana che è riuscita a creare un piccolo angolo di pace nel caos di Bangkok.

Il valore aggiunto di Suananda risiede nella possibilità di ordinare non solo piatti vegetariani e vegani, ma anche gluten free. La cucina è indiana, ma la proprietaria ci tiene a precisare che in realtà è una cucina fusion, che prende elementi di varie tradizioni culinarie e le lega a quella indiana.

Suananda non è solo un ristorante, ma anche un punto di ritrovo per appassionati di spiritualità. Se ti capiterà di passare di lì avrai la possibilità di conversare con la proprietaria, che tiene anche lezioni di Yoga, meditazione, cucina ayurvedica e… felicità. Proprio così: c’è anche una lezione sulla felicità, incentrata soprattutto sulla respirazione.

La cucina di Suananda riprende i precetti ayurvedici e il “set” del giorno (il piatto combinato) è studiato appositamente per guarire il corpo. Ciononostante, il sapore non manca: quando mangi l’insalata birmana o il curry di patate o la cheescake alle carote ti stai anche prendendo cura della tua golosità.

Il posto ideale dove rilassarsi in mezzo al verde, mangiare cibo salutare e perché no, magari anche partecipare a una lezione di respirazione per raggiungere la felicità.

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Nourish Cafe

A Bangkok, sopra una palestra dove si imparano le antiche arti marziali, si trova uno dei migliori locali vegani della città. Si chiama Nourish Cafe ed è un ristorante e caffetteria aperto da una simpatica ragazza inglese di nome Tammi. Dopo aver aperto con alcuni soci un locale identico in Birmania, Sam ha deciso di aprire il “suo” Nourish Cafe anche a Bangkok, la città dove vive.

Il ristorante in questione è molto particolare,  non solo perché si trova sopra una palestra (dai tavoli più esterni si vedono le persone che si allenano sotto) ma anche perché l’ambiente è molto “open space” con lunghe panche e grandi cuscini dove sdraiarsi se si vuole gustare uno shake proteico o mangiare qualcosa di diverso dal solito.

Già, perché il menù di Nourish Cafe racchiude al suo interno un gran numero di piatti, appartenenti a cucine molto diverse tra di loro. Ci sono piatti tradizionali come il Pad Thai e il Miang Kham ma anche la “All Day Breakfast” (favoloso il Breakfast Wrap), cibo messicano, i burger, le bowl, le insalate, le zuppe e un piatto mediorientale come l’hummus e i falafel.

La scelta è davvero sconfinata e non basterebbe una settimana per assaggiare tutto, ma ne vale assolutamente la pena, perché il Nourish Cafe offre piatti sostanziosi e saporiti. Da provare assolutamente l’insalata birmana con le foglie di te e la Latin Bowl che riprende i sapori della cucina messicana. Imperdibili anche gli smoothies, i migliori che abbia assaggiato nella mia vita (il Raw Chocolate ti riporta in vita).

Nourish Cafe è il posto giusto dove avere l’imbarazzo della scelta ed essere comunque certi di poter mangiare cibo di qualità e delizioso. Uno dei migliori locali di Bangkok.

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Hummus Boutique

Un’altra cucina che amo è quella mediorientale e non avrei mai creduto di poter trovare hummus e falafel così buoni anche a Bangkok. Invece mi è successo da Hummus Boutique, un ristorante in una delle zone più trafficate di Bangkok dove poterti sedere a mangiare cibo abbondante mentre osservi la frenesia della città.

La prima cosa che ho amato di Hummus Boutique è che preparano personalmente gli impasti per le pite e per la pizza (proposta in chiave vegana o vegetariana senza distinzione di prezzo). Tutti i prodotti da forno, quindi, sono prodotti direttamente nel locale. L’hummus è molto buono, specialmente se ti piace il sapore dell’aglio, e le porzioni dei “set” sono molto abbondanti e prevedono un’insalata, due pite e un tipo di hummus dei tanti che ci sono sul menù. Personalmente consiglio quello con i pomorodini secchi, davvero gustoso.

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Mensho

Mensho è un locale giapponese, appartenente a una catena nata in Giappone e diffusasi in tutto il mondo. Il primo ad aver aperto a Bangkok ha un solo piatto al 100% vegan ma posso assicurarti che vale assolutamente la pena di assaggiarlo, perché è uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato nella mia vita.

La specialità di Mensho è il ramen, una zuppa tipica giapponese a base di noodles. In questo ristorante, i noodles sono sempre freschi, perché vengono prodotti ogni mattina. E quando li mangi, te ne rendi conto. Il ramen vegano si chiama “Vegan Tantanmen” ed è una delle cose più buone che ti capiterà di mangiare nella tua vita. Oltre alla qualità dei noodles, gli ingredienti sono scelti e cucinati con una cura d’altri tempi, come ho avuto modo di osservare in prima persona durante la mia visita. Lo chef (giapponese) si occupa della preparazione scegliendo ogni singolo elemento, dai funghi al seitan alla soia alle spezie. Il risultato finale è una zuppa estremamente saporita ma al tempo stesso senza un sapore dominante su tutti gli altri. Un’autentica delizia, da provare assolutamente se si è di passaggio a Bangkok.

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Vistro BKK

Vistro BKK è uno dei pochi locali aperti e gestiti da persone completamente vegane, è possibile pranzare ma anche gustare un gelato artigianale o acquistare prodotti nello shop integrato nella struttura.

Passando al cibo, Vistro BKK propone una cucina fusion che combina elementi molto diversi tra di loro in un modo che al palato risulta estremamente interessante. Il loro punto forte, ad esempio, è l’Ultimate Portobello Burger, che è anche uno dei burger più sorprendenti che abbia mai mangiato: si tratta infatti di un burger vegetale al cui interno si trova una salsa fatta in casa dal sapore agrodolce. Quando addenti il burger, tutto ti aspetteresti tranne che sia pieno di una salsa così inaspettata ma assolutamente ben combinata, per contrasto di gusto, con il cavolo, le carote e l’altra salsa, la mostarda fatta in casa.

Sul menù di Vistro BKK si trovano anche altre specialità particolari come la Jackfruit Salad, a base di questo frutto (il Jackfruit) introvabile alle nostre latitudini. Anche da Vistro BKK ci sono molte opzioni per la caffetteria, dove viene utilizzato prevalentemente il latte di mandorle (in alternativa, quello di soia, ma consiglio quello di mandorle).

Vistro BKK è il posto giusto per chi vuole provare sapori assolutamente inediti e sorprendenti.

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Cooking Class

Proprio perché Bangkok è uno dei posti migliori al mondo dove fermarti se ti piace mangiare bene e scoprire nuovi sapori, in città puoi trovare un gran numero di cooking class. Le cooking class sono lezioni di cucina tradizionale che solitamente durano tra le tre e le cinque ore. Ce ne sono di ogni tipo ma la mia preferita è senza dubbio quella di Simple Thai Cooking House.

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Simple Thai Cooking House

A tenerla è una ragazza che si chiama Mimi. È una ragazza thailandese piena di positività e voglia di fare e seguire la sua cooking class significa imparare tantissime cose sulla cucina del paese. Oltretutto Mimi ha una storia molto alla “Mangia Vivi Viaggia” alle spalle, perché un giorno, stufa di un lavoro che non le dava alcuna soddisfazione, ha deciso di licenziarsi e aprire una cooking class, nonostante il forte disaccordo dei genitori. A distanza di un solo anno, la sua attività va a gonfie vele.

La cooking class a cui ho partecipato è  quella del mattino. Ci si ritrova all’uscita 4 della fermata Bangwa del BTS alle 09:00. Mimi ti accoglie con un sorriso e ti porta a fare la spesa in un mercato poco distante dove ci sono solo persone del luogo e nessun turista. Di ogni alimento ti spiega la storia e le caratteristiche e soprattutto il motivo per cui finirà nel tuo piatto.

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Successivamente, ci si sposta nella casa della famiglia di Mimi, un luogo incantato davanti al fiume e immerso nel verde, lontano dal rumore e dal traffico tipici di Bangkok. Pur non avendola mai vista dall’interno, ho pensato subito che la Turtle House di Tiziano Terzani fosse un posto molto simile. Qui si svolge la vera e propria cooking class con Mimi e sua mamma, una simpatica signora thailandese che parla poco ma sorride tanto e ti mostra come cucinano davvero in quella zona di mondo.

Nella cooking class di Mimi non c’è spazio per più di 4 persone. È una scelta che ha preso per consentire a ognuno dei partecipanti di porre domande durante la lezione e avere il giusto spazio per capire davvero le ricette.

Solitamente nelle tre ore e mezza della cooking class (dalle 09:00 alle 12:30) vengono preparati tre piatti e un dessert, tutti con gli ingredienti acquistati poco prima al mercato. Quando ho partecipato io ho preparato la Tom Yam, un Pad Thai e un Panang Curry. Abbiamo anche preparato il latte di cocco per il Mango Sticky Rice come dessert. La cooking class non è studiata appositamente per vegetariani o vegani, ma visto che il cibo si prepara sul momento lo può diventare facilmente, basta chiedere a Mimi (che è super disponibile).

Si tratta di un’esperienza che consiglio davvero a chiunque visiti la Thailandia, perché viaggiare attraverso i sapori di un popolo e una nazione significa scoprire a fondo un pezzo di mondo.

Photo by @gianluca.gotto

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